La Sat traccia un bilancio e guarda al futuro: "La montagna non è un parco giochi illimitato, ma richiede consapevolezza, responsabilità e qualità delle scelte"
La Società alpinisti tridentini si è riunita nell'assemblea dei delegati per tracciare il bilancio di un anno di attività e pianificare il futuro. Il presidente Cristian Ferrari: "Se vogliamo dare una misura, anche solo parziale, del lavoro, i dati ci aiutano. Ma non bastano: il vero valore sta in come questo lavoro viene fatto forte di una grande rete di volontariato". I numeri della Sat

TRENTO. Proventi a oltre 3,4 milioni, avanzo contenuto e risorse investite in rifugi, sentieri e attività. Un bilancio solido, attività diffuse e una visione chiara sul futuro della montagna all'insegna della responsabilità. Ma anche una comunità vivace, radicata e in salute. Questa è la fotografia che arriva dall'assemblea dei delegati della Società alpinisti tridentini.
“Se vogliamo dare una misura, anche solo parziale, del lavoro della Sat, i numeri ci aiutano. Ma non bastano: il vero valore sta in come questo lavoro viene fatto", le parole di Cristian Ferrari, presidente della Sat, nella sua relazione morale. "Il compito non è solo raccontare ciò che è stato fatto, ma restituire il lavoro complessivo di un’associazione”. Presenti all'appuntamento i vicepresidenti Cinzia Fedrizzi e Riccardo Giacomelli, i rappresentanti del Consiglio Centrale e quelli delle sezioni.
A partecipare anche, tra gli altri, Georg Simeoni, presidente Avs, Carlo Alberto Zanella, presidente Cai Alto Adige, Johnny Zagonel, vicepresidente del soccorso alpino, Mauro Gaddi, consigliere centrale del Cai, e Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival. A presiedere l’assemblea Paolo Frizzi, presidente Ana Trentino.
Guardando ai prossimi mesi, l’associazione si muove lungo una direttrice che tiene insieme continuità e cambiamento: prosegue il lavoro sulle strutture alpine, con attenzione crescente alla sostenibilità e alla gestione delle risorse, mentre si rafforza il percorso culturale volto a promuovere una frequentazione più consapevole della montagna.
Tra i temi centrali emerge il coinvolgimento delle nuove generazioni, con l’obiettivo di costruire strumenti più strutturati di partecipazione e favorire la creazione di reti tra le sezioni. Continua inoltre il confronto con istituzioni e soggetti del territorio per contribuire alla definizione di un modello di sviluppo più equilibrato, capace di tenere insieme turismo, tutela e qualità dell’esperienza. Una sfida complessa, che la Sat affronta con una linea chiara: difendere la montagna senza consumarla.
Ampio spazio infatti è stato dedicato alla tutela dell’ambiente montano, oggi sempre più complesso da esercitare in un contesto segnato da cambiamenti normativi e da una crescente pressione turistica sulla montagna. In questo senso Ferrari ha richiamato con forza anche il tema del limite, già al centro del Congresso Sat: "La montagna non è un parco giochi illimitato, ma un ambiente che richiede consapevolezza, responsabilità e qualità delle scelte".
Dalla gestione dei rifugi alla rete sentieristica, fino alle nuove modalità di fruizione della montagna, la relazione ha tracciato una linea chiara: lavorare sulla consapevolezza, più che sull’inasprimento delle regole. Infine, uno sguardo al futuro, con particolare attenzione ai giovani: “E' su questo che dovremo fare un salto di qualità nei prossimi mesi”.
Un sistema complesso che si fonda su un elemento distintivo: il volontariato.
Al centro dei lavori, il valore del lavoro diffuso delle Sezioni e dei volontari, che ogni giorno traducono in azioni concrete i principi dell’associazione: dalla gestione del territorio alla cura della rete sentieristica, dalle attività culturali alla formazione. Un impegno che si riflette anche nei numeri, con oltre 700 gite organizzate nell’ultimo anno, più di 120 eventi culturali e circa 120 attività di alpinismo giovanile, accanto alla gestione di oltre 5.600 chilometri di sentieri, oltre 2.200 giornate di manutenzione e 35 rifugi con più di 69.000 pernottamenti annui.
Un lavoro che trova riscontro anche nei dati economici: il bilancio supera i 3,4 milioni di euro di proventi e chiude con un avanzo contenuto di circa 72 mila euro. Le principali entrate derivano dai rifugi (30%) e dal tesseramento (29%), voci che concentrano anche la quota più rilevante dei costi, a conferma di un modello in cui le risorse vengono reinvestite direttamente nelle attività, nella gestione delle strutture e nei servizi ai soci.
Emerge un modello chiaro: le principali entrate coincidono con le principali aree di impegno e di spesa, e le risorse generate vengono reinvestite direttamente nella gestione della montagna, nelle strutture, nelle attività e nella vita delle comunità. L’avanzo contenuto conferma una gestione orientata non all’accumulo, ma alla continuità e alla qualità dell’azione dell’associazione.
Accanto ai dati economici, il bilancio sociale restituisce poi il valore complessivo dell’azione della Sat: non solo le tante attività ma anche l’impatto generato sul territorio, sulle comunità e sull’ambiente. "Alla base di questo modello - aggiunge Ferrari - c’è innanzitutto il contributo delle persone".
Nel 2025 sono stati 742 i volontari non occasionali, che diventano oltre 1.600 se si considera la totalità delle sezioni. A questo si aggiungono migliaia di ore di attività dedicate alla gestione, alla manutenzione e alla vita associativa. Un impegno che ha anche una dimensione economica: il valore figurativo del lavoro volontario è stimato in oltre 270 mila euro, a conferma di quanto il funzionamento dell’associazione sia strettamente legato alla partecipazione attiva dei soci.
A questo si affianca una struttura diffusa e radicata: circa 29.000 soci organizzati in 85 sezioni, una rete capillare che consente alla Sat di essere presente in modo concreto su tutto il territorio provinciale.
Il sistema delle attività si sviluppa attraverso ambiti diversi – dalla cultura alla tutela ambientale, dalla formazione all’alpinismo giovanile – sostenuto anche dal lavoro delle Commissioni tecniche, con oltre 100 iniziative tra eventi, pubblicazioni e attività di approfondimento e più di 50 collaborazioni con enti e istituzioni.
"La Sat non è solo un’organizzazione che realizza attività, ma una comunità che genera valore diffuso, in cui risorse economiche, lavoro volontario e competenze si traducono in servizi, presidio del territorio e costruzione di cultura", conclude Ferrari. Un passaggio che intende restituire il senso complessivo dell’azione dell’associazione e richiama la natura dell'impegno che la sostiene: un lavoro diffuso, spesso silenzioso, fatto di volontariato, competenze, responsabilità e passione.












