Da candidato sindaco ad ultimo nella lista del Patt. Franco Luconi Bisti straccia la candidatura davanti a Marchiori: "Tradito, il mio partito si è comportato malissimo"
"Pochi minuti prima delle 12 di martedì, il termine ultimo per la presentazione delle liste, mi sono recato presso il Comune e ho scoperto che, non solo non ero più il candidato sindaco, ma il mio nome era finito in fondo alla lista, come 14esimo. A quel punto non ci ho più visto: ho strappato la candidatura e me ne sono andato. Il nuovo candidato Luca Campigotto è privo di esperienza politica e alla consegna era presente anche il segretario politico del Patt, Simone Marchiori, che evidentemente voleva controllare che tutto andasse bene nella sua zona, il quale non ha battuto minimamente ciglio di fronte ad una tale mancanza di rispetto"

PINZOLO. Da candidato sindaco (o presunto tale, visto quanto accaduto) sino a pochi minuti dal termine fissato per la presentazione delle liste a ultimo nell'elenco dei candidati consiglieri, con il ruolo di aspirante alla poltrona di primo cittadino affidato ad un altro. Senza che lui ne fosse assolutamente informato.
E' arrabbiato, amareggiato e deluso Franco Luconi Bisti, volto storico del Patt in val Rendena, membro del consiglio direttivo delle Stelle Alpine, di cui è stato delegato diverse volte, già assessore a Pinzolo nella Giunta Bonomi e una delle "anime" del partito in quella parte delle Giudicarie.
E' lui stesso a raccontare la vicenda "kafkiana" di cui è stato protagonista.
"Prima di tutto - esordisce - vorrei dire una cosa, che ci tengo sia messa nero su bianco: io non mollerò il Patt, sono autonomista "dentro" e lavorerò per riportare la correttezza all'interno di un partito che molto spesso dimenticare che, prima dei candidati, ci sono le persone. E, in questo caso, in tanti si sono dimenticati di essere... essere umani".
Come canta Marco Mengoni, anche se in questo caso c'è poco da essere "leggeri", il corto circuito prima che politico è stato a livello umano.
"A Pinzolo l'opposizione non esiste ormai da due legislature - prosegue Luconi Bisti - e Madonna di Campiglio, una delle frazioni comunali più famose d'Italia, non è rappresentante. C'è tanto malcontento e, allora, ci siamo detti: facciamo una lista che possa esprimere una minoranza costruttiva e combattiva in consiglio comunale. Ecco, allora, che abbiamo costruito una lista: ho messo a disposizione tutta la mia esperienza politica, ho contribuito a costruire il gruppo di candidati e sono sicuro che, intercettando i voti che arrivano da Campiglio, dove il malcontento nei confronti dell'attuale amministrazione è molto forte, avremmo potuto anche conseguire un buon risultato. Ebbene, pochi minuti prima delle 12 di martedì, il termine ultimo per la presentazione delle liste, mi sono recato presso il Comune e ho scoperto che, non solo non ero più il candidato sindaco, ma il mio nome era finito in fondo alla lista, come 14esimo. A quel punto non ci ho più visto: ho strappato la candidatura e me ne sono andato. Ah, piccolo particolare: il nuovo candidato Luca Campigotto è privo di esperienza politica e, alla consegna della documentazione, era presente anche il segretario politico del Patt, Simone Marchiori, che evidentemente voleva controllare che tutto andasse bene nella sua zona, il quale non ha battuto minimamente ciglio di fronte ad una tale mancanza di rispetto".
Ma a lei, Luconi Bisti (persona assai conosciuta e per 30 anni comandante dei vigili del fuoco volontari di Campiglio, ndr), era stato esplicitato che sarebbe stato il candidato sindaco?
"Non si era mai, dico mai, palesata una posizione diversa. C'era qualcun altro che ambiva a ricoprire tale ruolo (in realtà altre due persone c'erano, ndr)? Bene, bastava dirlo e non mi sarei "speso" così tanto con la comunità che conosco bene e mi stima. Lunedì sera, in maniera "carbonara", sono state cambiate le carte in tavola e si è deciso di cambiare candidato. Evidentemente la mia figura è stata ritenuta troppo ingombrante e avere un'opposizione decisa e "dura" non faceva comodo a nessuno. Nemmeno al mio partito, che si è comportato malissimo. Mi sono sentito tradito. La politica è fatta, prima di tutto, di rapporti umani e, a me, nessuno ha fatto nemmeno una telefonata. Dopo ci chiediamo perché la gente non va più a votare: questa è la risposta. La mancanza di correttezza e trasparenza, anche nei confronti di chi ha dato tantissimo e si è sempre comportato in maniera correttissima. E, dopo che me ne sono andato sbattendo la porta, nessuno si è preoccupato di chiedermi nulla. Il modo peggiore per tradire è quello del silenzio, ignorando le persone".
Di mollare, però, Luconi Bisti non ha alcuna intenzione.
"Ah certo che no - conclude - io non mollo il Patt, che è qualcosa di molto più grande rispetto a quanto mi è accaduto e mi impegnerò per riportare la correttezza all'interno di un partito che, molto spesso, dimentica di utilizzarla nei confronti dei propri tesserati. Le persone vengono prima di tutto e mi batterò per ribadire questo concetto".
E potrebbe non essere finita qui perché, alla luce di quanto accaduto, uno dei candidati inseriti nella lista, il campigliano Bruno Lorenzetti, parrebbe (queste sono le voci) intenzionato a chiamarsi "fuori". E, a quel punto, il Patt si ritroverebbe senza il numero minimo di candidati. Fantapolitica? Vedremo, intanto c'è una certezza: che le Stelle Alpine sono in enorme difficoltà, su tutto il territorio.












