Orsi in Trentino, Ambrosi: "Servono misure per tutelare i cittadini dagli animalisti da salotto''
L'onorevole di Fratelli d'Italia ha spiegato che serve "compiere una valutazione dei rischi/benefici, oltre che dei costi, del progetto Life Ursus, che mai venne messo a referendum tra le popolazioni delle vallate trentine"

TRENTO. “Occorre un piano di mappatura e di trasferimento degli animali in eccesso, insieme a un rafforzamento dei sistemi di controllo e vicinanza”. A dirlo è l'onorevole Alessia Ambrosi nell'interrogazione che ha presentato quest'oggi in Commissione Ambiente al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e al ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli.
“La tragica vicenda di Andrea Papi – spiega l'onorevole trentina di Fratelli d'Italia - solleva numerose questioni sulla gestione degli orsi in Trentino e sulle iniziative da intraprender. La convivenza tra la popolazione e i plantigradi è ormai sempre più difficile perché il progetto europeo ‘Life Ursus’ di reinserimento di questi animali aveva l’obiettivo di avere sul territorio trentino circa 50 esemplari, numero oggi più che raddoppiato”.
Desta ancora “sconcerto” scrive Ambrosi il fatto che nel 2021 il Tribunale amministrativo di Trento, ribaltando la precedente ordinanza cautelare, abbia decretato la non validità dell'ordine di cattura di alcuni orsi fra i quali JJ4, artefice della morte di Papi.
“Penso inoltre – continua - sia opportuno compiere una valutazione dei rischi/benefici, oltre che dei costi, del progetto Life Ursus, che mai venne messo a referendum tra le popolazioni delle vallate trentine. L’animalismo da salotto e un ambientalismo ideologico hanno fatto fin troppi danni: occorre ora dare risposte concrete e pragmatiche ai trentini”.


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