Orsi, il ministro Fratin: “Si valuti anche la sterilizzazione. La realtà locale deve attrezzarsi per evitare che gli esemplari diventino confidenti”
Le parole del ministro dell'Ambiente: “Devono esserci i cassonetti adatti, altrimenti è inutile lamentarsi che gli orsi diventano confidenti. Utilizzare norme di sicurezza pubblica (che certamente sono nei poteri costituzionali) per l'uccisione di un singolo capo, non credo sia la soluzione”

TRENTO. “Sugli orsi in Trentino ognuno deve fare la sua parte. Ho chiesto a Ispra di preparare un piano, valutando anche la sterilizzazione, vista la difficoltà di trasferimento degli orsi in sovrannumero”. Queste le parole del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che a margine della presentazione del Rapporto ambiente Snpa a Roma è tornato a parlare della questione orsi in Provincia.
E proprio alla Provincia si è poi rivolto il ministro, sottolineando che “anche la realtà locale deve attrezzarsi per evitare che gli orsi diventino confidenti”, e in particolare “avere un piano rifiuti come si deve. Devono esserci i cassonetti adatti, altrimenti è inutile lamentarsi che gli orsi diventano confidenti”.
Un tema, quella dei cassonetti anti-orso, che in più occasioni hanno toccato le associazioni ambientaliste: la Lav, in particolare, aveva denunciato nel maggio dello scorso anno i ritardi nell'introduzione dei cassetti anti-orso sul territorio, riprendendo quanto riportato da una nota della stessa Pat nella quale si specificava che “prosegue il piano di sostituzione dei cassonetti avviato nel 2020 con i territori della Paganella e della Val di Sole e sarà completato nel 2028, secondo quanto previsto dal piano rifiuti” (Qui Articolo).
“Utilizzare norme di sicurezza pubblica (che certamente sono nei poteri costituzionali) – ha concluso il ministro – per l'uccisione di un singolo capo, non credo sia la soluzione”.


















