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| 19 apr 2023 | 06:01

Guerra agli orsi, dalla bufala che il progetto prevedeva massimo 50 esemplari alla retorica del ''noi trentini'', ''voi gente da ztl'': 5 ''storielle'' che fanno male a tutti

Da un lato l'attacco al Tar e all'Ispra per nascondere le proprie mancanze politiche (cosa si è fatto quando è stato dato l'ok alla sterilizzazione dell'orsa, aggressiva sempre e solo in presenza dei cuccioli) dall'altro la bufala ripetuta di continuo che 50 esemplari era il numero previsto per il progetto e che sarà sostenibile avere in futuro (quando c'è stata l'aggressione di Daniza nel 2014 gli orsi erano tra i 41 e i 51 esemplari: il rischio zero non esisterà mai ma può essere ridotto dalla politica) passando per l'apparizione su Rete4 e il post che gira con il logo Trentino

TRENTO. E' saltato tutto. Il livello di demagogia e conflittualità costruito in questi giorni sulla vicenda orsi ha raggiunto dei livelli mai visti prima. Il presidente della Provincia Fugatti si sta giocando il tutto per tutto (anche perché ad ottobre ci sono le elezioni) scaricando sul mondo esterno (magistrati, gente da salotto, gente di città, ambientalisti, Ispra, governi vari) colpe e responsabilità politiche per una gestione del fenomeno che negli ultimi 4 anni è stata in capo a lui. La retorica del ''noi siamo di montagna e capiamo'' e ''voi siete di città e non capite'' è deleteria prima di tutto per quelle comunità che chiedono giustamente risposte, vivendo a stretto contatto con i grandi carnivori, ma lo è per tutto il Trentino che su scala nazionale ne sta uscendo a pezzi.

 

Fugatti sta mediaticamente sacrificando il suo territorio per salvare sé stesso sul piano politico cercando consenso in Trentino e fregandosene dell'immagine che viene trasferita all'esterno della sua e nostra terra. Le sue quotazioni, lato interno in chiave elettorale, sono in crescita forte anche di una retorica infarcita di scivoloni, omissioni ed errori che lasciano esterrefatti e non trovano alcuna forma di contrasto sul territorio anche per l'insipienza dalle opposizioni (non tutte) che sono per buona parte irretite dalla situazione e guardano allo sfacciato approccio del presidente Fugatti al tema e la sua capacità di riemergere nonostante le responsabilità della gestione fossero in capo a lui e nonostante sia evidente come in questi 4 anni il progetto sia stato abbandonato a se stesso.

 

Ci proviamo noi a mettere in fila alcune considerazioni, a costo di risultare antipatici ma per il dovere che abbiamo di cercare di riportare la discussione a un livello di realtà minimo che permetta alla comunità di comprendere quanto sta accadendo mettendola al riparo dalla disinformazione costruita anche da conferenze stampa fiume al limite della propaganda. Si tratta di 5 ''storielle'' (citiamo così il presidente Fugatti che quando era all'opposizione era convinto che i lupi non fossero tornati autonomamente sulle Alpi, una ''storiella'' appunto, spiegava, una ''barzelletta'' mostrando a tutti in Aula quanto ne sapesse e ne capisse di fauna e ambienti montani QUI IL VIDEO) che fanno male a tutti. 

 

1) Fugatti ripete che il progetto di reintroduzione degli orsi prevedeva una cinquantina di esemplari e che ora è fuori controllo

 

 

 

 

Falso: il numero di una cinquantina di esemplari è considerata la soglia minima che non li mette a rischio estinzione. Lo specificava chiaramente il progetto e si legge ancora oggi sulla pagina ufficiale della stessa Provincia di Trento che Fugatti amministra: ''L’obiettivo del progetto Life Ursus è di consentire nell’arco di qualche decina di anni la costituzione di una popolazione vitale di almeno 40-60 orsi adulti, la cui presenza interesserà molto probabilmente anche le province limitrofe. Non sono previsti ulteriori rilasci'' (qui il sito ufficiale della Pat). Il termine ''minima popolazione vitale'' significa proprio il livello minimo che non ne minaccia l'estinzione. Sotto i 40-60 esemplari adulti in ''qualche decina d'anni'' (sono passati 24 anni dal via al progetto quindi siamo perfettamente in linea oggi con le previsioni: nel 2021, ultimo dato disponibile, è stato possibile stimare una consistenza di 73-92 orsi adulti) la specie non può essere ritenuta al sicuro (ci sono tra gli altri, anche i rischi di incrocio tra consanguinei).

 

Il punto qui, interessante, semmai è che il documento specificava che ''la presenza interesserà molto probabilmente anche le province limitrofe''. Per riuscirvi serviva la politica, quindi Fugatti. Accordi con i territori limitrofi e la creazione di corridoi faunistici che favorissero il diffondersi dei plantigradi. Nulla è stato fatto in tal senso (e comunque qualche esemplare si è spostato andandosene). 

 

 

2) L'attacco al Tar e alla decisione di sospendere le ordinanze di abbattimento.

 

Il presidente si è detto ''stupefatto'' perché il Tar ha sospeso la sua ordinanza di abbattimento e non ha mancato di ri-additare il Tribunale amministrativo regionale di Trento come responsabile della vicenda avendo bloccato nel 2020 (tre anni fa) la sua ordinanza di abbattimento verso Jj4. Ha poi spiegato che come Provincia ha continuato a segnalare la pericolosità di Jj4 all'Ispra e che l'istituto non avrebbe fatto niente. Le segnalazioni riguardavano dei falsi attacchi sempre in presenza dei cuccioli. L'Ispra ha risposto in questi giorni a Fugatti chiarendo che avevano chiesto prima di tutto alla Pat di sostituire e mettere un nuovo radiocollare all'orsa, cosa che la Provincia non ha fatto decidendo in questo modo di rinunciare al monitoraggio dell'esemplare e poi avevano dato l'ok alla proposta che le era arrivata dalla Provincia di sterilizzare l'animale constatato che in 17 anni di vita Jj4 si era mostrata aggressiva 3 volte sempre e solo in presenza di cuccioli (come avvenuto anche il 5 aprile scorso con il povero Andrea Papi: Jj4 aveva con sé 3 piccoli). Dopo l'ok nulla è stato comunque fatto da parte della Provincia e di cose se ne potevano fare se davvero si riteneva l'orsa pericolosa e l'incolumità pubblica a rischio, come ha ripetuto il presidente Fugatti in conferenza stampa (come per esempio limitare gli accessi al Peller dove l'orsa gravitava praticamente da sempre stando ai tracciati del radiocollare raccolti, però, fino all'anno precedente perché, come detto, da agosto 2022 il monitoraggio è terminato perché il radiocollare era rotto). In ogni caso la decisione del Tar della scorsa settimana è tutt'altro che stupefacente ma perfettamente in linea con qualsiasi procedura di uno stato civile. Arriva un ricorso, il tribunale vuole conoscere le carte. Nel frattempo il Tar ha riconosciuto la pericolosità dell'animale e ha dato l'ok alla cattura dello stesso (cattura che infatti è avvenuta senza alcun impedimento da parte del tribunale) e ha anche esplicitato che in caso di rischio per gli operatori si poteva procedere all'abbattimento. Quindi dire che il Tar ha provocato qualche ritardo, qualche rischio, qualche problema nel rimuovere l'orsa e nel garantire la sicurezza pubblica è falso.

 

3) Vogliamo riportare la popolazione degli orsi a una cinquantina di esemplari che è un numero equilibrato per il territorio. 

 

Volete sapere quanti orsi c'erano nel 2014 quando ci fu la prima terribile aggressione di un'orsa, Daniza? ''La popolazione stimata nel 2014 va da 41 a 51 esemplari'', si legge nel report grandi carnivori di quell'anno. Come recitano le Faq dello stesso sito della Provincia sui Grandi Carnivori ''l’orso è un animale selvatico potenzialmente pericoloso e che come tale va trattato e considerato. In Trentino, negli ultimi vent’anni ci sono stati moltissimi casi di incontri uomo-orso e cinque attacchi all’uomo (eravamo nel 2021 oggi siamo a 8). Se si vuole eliminare del tutto anche questo rischio, pur minimo, è necessario eliminare tutti gli orsi''. Cosa vogliamo dire con questo? Che il rischio zero non esiste e le percentuali aumentano di pochissimo con i numeri attuali di orsi perché la stragrande maggioranza di loro nemmeno si vede o si fa vedere. Esistono gli esemplari più problematici per carattere ed esistono i comportamenti che vanno posti in essere dagli esseri umani per evitare che questi orsi diventino problematici. Un esempio pratico? I bidoni anti-orso. La spazzatura è una delle motivazioni principali per i plantigradi (come per tantissimi altri animali) che li spinge ad avvicinarsi ai centri abitati e quindi ad abituarsi alla presenza dell'uomo. M57 (orso catturato e già imprigionato) nel momento della sua aggressione ad Andalo stava rovistando tra i bidoni e nell'agosto 2020 (quando era avvenuta l'aggressione) i bidoni antiorso ad Andalo erano 36 su 60 (qui il focus). Detto che ne basta uno solo di ''accessibile'' per provocare una tragedia il fatto che nei luoghi dove c'è la presenza dei grandi carnivori non ci siano solo bidoni antiorso è una grave mancanza (qui altro focus). Zanotelli qualche giorno fa ha candidamente ammesso che la sostituzione dei bidoni con quelli antiorso avverrà entro il 2028 come da aggiornamento del piano rifiuti. Insomma il progetto in sé non è fallito, è fallita la gestione politica attuale. Dopo aver passato un decennio a urlare, a fare propaganda, a dire sistemeremo ogni problema a cominciare da quello degli orsi Fugatti e la sua giunta hanno abbandonato il tema. Si è andati avanti con un'ordinaria amministrazione con i progetti lasciati in pista dalle vecchie amministrazioni ma nulla è stato fatto di innovativo, nulla è stato più sperimentato, le popolazioni non sono nemmeno più state informate con metodicità e hanno scoperto adesso che sul Peller incidono almeno 20 orsi. 

 

4) Propaganda nazionale. 

 

Fugatti sta portando avanti la retorica del ''noi trentini'' e ''voi cittadini'' e ''voi italiani'' di fatto attuando una strategia del ''nemico'' che è tipica e che in certe circostanze è perfetta per creare consenso e fare squadra. Circola, per esempio, un'immagine con il logo depositato Trentino che fino a poco tempo fa se veniva utilizzato da qualcuno fuori contesto provocava un putiferio, scattava l'anatema (e magari pure la denuncia) anche perché da disciplinare di Trentino Marketing è chiaro: ''Il marchio territoriale “Trentino” è un marchio registrato; il suo utilizzo può essere legittimamente realizzato solo dai soggetti titolari di licenza. Il rilascio della licenza è previsto a favore di varie categorie di soggetti, secondo precise condizioni generali stabilite dalla Giunta Provinciale''. L'immagine recita ''rispetto quando parlate di noi'' che di fatto sono le parole che sta usando il presidente Fugatti anche nelle televisioni nazionali. In un video che ha rilanciato sui suoi canali social (con tanto di musica montata che crea un'effetto mitizzante) il presidente ha rilanciato questi concetti che ovviamente in chiave di marketing nazionale hanno l'unico effetto di provocare reazioni negative nei nostri concittadini.

 

 

 

 

Curiosità: a Rete 4 il presidente Fugatti ha voluto rilanciare questo leitmotiv del ''noi'' e del ''voi in ztl'' (con il presentatore che gli diceva ''guardi che nessuno stava mettendo in dubbio questo'' e gli ha anche tributato un applauso) si è vantato del fatto che ''siamo quelli che sono andati al confine con l'Ucraina appena scoppiata la guerra per allestire una struttura di accoglienza per chi usciva dall'Ucraina''. Ebbene tra le tante cose straordinarie che i trentini hanno fatto da sempre (anche prima che governasse Fugatti il Trentino) grazie a un macchina della solidarietà, del volontariato e della professionalità che sono in grado di attivare sempre e rapidissimamente quella citata da Fugatti è forse l'unica che non è servita allo scopo da lui comunicato, come aveva riportato il Dolomiti ad ottobre. Il materiale ad ottobre scorso era ancora imballato in Moldavia e non è servito a far fronte all'emergenza profughi

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