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Ad Ala Fratelli d'Italia non ci sarà. "La mia lista era pronta, bastava dire sì" tuona Mario Bresciani che attacca: "Iurlaro? Inesperto e inadatto al ruolo"

Nel 2020 era stato annunciato come candidato sindaco, poi le elezioni saltarono e, alla successiva tornata elettorale, non venne riproposto. "Era tutto fatto, ma hanno preferito affidare il compito ad un altro tesserato che non vive più nemmeno ad Ala e non è conosciuto da nessuno. E, infatti, la lista non è stata approntata, perché non è stato in grado"

Di D.L. - 24 aprile 2024 - 19:25

ALA. Arrabbiato e deluso. E consapevole che le sue dichiarazioni scateneranno non poche polemiche e numerose ire all'interno di Fratelli d'Italia. Ma di questo non gliele importa perché "sono sempre stato uomo di partito, ho lavorato mettendo a disposizione tanto, se non tutto, il mio tempo libero e mi sento tradito".

 

Alle ore 12 di martedì 23 aprile l'ufficio elettorale di piazza Dante ha chiuso le porte: chi ha fatto in tempo a presentare simboli, liste e nomi "c'è", per gli altri non esiste alcuna prova d'appello.

 

E, ad Ala, Fratelli d'Italia non ci sarà. Il partito di Giorgia Meloni non sosterrà Stefano Gatti, appoggiato invece da Lega, Patt e dalle due liste civiche "Ala Civica" e "ABC - Ala e Frazioni Bene Comune".

 

Sin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che la lista del primo partito a livello nazionale sarebbe - il condizionale è d'obbligo - stata pressoché pronta, ma poi si è scelto di non presentarla. O, meglio, il candidato sindaco che aveva praticamente "tutto pronto" è stato "messo da parte dal presidente provinciale del partito Alessandro Iurlaro", che ha invece affidato il compito di comporre la lista ad un altro tesserato, che però non è riuscito nell'impresa.

 

Mario Bresciani è un militante della prima ora di Fratelli d'Italia. "E prima, ovviamente, anche di Alleanza Nazionale" tiene a precisare.

A marzo 2020, quando la coalizione di centro destra era "ferma" e ad Ala si sarebbe dovuto votare da lì a poche settimane, Fdi ruppe gli indugi e propose una candidatura di bandiera con tanto di conferenza stampa con Bresciani presentato quale candidato sindaco con a fianco l'allora commissario, l'attuale senatore Andrea De Bertoldi (nella foto in testa all'articolo). La presentazione pubblica avvenne sabato 8 marzo in vista delle successive elezioni, ma appena 48 d'ore l'Italia venne "blindata" a causa della nascente pandemia di Covid 19.

 

Quando si tornò a parlare di politica e di elezioni, Bresciani non venne riproposto. La consultazione venne stravinta da Soini, che affrontò il secondo mandato da primo cittadino del comune lagarino.

 

"E già allora - prosegue l'imprenditore alense, già segretario del circolo di Rovereto - la delusione fu grande, perché fare politica nei paesi significa mettersi a disposizione della comunità per migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti, indipendentemente dal colore politico. Poi ci sono le idee e gli schieramenti, ovviamente, ma il primo obiettivo è "territoriale". Io passai da essere il candidato sindaco a un signor nessuno e scelsi di non candidare come consigliere, tanta era l'amarezza".

 

Quattro anni dopo la situazione si è ripresentata. O, per meglio dire, la possibilità. Il candidato sindaco Stefano Gatti non ha voluto Fratelli d'Italia all'interno della propria coalizione ("no" ai partiti nazionali, con la sola eccezione della Lega, che però in Trentino ha sempre avuto una fortissima connotazione locale) e, allora, la sezione lagarina di Fdi ha pensato di costruire "ex novo" una propria lista.

 

Sia per entrare in consiglio comunale ("e avremmo fatto due consiglieri, ne sono convinto" confida Bresciani) che per "spingere" il quorum che, in caso di un unico candidato, sarebbe stato probabilmente problematico da raggiungere.

 

E, invece, poi cosa è accaduto?

"E' tutto molto semplice - racconta il candidato sindaco "fantasma" di Fdi -: io avevo la lista pronta, mancavano forse due nomi, ma non c'era alcun problema. Avremmo potuto consegnarla assolutamente in tempo ed entrare in consiglio comunale. Dunque il 26 marzo ho parlato telefonicamente con Iurlaro, gli ho spiegato che la lista era pronta e sarebbe bastato avere il via libera per completarla e iniziare, seppur in ritardo, la campagna elettorale. Sono passate ben due settimane - dico due - prima che riuscissimo ad incontrarci. E quello era già un segno che della cosa importava poco o nulla. Ebbene ci siamo ritrovati e, già lì, ho avuto la prima sorpresa, visto che da quattro che dovevamo essere eravamo in sei. Il confronto mi pareva essere stato positivo, salvo ricevere una telefonata il giorno successivo in cui mi è stato detto "no grazie, non sei affidabile". E, contestualmente, hanno affidato il compito di creare la lista ad un altro tesserato, che non vive nemmeno ad Ala, non ha contatti e non è conosciuto. E, difatti, non ci è riuscito".

 

Ma non è finita, perché Bresciani e il suo gruppo hanno lanciato un'altra proposta. Ma, a quel punto i tempi erano strettissimi.

 

"Se mi avessero detto subito "no" in maniera decisa - spiega - avrei potuto allestire una lista civica, ma le titubanze del presidente Iurlaro hanno vanificato anche questa ipotesi. Peccato veramente, il nostro obiettivo era prima di tutto "esserci" per portare le nostre idee per il bene di Ala".

 

Insomma, dal racconto di Bresciani si evince che, nelle scorse settimane, la parola d'ordine sia stata "confusione".

 

"So che con queste parole mi attirerò le ire e mi aspetto anche una reazione da parte del partito - conclude Bresciani - ma di stare zitto non sono capace e non ne ho proprio voglia. Si parla tanto di coalizione, ma per costruire la Giunta Provinciale ci sono stati attriti, provocazioni e controrisposte. Abbiamo avuto commissari su commissari che, invece di operare secondo lo statuto e limitarsi a condurre il partito al congresso, hanno preso decisioni politiche, condotto trattative e gestito Fratelli d'Italia con assoluto "personalismo". E poi, come ho potuto constatare, è stato eletto un presidente che non ha mai fatto politica attiva sul territorio, non è mai stato consigliere nemmeno in circoscrizione, è inesperto e si fa condizionare da altri. Non è adatto a ricoprire un ruolo così importante: qui ad Ala lo abbiamo visto sulla nostra pelle".

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