Forza Italia perde subito due pezzi: Vittorio Bridi rinuncia alla candidatura due ore dopo la presentazione della lista: "Umiliato, per me la parola è sacra"
"La questione non è tanto essere il primo o il secondo della lista - spiega Bridi -, quanto che una promessa non sia stata mantenuta. Mi hanno chiamato, chiesto di aderire a Forza Italia e assicurato che sarei stato il capolista. Che così non fosse l'ho scoperto solamente a cose fatte, quando mi sono recato per firmare l'accettazione della candidatura, senza nessuna comunicazione. Io sono un trentino "vecchio stampo", la parola data per me vale più di ogni altra cosa: non posso accettare questa mancanza di trasparenza". Lascia anche Stefano Colombo

TRENTO. Quello di stasera - martedì 18 marzo - sarà uno dei suoi ultimi consigli comunali. A fine legislatura saluterà tutti e quell'Aula dove ha trascorso tantissimi anni. Venti, per la precisione, visto che la prima elezione è datata addirittura 2005.
Sin qui, tutto normale, se non fosse che Vittorio Bridi, volto storico della Lega a Trento, ma più in generale del Trentino, era candidato anche alle elezioni del 4 maggio. Non con il Carroccio, ma sotto la bandiera di Forza Italia, partito al quale si era avvicinato poche settimane or sono e per il quale si era già speso parecchio, partecipando alla formazione del gruppo giovani e collaborando attivamente alla formazione della lista.
Ebbene, l'avventura - ufficiale - di Bridi è durata poche ore. Forse anche meno. Quando ha scoperto di non essere capolista del partito fondato da Silvio Berlusconi, il 75enne geometra in pensione si è sentito "tradito" e ha preferito chiamarsi "fuori". Con un misto di rabbia e delusione.
"La questione non è tanto essere il primo o il secondo della lista - spiega Bridi -, quanto che una promessa non sia stata mantenuta. Mi hanno chiamato, chiesto di aderire a Forza Italia e assicurato che sarei stato il capolista. Che così non fosse l'ho scoperto solamente a cose fatte, quando mi sono recato per firmare l'accettazione della candidatura e, dopo aver atteso, ho preso atto del cambio di decisione, senza nemmeno una chiamata, un messaggio o una comunicazione. Io sono un trentino "vecchio stampo", la parola data per me è sacra e vale più di ogni altra cosa: non posso accettare questa mancanza di trasparenza e correttezza, mi dispiace".
Bridi, che nel 2020 raccolse 238 preferenze e risultò il quarto più votato della Lega, avrebbe voluto partecipare ad un'altra campagna elettorale e tornare in consiglio, del quale è stato vice presidente dal 2015 al 2020. Un ruolo ricoperto con grande equilibrio.
"Mi hanno chiamato la candidata sindaca Goio e la vice presidente della Provincia Gerosa - conclude - per dirmi che erano dispiaciute di questa mia decisione. Ho ricevuto tanti messaggi, alcuni dei quali anche commoventi, da parte di ragazzi che avevo coinvolto in quest'avventura. Non me lo sarei mai aspettato, francamente, ed è l'aspetto positivo di questa vicenda. Cosa farò? Non lo so, vedremo. Qualcuno mi ha già chiesto di dargli una mano con la campagna elettorale. Valuterò il da farsi. Se ci sono rimasto male? Sì, senza dubbio, perché tutto di me si può dire tranne che non sono un uomo di parola e una simile umiliazione politica non la potevo proprio accettare. Sono consapevole che, con questa decisione, deluderò il mio elettorato, che in me ha riconosciuto un fedele rappresentante per ben quattro legislature, sempre pronto ad attivarsi, ma non potevo fare altrimenti".
Dunque, anziché firmare l'accettazione della candidatura, Vittorio Bridi ha firmato la rinuncia. Come lui anche anche Stefano Colombo, inserito nell'elenco ma che ha scelto di chiamarsi fuori. Insomma, Forza Italia ha già perso due "pezzi", uno dei quali "da novanta", nel momento stesso in cui ha depositato la lista.












