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| 07 mag 2023 | 14:09

"Lupi e orsi? Sono diventati padroni del territorio", Cia e le tante imprecisioni su Rai3: "Evitare il bosco? Come chiedere a chi vive al mare di non andare in spiaggia"

Ospite della trasmissione su Rai3 il consigliere di FdI, insieme alla parlamentare Brambilla e Genovesi dell'Ispra. Cia: "Lupi e orsi sono stati gestiti in modo ideologico in questi anni, cosa che ha fatto sì che gli orsi, dai 40-50 previsti ospitabili, si siano moltiplicati arrivando oggi tra i 100-150". Ma molte informazioni non sono corrette

Lupi e orsi? Sono diventati padroni del territorio, Cia e le tante imprecisioni su Rai3: Evitare il bosco?
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Lupi e orsi sono stati gestiti in modo ideologico in questi anni, cosa che ha fatto sì che gli orsi, dai 40-50 previsti ospitabili, si siano moltiplicati arrivando oggi tra i 100-150". E' così che parla il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia, Claudio Cia, ospite della trasmissione "Mi manda RaiTre", domenica (7 maggio), insieme alla parlamentare Michela Vittoria Brambilla e Paolo Genovesi dell'Ispra, riportando però informazioni non corrette sul tema orsi in Trentino. "Siamo arrivati al punto in cui è vietato spaventare gli orsi - prosegue Cia - anche se te li ritrovi sul pianerottolo di casa. Se l'orso si avvicina a un centro urbano o dove si svolgono attività non puoi nemmeno sparare in aria perché vieni subito denunciato".

 

La discussione sulla gestione dei grandi carnivori in Trentino prosegue da quando il 5 aprile scorso, il runner 26enne Andrea Papi, fu ucciso dall'orsa Jj4 nei boschi di Caldes. Un tragico evento che ha portato anche alla cattura dell'esemplare responsabile, rinchiuso ora al Casteller, in attesa del verdetto sul suo abbattimento (fermato dal Tar di Trento che ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste contro le ordinanze del presidente Fugatti).

 

"Siamo arrivati a un punto in cui orso e lupo sono diventati padroni del territorio, reintrodotti senza chiedere il permesso", aggiunge in diretta l'esponente di Fratelli d'Italia. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto Cia fa riferimento a una "gestione ideologica in questi anni", di un progetto che però è passato dagli esperti in mano alla Provincia, quindi alla Giunta leghista con cui Fratelli d'Italia siede in maggioranza da quasi 5 anni.

 

Il secondo punto, già smentito da il Dolomiti, riguarda il numero di orsi "previsti" dal progetto Life Ursus. Dire come fa Cia che erano previsti una cinquantina di esemplari è sbagliato visto che questa è considerata la soglia minima per evitare il rischio estinzione, cosa che viene specificata chiaramente nel progetto (ed è ancora rintracciabile sulla pagina ufficiale della Provincia di Trento amministrata da Fugatti). Inoltre, secondo gli ultimi dati disponibili nel 2021 è stato possibile stimare una consistenza di 73-92 orsi adulti, una cifra che sembra essere in linea con le previsioni di Life Ursus.

 

Sulla reintroduzione "senza permesso" è lo stesso rappresentante dell'Ispra, durante la trasmissione, a rispondere al consigliere. "Il lupo è arrivato naturalmente - sostiene Genovesi - mentre solo l 'orso è stato reintrodotto. Al tempo fu fatto un sondaggio molto approfondito nelle zone rurali delle aree interessate. Quando fu fatta l'indagine la proporzione di trentini favorevoli e degli abitanti delle altre zone era pari all'80%".

 

Il consigliere replica che "i trentini al tempo la percepivano come una risorsa, oggi come un grave problema - dice - i nostri centri abitati sono nel bosco e sono nati con il bosco. Di conseguenza pretendere che i trentini non frequentino il bosco è come chiedere a chi vive sul mare di non andare in spiaggia a bagnarsi i piedi".

 

Ad aggiungersi anche la voce di Brambilla, venuta recentemente in visita al Casteller in Trentino per verificare le condizioni di Jj4: "Il Tar ha accolto il ricorso degli ambientalisti - afferma - le misure del piano Pacobace prevedevano tra le cose il monitoraggio e i radiocollari. Non è stato fatto quello che era necessario: il radiocollare di Jj4 era scarico dall'agosto dello scorso anno, ma la zona in cui lei orbitava era stata mappata".

 

Secondo la parlamentare "bisognava fare formazione e informazione anche sui turisti. La politica ha preso in mano la gestione del progetto, togliendola agli esperti. Da quel momento non è stato fatto più nulla".

 

Per il consigliere trentino è necessario prendere delle decisioni perché gli orsi problematici "non possiamo lasciarli liberi". E sul Casteller? "Non è uno spazio adeguato, è insufficiente per un orso". Sul trasferimento dei plantigradi Cia conclude: "Siamo i primi, come ha dichiarato anche il presidente Fugatti, a voler portare l'orso dove ci viene chiesto. Il Trentino è disposto a raccogliere le disponibilità e a spostarli".

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