Ballottaggio a Rovereto: Dorigotti incontra sia Robol che Lui. Si va verso l'alleanza con la vice sindaca uscente. "Ma vogliamo contare e su alcuni temi non si transige"
I due candidati, che hanno raggiunto il ballottaggio, quest'oggi - mercoledì 29 maggio - si confronteranno faccia a faccia con Officina Comune, in cerca di apparentamento. "Con Gianpiero Lui ci sarà probabilmente un solo colloquio, mentre auspichiamo che con Giulia Robol ne possa seguire un altro, ma non retrocederemo di un millimetro dalle nostre posizioni sui temi che riteniamo fondamentali"

ROVERETO. Tutti a caccia di Michele Dorigotti e di Officina Comune.
Come era ampiamente preventivabile e, come lo stesso candidato sindaco della lista che - con un clamoroso exploit elettorale ha raccolto il 15,3% dei consensi al primo turno - si aspettava (QUI ARTICOLO), il suo telefono è suonato già nella giornata di lunedì.
Al di là dei complimenti (meritati), sia Giulia Robol che Gianpiero Lui, che sabato 8 e domenica 9 giugno si sfideranno al ballottaggio per stabilire chi sarà il nuovo primo cittadino della città della Quercia, hanno chiesto d'incontrare prima possibile i rappresentanti di Officina Comune che, numeri alla mano, è il vero ago della bilancia nel "secondo tempo" della partita elettorale lagarina.
Ed, entrambi gli incontri "faccia a faccia", sono fissati per la giornata di oggi, mercoledì 29 marzo.
L'obiettivo, per entrambi, è quello di riuscire ad apparentarsi con la seconda lista più votata. Ma, se per Giulia Robol trovare un accordo è più di una speranza e, forse, nemmeno troppo difficile, per Gianpiero Lui la mission è praticamente" "impossible".
Dorigotti ha riunito l'assemblea nella serata di lunedì e ha avuto mandato di dialogare e ascoltare entrambi i contendenti. Con una differenza sostanziale, per non dire abissale: se il candidato "centrista" è anche appoggiato da Lega e Forza Italia (e arriverà anche Fratelli d'Italia), che con Officina Comune non hanno nulla in... comune, con la vice sindaca uscente vi è invece la provenienza dalla medesima area politica - quella progressista - e diversi punti del programma sono condivisi. In maniera, magari, diversa, ma sui quali si potrà trovare un'unione d'intenti senza troppe difficoltà.
"E' nostro compito e dovere quello d'incontrare chiunque lo chieda - spiega Dorigotti - ma, parlando molto chiaramente e senza giri di parole, come siamo abituati a fare, con Gianpiero Lui ci sarà un incontro e basta, mentre con Giulia Robol auspichiamo ne segua un altro per definire strategie e definire con grande precisione quelli che potranno essere i termini e gli obiettivi dell'eventuale alleanza. Non ci siederemo attorno ad un tavolo per capire quante poltrone ci offriranno: non è questo l'approccio che vogliamo, anzi è quanto più lontano dal nostro modo di pensare. Ciò che c'interessa è capire come la nuova Giunta intenderà muoversi sui tempi importanti per il futuro della città, ovvero tutti gli aspetti legati al sociale, alla mobilità. Senza, ovviamente, trascurare l'aspetto della partecipazione dei cittadini: i risultati riguardo l'affluenza elettorale sono preoccupanti e sconfortanti e, dunque, bisogna fare qualcosa di concreto per coinvolgere maggiormente la popolazione. Non è pensabile che il 50% degli aventi diritto non sia andato a votare e questo non può non essere un argomento di discussione e di lavoro. Non è qualcosa di rinviabile e, nemmeno, di secondaria importanza per quanto ci riguarda".
Ecco, allora, che i giochi dovrebbero essere "fatti" nel giro di pochi giorni senza alcun colpo di scena, per poi tuffarsi nel rush "finale" della campagna elettorale: se Robol riuscirà ad ottenere l'appoggio di Officina Comune l'esito della partita sarà deciso, nonostante l'appoggio di Fratelli d'Italia a Lui, che lo proietterà attorno al 40%.
Se sarà alleanza tra la coalizione di centro sinistra e Officina Comune con conseguente vittoria, poi si aprirà una partita non semplicissima per l'inquilina più importante di Palazzo Pretorio, perché in Giunta (7 assessorati) Dorigotti e i suoi vorranno e dovranno avere un "peso" specifico notevole.
Che, tradotto in parole povere, significa almeno due assessorati importanti. Insomma, in un quadro politico nel quale il Pd è il primo partito della città, Campobase ha centrato un eccellente risultato (oltre il 9%) e Alleanzi Verdi Sinistra è arrivata al 5%, bisognerà trovare un bello spazio alla seconda lista più votata a Rovereto.
Una lista nata con l'obiettivo di portare un cambiamento all'interno della città della Quercia. Che è già avvenuto perché il 15,3% degli elettori ha scelto sì comunque l'area progressista, svicolandosi però dalle forze politiche "tradizionali", non scegliendo il "civismo" e premiando Dorigotti e il suo gruppo, che su alcuni temi hanno le idee chiarissime e non sono disposti a "cedere" di un millimetro.
Se, invece, non vi sarà apparentamento (ipotesi, questa, francamente improbabile), allora si apriranno scenari che potrebbero portare ad un esito clamoroso.
Ma, dalle parole di Dorigotti si dovrebbe andare "a dama" nel giro di qualche giorno.













