Bacini idrici, serbatoi, condotte e tubazioni per irrigare oltre 300 ettari (FOTO), i lavori per il maxi impianto della val di Gresta: "Un'opera strategica"
Si lavora al maxi impianto in val di Gresta, un progetto da oltre 11 milioni tramite i fondi del Pnrr. Il sindaco: "La zona ha sofferto molto a causa della siccità nel 2022, la produzione agricola era calata del 50% e abbiamo dovuto razionalizzare l'acqua per troppo tempo"

RONZO-CHIENIS. Una serie di bacini idrici e serbatoi di compensazione, posizionati a quote diverse e con dimensioni differenti, e un sistema di irrigazione innovativo con la posa di condotte e tubazioni su un territorio coltivato di oltre 300 ettari. Sono in corso i lavori in val di Gresta, un territorio che punta sulle risorse idriche e sulla modernizzazione del settore agricolo con un maxi-impianto da 11 milioni e 200 mila euro attraverso i fondi del Pnrr.
Il progetto vede l'intesa tra i Comuni di Ronzo-Chienis e Mori con tutti i Consorzi di miglioramento fondiario attivi nella valle (Ronzo Chienis, Pannone, Nomesino, Manzano e di Valle San Felice). Un piano che vede il supporto e la condivisione della Provincia di Trento.

Le opere riguardano la realizzazione di un bacino di accumulo in località Santa Barbara a quota 1.200 metri per scopi irrigui e antincendio, un'infrastruttura che si estende su circa un ettaro di superficie con una capacità di contenimento di 37 mila metri cubi d’acqua.

Sono inoltre previsti due serbatoi di accumulo dell’acqua. Il primo, il serbatoio Navìsi, viene realizzato sotto passo Bordala per una capacità di contenimento di 5.000 metri cubi a scopi irrigui e antincendio. Il secondo, il serbatoio Stivo, si colloca sotto l’attuale campo sportivo di Ronzo Chienis con una capacità di 3.000 metri cubi.

La struttura intende integrare una vasca di accumulo per uso potabile di 300 metri cubi per assolvere alla fornitura idropotabile nei momenti di massima richiesta come supporto alla rete idrica comunale. A questi si aggiungono altri serbatoi di compensazione per l’utilizzo irriguo previsti nella zona del Nomeson a Valle San Felice e nella zona di Carzel, tra Nomesino e Manzano.

Il cronoprogramma prevede tempi stretti, imposti dal finanziamento Pnrr, e i lavori si dovrebbero concludere entro ottobre del 2025 con il collaudo fissato a marzo del 2026. Un intervento necessario per sistemare l'acquedotto, caratterizzato da molte perdite, ma anche dopo la siccità degli anni scorsi, in particolare nel 2022.

"Sono opere strategiche, soprattutto l'anello di approvvigionamento idrico", dice a Il Dolomiti il sindaco di Ronzo Chienis, Gianni Carotta. "La zona ha sofferto molto a causa della siccità nel 2022, la produzione agricola era calata del 50% e abbiamo dovuto razionalizzare l'acqua per troppo tempo. Questo intervento è propedeutico per prevenire situazioni complesse e di criticità".












