A Campodenno il vice sindaco Igor Portolan proverà a raccogliere l'eredità di Biada. Il centro sinistra annuncia che ci sarà, ma non c'è ancora il nome del candidato sindaco
Classe 1976, Portolan siede da nove anni in consiglio comunale e, da novembre ad oggi, svolge le funzioni di sindaco reggente. Il centro sinistra ha annunciato che ci sarà ma deve ancora sciogliere le riserve riguardo a chi sarà lo sfidante del vice sindaco uscente

CAMPODENNO. Il prossimo 26 maggio, oltre a Rovereto, Mezzolombardo, Ala e Predazzo, anche i cittadini di Campodenno saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco.
L'ex primo cittadino (dal 2010 al 2023) Daniele Biada è stato infatti eletto lo scorso ottobre in consiglio provinciale in quota Fratelli d'Italia e, allora, dopo tre mandati, la fascia tricolore del comune noneso, che conta 1.500 abitanti e comprende le frazioni di Dercolo, Lover, Quetta e Termon, cambierà inevitabilmente "proprietario".
La competizione elettorale è garantita, visto che saranno certamente due i candidati che proveranno a raccogliere l'eredità di Biada, che ha guidato il comune della Bassa Val di Non negli ultimi 13 anni.
Il centro destra sarà rappresentato dal vice sindaco e attuale sindaco reggente Igor Portolan, in corsa con la "Civica Campodenno" ("composta da persone con sensibilità diverse che si mettono a disposizione" ci tengono a precisare), nata nel 2005, che ha sempre sostenuto Biada, mentre il centro sinistra ha annunciato - off records - che ci sarà.
Portolan, classe 1976 siede da nove anni è in consiglio comunale: nella seconda legislatura di Biada ha svolto le funzioni di assessore a cultura, sport e turismo, mentre in quella che sta per concludersi ha ricoperto, per l'appunto, il ruolo di vice sindaco con competenze in materia di cultura, sport, turismo, istruzione, personale, gestione del cantiere comunale.
Ancora top secret è il nome dell'avversario di Portolan, ma non bisognerà attendere ancora a lungo per conoscere il nome di chi guiderà la coalizione di centro sinistra: i tempi stringono. Burocraticamente e politicamente.














