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Trento
17 marzo | 05:01

Cultura, sport e pari opportunità, Gerosa pronta a dare vita ad una nuova filiera: "I destinatari saranno le famiglie e i giovani, diventerà un laboratorio importante"

La vicepresidente della Provincia in un'intervista a il Dolomiti, spiega quali saranno le novità e quali cambiamenti ci dobbiamo aspettare anche nell'ambito dell'istruzione: "Il Trentino merita coraggio e scelte ambiziose, anche se questo significa camminare in salita tra mille difficoltà e complessità, ma so che posso contare su una struttura che ha tanta voglia di fare"

Cultura, sport e pari opportunità, Gerosa pronta a dare vita ad una nuova filiera

TRENTO. Un cambio di rotta. E' quello che è pronta a mettere in campo la vice presidente della Provincia di Trento Francesca Gerosa per quanto riguarda i settori della famiglia, dei giovani e delle pari opportunità. 

 

Al centro c'è la nuova organizzazione dell'Agenzia per la coesione sociale che si vuole portare avanti puntando ad un maggiore dialogo fra i dipartimenti evitando comparti stagni. Ma non solo. 
 
Novità arriveranno anche nel campo delle scuole di formazione professionali “Sulle quali voglio avviare una vera e propria riforma” spiega Gerosa a il Dolomiti. Ci sono poi la semplificazione amministrativa e il potenziamento delle segreterie. 

 

Vice presidente Gerosa, il ruolo dei giovani e della famiglia sono due punti attorno ai quali concentrare l'azione per il futuro della comunità. A quale progetto sta lavorando? Quali gli obiettivi?

Sappiamo quanto sia importante costruire basi solide per il futuro e lo possiamo fare solo mettendo al centro delle nostre politiche i giovani e la famiglia che sono i pilastri su cui lavorare.

 

Sto lavorando insieme agli uffici e al nuovo dirigente generale, Miriana Detti, ad una nuova organizzazione dell'Agenzia per la coesione sociale. Tenendo ciò che è stato costruito fino ad ora, voglio fare un passo in avanti, facendo sì che l'Agenzia diventi un laboratorio all'interno del quale, partendo proprio dai bisogni dei nostri ragazzi e della famiglia, si creino dei collegamenti con istruzione, cultura e sport.

 

Quindi una nuova Agenzia di fatto?

Voglio realizzare una filiera trasversale e operativa in grado di valorizzare le attività e i progetti integrati negli ambiti di cultura, sport e pari opportunità, che abbiano come destinatari la famiglia e i giovani, attraverso una riorganizzazione strutturale, di competenze e di progettualità. Tale disegno e riorganizzazione di struttura e obiettivi, parte dall'attuale nucleo fondante dedicato alla famiglia, quale elemento centrale nella costruzione delle dinamiche dedicate al ruolo che la stessa riveste nell'ambito della società, guardando a nuovi obiettivi di crescita dei nuclei famigliari, della natalità e intorno al welfare delle famiglie trentine. 

 

Ci siamo dati al massimo sei mesi, anche se spero di riuscirci in tempi più ristretti, perché l’Agenzia diventi “soggetto aggregatore”, con una visione di sinergia e ottimizzazione delle attività dedicate al mondo della famiglia e dei giovani. Sto provando a costruire una filiera completa dei temi di mia competenza e attività, e per questo l’Agenzia dovrà, coordinandosi con il settore dell'istruzione e dello sport (con i rispettivi Dirigenti generali) e con le altre strutture provinciali e le relative competenze, riuscire a realizzare questa innovativa architettura, in grado di valorizzare il grande patrimonio esistente nella cultura e nello sport e nelle attività collegate, per far emergere nuove progettualità e nuovi servizi.

 

L’Agenzia, di fatto, diventa quindi un fulcro di progettualità e operatività, per poter sviluppare contributi concreti alle esigenze sempre più complesse dei mondi dei giovani e delle famiglie trentine. 

 

Lei nel corso di questi mesi ha potuto incontrare i diversi mondi a cui si riferisce il suo assessorato. Cosa è mancato fino a oggi in Trentino? C'è qualche esempio che può fare?

In quest’ultimo anno ho avuto modo di incontrare tantissimi mondi che hanno manifestato la necessità di essere ascoltati in modo profondo, e in questi ultimi mesi mi sono dedicata maggiormente a quelli più strettamente collegati alle mie aree di competenza, seppur allargando lo sguardo a stakeholder in qualche modo con queste collegati.

 

Credo che la politica debba avere ben chiari “quadri di insieme” perché in una società sempre più complessa non è più possibile ragionare a compartimenti stagni. Non credo che soffermarsi a cercare cos'è mancato fino a oggi in Trentino possa essere utile. Sono invece abituata a cercare il modo per fare, per il mio piccolo pezzettino, la differenza, cercando nuove strade con una visione di lungo termine.

 

Il mondo dell'istruzione è in continua evoluzione. Quali passi si devono fare per mantenere alta la qualità?

Per avere qualità nella scuola bisogna incidere da un lato attraverso la formazione dei docenti e da un correlato riconoscimento professionale, dall'altro insistendo in modo fermo sull’educazione del rispetto delle regole da parte degli studenti, coinvolgendo in questo anche le famiglie.

 

La scuola trentina ha un livello di eccellenza, ma non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia. 

 

Quali novità ci dobbiamo attendere?

Per quanto riguarda temi specifici ho iniziato a prenderne in mano diversi, che sto già approfondendo, con la collaborazione del Dirigente generale del dipartimento, Francesca Mussino, e dei suoi uffici. Primo tra tutti quello delle scuole di formazione professionali, sulle quali voglio avviare una vera e propria riforma.

 

Ci sono poi, tra gli altri, la semplificazione amministrativa e il potenziamento delle segreterie, la valutazione degli studenti e il potenziamento della “cittadinanza digitale", intesa non solo come aumento delle competenze degli studenti ma anche come corretto uso della strumentazione digitale. In questo senso sto lavorando al tema della disconnessione, perché è fondamentale che i giovani studenti riescano a vivere la propria vita con serenità, al centro della quale c'è sicuramente la scuola, ma deve esserci anche il giusto tempo da dedicare alle proprie passioni.

 

Mi piacerebbe riuscire a rimettere alcune cose al proprio posto: la scuola deve fare la scuola nei tempi ad essa dedicati, la famiglia deve fare la famiglia senza invadere il lavoro degli insegnanti, i giovani devono rispettare i ruoli e al contempo devono essere rispettati nel diritto di scegliere come vivere i propri spazi che non possono essere sempre “invasi” dalla scuola. 

 

Parlando di crisi demografica, sono già diverse le conseguenze anche nelle scuole. Cosa intende fare la Provincia?

Il tema della denatalità non è certamente un problema del Trentino bensì globale. Sono convinta che senza le politiche attive nella nostra Provincia la natalità avrebbe avuto un calo più drastico, ma per valutare le azioni messe in campo negli ultimi anni, che non sono poche, si debba aspettare. 

 

Intanto però non si può stare con le mani in mano e voglio capire se guardando verso il Nord Europa si possano trovare spunti interessanti che possano essere declinati all'interno del nostro territorio. La scuola a carattere statale ha avvertito quest’anno in Trentino un calo dell’1,78% nelle iscrizioni, con un dato importante nella scuola primaria che si attesta attorno al 5%.

 

Il tema è molto complesso ed ha a che fare con l'insicurezza che i giovani hanno nel trovare una stabilità all'interno della società, di posizione ed economica, alle tante incertezze e ad una indipendenza acquisita in età sempre più avanzata.

 

Pensare o promettere di risolverlo dall'oggi al domani sarebbe pura propaganda e non si addice al mio modo di fare politica. Sono aperta invece ad un lavoro trasversale con tutte le forze politiche, nessuna esclusa, perché su questi temi è tutta la nostra società ad essere chiamata perché posso avere un futuro.

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