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Europee, "Il Trentino simbolo di convivenza tra i popoli", Bonaccini la campagna elettorale del Pd: "L'Unione non può essere governata da chi dice meno Europa"

Capolista per il Pd nel Nord Est il presidente dell'Emilia Romagna in provincia per la campagna elettorale, Bonaccini: "Salvini girava con la felpa 'no Euro', ma se le imprese italiane e trentine riescono a competere a livello internazionale è grazie all'Euro. L'Europa significa pace e il Trentino è un simbolo di convivenza di popoli diversi e può essere un modello da prendere come esempio"

Di LA - 14 maggio 2024 - 20:15

ROVERETO. "Queste sono le elezioni europee più importanti della storia", questo il commento di Stefano Bonaccini. Il governatore dell'Emilia Romagna e capolista nel collegio del Nord Est a Rovereto per lanciare la campagna elettorale del Partito Democratico. Presenti la candidata trentina e parlamentare Sara Ferrari, la candidata sindaca della città della Quercia per il centrosinistra Giulia Robol e il segretario provinciale Alessandro Dal Ri.

 

Il presidente dell'Emilia Romagna si è confrontato nelle scorse ore il sindaco del capoluogo. "Non possiamo lasciare l'Europa in mano a chi nega i cambiamenti climatici o a chi protesta senza aver agito con competenza e capacità nel momento in cui le decisioni venivano prese", commenta Franco Ianeselli, primo cittadino di Trento. "Non possiamo consegnare l'Europa a chi pensa di poter isolare l'Italia dal resto del mondo. Senza un'Europa più forte e più unita resteremo spettatori impotenti delle decisioni prese da altri. Sono parole di Stefano Bonaccini. Oggi l’ho incontrato e mi sono convinto ancora di più che, con il suo pragmatismo e la sua sensibilità politica, farà molto bene anche a Bruxelles".

 

I due punti fondamentali, per Stefano Bonaccini, su cui investire sono la scuola e la sanità pubblica in quanto diritti inalienabili che devono essere garantiti dal pubblico, "non come nel modello lombardo in cui invece ci si rivolge agli ospedali privati per avere delle cure di qualità. Anche il Trentino, purtroppo, è avviato in quella direzione, con i tempi delle liste di attesa della sanità pubblica che negli ultimi anni si sono allungati a dismisura".

 

Si vota sabato 8 e domenica 9 giugno. "E dobbiamo inoltre tenere a mente che questa è una delle elezioni europee più importanti della storia perché per la prima volta l'estrema destra potrebbe andare al governo dell'Unione sostituendo i socialisti. Non possiamo permettere che a governare l'Unione ci sia chi dice che vuole meno Europa. Anche noi vogliamo migliorare l'Unione europea perché a volte risulta troppo burocratica e lontana dai cittadini, ma dobbiamo ricordarci che è l'Europa che ci ha permesso di uscire dalla pandemia e che senza l'Europa la nostra economia sarebbe disastrata. Salvini girava con la felpa 'no Euro', ma se le imprese italiane e trentine riescono a competere a livello internazionale è grazie all'Euro. L'Europa per la mia generazione significa pace e giustamente oggi l'Unione sta dalla parte dell'Ucraina e non con la Russia, ma l'obiettivo deve essere la pace e il Trentino è un simbolo di convivenza di popoli diversi e può essere un modello da prendere come esempio. Siamo per un'Europa verde ma la transizione ecologica non deve essere pagata dai più poveri: se pensiamo al fatto che oggi macchine più inquinanti le possiedono le persone più povere, allora non possiamo solo imporre che le macchine più inquinanti non possano girare ma dobbiamo aiutare e sostenere la transizione con incentivi mirati".

 

La candidata sindaca a Rovereto, Giulia Robol, ha evidenziato l'importanza di avere una città pronta a innovare per essere un'eccellenza in Italia e in Europa, ad esempio investendo sulla meccatronica, in collaborazione con l'Università, dato che Rovereto può e deve ambire a diventare una città universitaria.

 

“L’interlocuzione con la provincia – le parole di Robol - è sicuramente importante, ma deve essere sempre nell'interesse della città. Non si può pensare, come hanno affermato alcuni candidati della destra, che qualunque indicazione arrivi dalla Provincia deve essere per forza attuata. Bisogna anche avere il coraggio di dire dei "no" nell'interesse della comunità”.

 

Invece Sara Ferrari ha raccontato la sua esperienza a Rafah, dove ha visto i convogli di aiuti umanitari bloccati e ha ricordato che la richiesta principale che si alza da quella terra martoriata è quella di non far calare i riflettori su una situazione drammatica legata non solo agli effetti diretti della guerra come i bombardamenti, ma anche su quelli indiretti come la mancanza di cibo e acqua e le epidemie. Va inoltre sottolineato che l'Europa viene percepita come divisa e quindi è poco efficace: serve una politica estera comune dell'Unione Europea per poter davvero contare sui tavoli internazionali.

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