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| 07 apr 2023 | 13:55

Gli agricoltori: ''Gestione orsi va consegnata con pieni poteri al governo locale''. Ma ci ricordiamo come era stata gestita la vicenda M49?

All'indomani della tragedia avvenuta in Val di Sole è l'emotività che sta scatenando le reazioni sia di ''difesa'' degli orsi che di quelli che gridano di abbatterli tutti. Purtroppo anche la politica non è da meno come mostra il consigliere del Patt Lorenzo Ossanna che scrive: ''Se confermato non ci sarà pietà''. Ma mentre la Cia chiede la gestione dell'orso venga affidato al governo locale prese di posizione come queste dimostrano che non saremmo all'altezza

Gli agricoltori: Gestione orsi va consegnata con pieni poteri al governo locale''

TRENTO. ''La loro gestione va consegnata con pieni poteri al governo locale perché chi vive e frequenta la montagna non può sottostare a richieste (a volte pretestuose) di chi è lontano da questi territori e difficilmente comprende l’angoscia e l’apprensione di non poter “uscire di casa” dovendo vivere rinchiusi tra le mura domestiche, ultimo baluardo di protezione''. A parlare è il presidente della Cia (agricoltori italiani) Paolo Calovi che interviene così, nel dibattito politico che si è ormai già aperto ieri a pochi minuti di distanza dalla tragica morte di Andrea Papi.

 

Eppure le reazioni emotive a cui stiamo assistendo, pur se in qualche modo giustificate soprattutto da parte di chi conosceva quel ragazzo morto mentre andava a correre nei boschi vicino a casa, è certamente la meno indicata per chi la politica dovrebbe farla. L'esempio peggiore, tra quelli visti in queste ore, è forse il post del consigliere del Partito autonomista trentino tirolese Lorenzo Ossanna che ha condiviso una foto sfuocata di un muso di un orso con sopra la scritta ''… se confermato… poi NON ci sarà pietà !!!''. Una reazione tutt'altro che da amministratore ma da soggetto che compie lo stesso errore degli animalisti più sfegatati che affrontano la questione, appunto, in modo emotivo. Nel caso di Ossanna trasformandolo nel ''mostro'', un killer spietato, affamato di sangue da inseguire e sradicare.

 

Nel caso degli animalisti più intransigenti un animale sempre buono e incolpevole da difendere a prescindere, tanto semmai la colpa è dell'uomo o c'è qualcosa dietro che non ci dicono e quindi difesa dell'orso a oltranza. E invece bisognerebbe sempre affidarsi agli esperti, ai dati e allo studio e una buona politica dovrebbe chiedersi se ha messo in campo e sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per prevenire certe situazioni (in ogni caso, lo ricordiamo sempre, il rischio zero non esiste e purtroppo le notizie di persone, anche giovanissime, che muoiono sulle nostre montagne tra valanghe e incidenti in quota si susseguono con una frequenza altissima ma in quel caso si parla di tragica fatalità, non si inseguono colpevoli e spesso la comunità giustifica il fatto con frasi del tipo ''stava facendo quello che gli piaceva fare''). 

 

 

La politica degli ultimi anni in Trentino è stata profondamente manchevole, sono scomparsi gli incontri sui territori per spiegare come comportarsi e affrontare la questione, sono scomparsi gli assessori e gli amministratori che ci mettevano la ''faccia'' e nelle comunità locali andavano a chiarire come intendevano gestire al meglio il fenomeno. Pensare, oggi, di affidare la gestione al governo locale, come chiede la Cia, dopo che nell'ultimo caso che si ricordi l'amministrazione provinciale è riuscita a farsi scappare per due volte dalla stessa ''prigione'' lo stesso orso, M49, mostrandosi totalmente inadatta politicamente a gestire anche solo una cattura o ancora nel caso di Mj5 ha emesso un nuovo mandato di cattura salvo, a distanza di un mese, non aver ancora ottenuto nulla, è pura utopia e sarebbe anche un errore, evidentemente.

 

Le persone che vivono nelle zone vicine a dove gravitano gli orsi meritano risposte perché sono, evidentemente, lasciate sole da questa politica che vive di reazioni emotive, di impulsi dettati dall'emergenza. ''Se confermato non ci sarà pietà'' è un concetto che non ha nessun senso applicato a nessun ambito in uno stato di civile. Ci sono le leggi, le regole, i parametri, i dati che regolano la convivenza generale. Se sarà confermato che è stato un orso, come sarà confermato, le regole parlano chiarissimo e si procederà all'abbattimento dell'esemplare. Per ridurre i rischi in futuro (ridurli, ci ripetiamo, perché come per qualsiasi ambito della vita il rischio zero non esiste) serviranno poi buone politiche che non sono quelle dell'indifferenza o del ''non ci sarà pietà'' quando è già successo il fatto. Ma purtroppo il governo provinciale, al momento, non ha dimostrato di essere all'altezza di autogestirsi.

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