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Vallagarina
15 marzo | 12:28

Al via i cantieri per il maxi impianto di accumulo e di irrigazione da 12 milioni in val di Gresta: "Per la siccità c'è stato un calo del 19% della produzione agricola"

Sono stati aperti i cantieri di un progetto da circa 12 milioni destinato a cambiare il volto dell'orto biologico del Trentino sul fronte dell'approvvigionamento idrico. Il sindaco di Ronzo-Chienis: "Contestualmente creiamo una zona pic nic e un'area camper"

Al via i cantieri per il maxi impianto di accumulo e di irrigazione da 12 milioni in val di Gresta

RONZO CHIENIS. Sono iniziati i grandi lavori per il maxi impianto di accumulo e di irrigazione in val di Gresta. Un progetto da circa 12 milioni destinato a cambiare il volto dell'orto biologico del Trentino sul fronte dell'approvvigionamento idrico.

 

Dopo i problemi causati dalla siccità a cavallo del 2022 e del 2023 con la razionalizzazione dell'acqua a uso potabile e il calo del 19% della produzione agricola, la val di Gresta ha avviato una riflessione sull'ottimizzazione delle riserve idriche. Ecco l'intervento, finanziato dal Pnrr e attuato dal Consorzio trentino di bonifica, per realizzare una serie di bacini di accumulo a servizio di Mori e di Ronzo-Chienis.

 

"E' stato aperto il cantiere per la prima derivazione e si prevede di avviare tutti i lavori una volta completati i collegamenti", commenta Gianni Carotta, sindaco di Ronzo-Chienis. "Il piano prevede inoltre di ottimizzare i costi di gestione dell’impianto e la possibilità di ridurre quelli per l'energia. Intanto sono costanti gli interventi sull'acquedotto per risolvere i problemi di perdite e di performance".

 

Il progetto di fattibilità prevede la realizzazione di un bacino principale a cielo aperto con una capacità di 37 mila metri cubi a Santa Barbaradue serbatoi di accumulo chiusi a passo Bordala (5 mila metri cubi) e nella zona del campo sportivo di Ronzo Chienis (3 mila metri cubi); una terza opera (140 metri cubi) a Nomesino.

 

Dal maxi impianti passa inoltre la realizzazione di un parco e punto di ritrovo. Il materiale di risulta degli scavi e delle lavorazioni, circa 25 mila metri cubi, "viene depositato in un avvallamento naturale per creare questa zona verde ma anche per completare una zona da adibire a area camper", conclude Carotta.

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