Una mappatura dei servizi per superare la "trappola demografica", focus della Provincia su famiglia, giovani, sport e pari opportunità nella strategia trentina
La vice presidente della Provincia, Francesca Gerosa: "Serve affiancare agli interventi di conciliazione vita-lavoro e alle misure economiche già in vigore anche, e soprattutto, un cambiamento culturale all’interno della società, coinvolgendo trasversalmente vari ambiti, tra cui scuola, formazione, lavoro e servizi"

TRENTO. Un focus sulla pluralità di ambienti che coinvolgono trasversalmente il mondo della scuola e della formazione, la cultura, lo sport come benessere e salute ma anche come traino per l'attrattività sul territorio, il lavoro, la casa, la conciliazione famiglia-lavoro e i servizi. Questi alcuni temi affrontato nel vertice tra la Provincia e i portatori d'interesse del settore, quali referenti istituzionali, manager territoriali e referenti tecnici operativi di distretti famiglia, piani giovani di zona e piani d'ambito, Comuni con marchio family e family audit, componenti del consiglio audit, referenti e stakeholders delle pari opportunità e dello scup e le Federazioni sportive.
Le azioni, le parole di Francesca Gerosa, vice presidente della Provincia, partiranno dalla mappatura dello status quo e da un confronto con le buone pratiche provenienti dai Paesi europei più virtuosi e della pianificazione di nuove strategie. Presenti all'incontro anche Miriana Detti, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale, e Sergio Bettotti, dirigente generale del Dipartimento artigianato, commercio, promozione, sport e turismo di piazza Dante.
Per quanto riguarda la cosiddetta “trappola demografica”, che deriva dalla relazione tra il calo costante delle nascite, l’abbassamento del tasso di fecondità, l’aumento dell’età delle madri al concepimento del primo figlio, la riduzione del numero potenziale di genitori, la vice presidente ha sottolineato che occorre cercare di iniziare ad arrestare, per poi provare a invertire, la curva della denatalità.
Dall’avvio dell’analisi degli strumenti in essere occorre sviluppare misure economiche e reti di sviluppo per combattere il fenomeno; mappare e in caso ripianificare nuovi servizi e interventi economici; analizzare e confrontare il modello delle politiche familiari trentine con quello di altri Paesi europei con tassi di fecondità più alti.
"Serve affiancare agli interventi di conciliazione vita-lavoro e alle misure economiche già in vigore, come gli assegni di natalità, i voucher culturali e sportivi, la dote finanziaria (in fase di rivisitazione) anche, e soprattutto, un cambiamento culturale all’interno della società, coinvolgendo trasversalmente vari ambiti, tra cui scuola, formazione, lavoro e servizi", commenta Gerosa. "Queste politiche trasversali dovranno contribuire a sviluppare un Trentino in cui costruire una famiglia significhi dare opportunità di crescita e di benessere ai figli e ai genitori, alimentando le reti territoriali e sostenendo le famiglie stesse attraverso l’offerta di servizi e di sistemi di conciliazione. Dando la possibilità alle donne di perseguire la propria progettualità di vita senza doversi trovare a scegliere tra figli e lavoro".
In questo contesto particolare attenzione deve essere posta ai giovani. La vice presidente ha evidenziato la necessità di investire nelle giovani generazioni per dare loro la possibilità di costruirsi un futuro, offrendo opportunità di crescita, formazione, lavoro e sperimentazione, creando condizioni di sviluppo personale, di benessere emotivo e sociale in un contesto inclusivo e attento alla cultura delle pari opportunità.
"La società trentina, che investe sui giovani, è inoltre attenta a promuovere innovazione, creatività e progresso sociale", prosegue Gerosa. "Circa le politiche giovanili in essere, come i Piani giovani di zona e di ambito, è necessario attivare una regia comune di tutte le progettualità che si sviluppano nei vari contesti territoriali, al fine di una pianificazione organica e dialettica tra le parti. Per permettere ai giovani di raggiungere i propri sogni e i propri traguardi è opportuno partire dalla valorizzazione dei talenti all’interno delle nostre comunità. Per dare concreta attuazione a questi obiettivi verranno sviluppate, attraverso l’Agenzia per la coesione sociale, politiche trasversali con target famiglia e giovani e con il coinvolgimento di sport, cultura e pari opportunità. Altri fattori indispensabili saranno, come detto, l’integrazione con il mondo della scuola, della formazione e del lavoro, anche attraverso il volontariato e il servizio civile, utile strumento per ampliare le opportunità di introdurre i giovani nel mondo del lavoro".
Cultura e sport per tutti e di tutti. L'ambito culturale avrà un ruolo nella “Strategia provinciale” con aperture di nuovi spazi e l’ampliamento dell’offerta sportiva/culturale a un numero sempre crescente di persone, anche tramite l’impiego di bonus, voucher e altre misure economiche, che dovranno essere adeguatamente declinate.
Saranno attivate politiche per promuovere la cultura del rispetto dell’altro e delle pari opportunità e per favorire la "disconnessione", non solo digitale, bilanciando i tempi di studio e di lavoro con i tempi di vita. Lo sport rappresenta un fattore importantissimo per il benessere individuale e sociale, oltre che essere un volano di crescita economica per il territorio. Quasi il 50% dei trentini maggiori di 3 anni pratica uno sport, a fronte del 34,6% del resto degli italiani.
La vice presidente ha evidenziato come l’obiettivo principale è migliorare il dato di una popolazione attiva a tutte le età, attraverso la promozione della pratica sportiva in tutte le sue declinazioni. Per fare questo è necessario adeguare gli strumenti normativi a disposizione, puntare sul ruolo del volontariato e della sua capacità di interagire con il mondo della scuola e nell’ambito dei contesti dedicati ai giovani.
La scuola deve diventare un interlocutore sempre più consapevole e lo sport deve acquisire piena dignità didattica, al pari di qualunque altra materia. "C'è la necessità di porre in essere una maggiore attenzione e impegno a favorire la pratica sportiva da parte delle donne e rendere ancora più efficaci le azioni rivolte alla disabilità e inclusività".
Il Trentino ha sviluppato una vocazione specifica per lo sport, non solo come pratica individuale, ma anche nei grandi eventi, nel turismo attivo, negli ambiti della sporteconomy e nel rapporto con la scuola. Dalla vela allo sci, dai ritiro calcistici al grande ciclismo, in tutti i 12 mesi dell’anno il Trentino ospita grandi eventi sportivi: Mondiali, coppe del Mondo, campionati assoluti e giovanili, per oltre 250 giornate tra gare e manifestazioni, oltre ad essere patria di grandi campioni, con team di spicco che sono veri e propri laboratori di innovazione per modelli organizzativi e di governance. La capacità e la qualità della cultura sportiva trentina hanno portato grandi risultati, come l’assegnazione di alcune discipline delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026.
Nel corso dell'incontro è stata sottolineata l’importanza di sviluppare sinergie tra i vari ambiti. "Il nostro territorio, per sua natura, è vocato alla vacanza attiva, ma è sempre più necessario favorire la presenza di un turismo consapevole, rispettoso e sostenibile, anche diversificando l’offerta sportiva e continuando a sostenere eventi di richiamo. Sappiamo che le Olimpiadi porteranno il nostro territorio alla ribalta della vetrina sportiva mondiale e affrontare al meglio questa sfida sarà determinante anche sotto il profilo economico e turistico, oltre che per gli aspetti infrastrutturali e organizzativi, di legacy e sostenibilità. Questo è solamente l’inizio di un percorso di confronto e seguirà poi un lavoro di costante confronto con stakeholders e associazioni per declinare le strategie in modo puntuale", conclude Gerosa.


















