Elezioni comunali, dalla sicurezza all'accoglienza: confronto a distanza a Trento tra Schlein e Salvini (che parla di orsi). Al via la volata verso il voto
I leader di Partito Democratico e Lega a Trento per sostenere Franco Ianeselli ("Si è passati da un eccellente sistema alla non accoglienza") e Ilaria Goio ("Da sindaca mi tengo le deleghe sulla sicurezza) in vista del voto di domenica prossima

TRENTO. Confronto a distanza tra Elly Schlein e Matteo Salvini. I leader di Partito Democratico e Lega a Trento per sostenere e lanciare le campagne elettorali di Franco Ianeselli e Ilaria Goio.
Le elezioni sono ormai imminenti e iniziano a muoversi i big delle varie forze politiche per lanciare la volata ai rispettivi candidati sindaci. In corsa per Trento sono in sei. Gli altri a contendere la poltrona occupata negli ultimi cinque anni da Ianeselli sono Giulia Bortolotti (Onda, Movimento 5 stelle e Rifondazione comunista), Andrea Demarchi (Prima Trento), Simonetta Gabrielli (Democrazia Sovrana Popolare) e Claudio Geat (Generazione).
I focus forti dei due comizi? Richiedenti asilo, sicurezza e infrastrutture. Si sono toccati argomenti di scala nazionale con qualche escursione, in particolare dal palco di destra, anche sugli orsi e altri temi di portata più ampia.
Insomma, ormai siamo agli sgoccioli, si vota domenica 4 maggio e i vari candidati cercano di consolidare le posizioni nell'elettorato di casa, convincere gli indecisi e di portare la cittadinanza alle urne, perché l'astensionismo e la crisi dei partiti preoccupa, non c'è colore.
QUI CENTROSINISTRA
"Trento è una città ben governata. Si può migliorare ma le basi sono solide". Protagonista Elly Schlein, la segretaria nazionale dei Partito Democratico. "E' stato investito tanto e l'amministrazione uscente ha aumentato i posti gratuiti per i bimbi negli asili, ci sono più parchi e più ciclabili".
Si è affrontata l'ipotesi dei Centro di permanenza per i rimpatri. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con Nicola Molteni, sottosegretario di Stato al Ministero degli interni del governo Meloni, nella mattinata di martedì 29 aprile ha ribadito la volontà di realizzare una struttura nel capoluogo. Per ora è tutto ancora in fase molto preliminare, ma si lavora in questa direzione. Intanto c'è anche l'annuncio per il commissariato di Riva del Garda e di Rovereto (Qui articolo).
E' critica la segretaria nazionale del Pd. "Non sono una soluzione", ribatte Schelin. "Il sistema di accoglienza di Trento e di Bolzano era un fiore all'occhiello. La destra ha smantellato tutto, crea i problemi e poi si candida a risolverli: sono bravissimi a fare le promesse a pochi giorni dalle elezioni".

Traccia un bilancio il sindaco uscente. "Sono stati anni meravigliosi e abbiamo affrontato momenti di grandi difficoltà perché siamo stati eletti in piena pandemia Covid", ricorda Ianeselli. "Ma abbiamo cercato di cogliere tutte le opportunità per la città come i 40 milioni di euro Pnrr per la nuova piscina, la stazione delle corriere e anche le ciclabili: sono scelte nella direzione di cambiare la nostra impronta ecologica. Ci siamo occupati di grande opere che non sono semplici ma sono il futuro della città, così come interventi più piccoli che servono alla comunità".
Si torna sulla gestione dell'accoglienza. "Si è passati da un eccellente sistema alla non accoglienza. Abbiamo denunciato tutte le difficoltà e le necessità ma ci siamo mossi e continueremo in questa direzione: abbiamo aperto i dormitori e interveniamo perché non si possono lasciare morire di freddo le persone. Lavoriamo con determinazione sull'ostello dei lavoratori per l'inserimento perché è una questione di civiltà".

Il centrosinistra non intende trascurare i diritti. "Con i diritti non si mangia? Non è così: la registrazione delle due madri ha risolto una questione e i diritti riguardano in senso più ampio tutti. La scelta è chiara. Le elezioni di un capoluogo sono sempre politiche: siamo dalla parte di crede nella democrazia e di chi festeggia la democrazia, sono stato l'unico candidato sindaco presente alle celebrazioni del 25 aprile e sono orgoglioso", conclude Ianeselli.
QUI DESTRA
Dal segretario provinciale Diego Binelli al presidente Maurizio Fugatti, si è mosso praticamente tutto lo Stato maggiore leghista trentino per lanciare Ilaria Goio: Devid Moranduzzo, gli assessori Giulia Zanotelli e Roberto Failoni, l'ex assessore Mirko Bisesti, le parlamentari Elena Testor e Vanessa Cattoi, guidati da Gianni Festini Brosa.
Tanto si è incentrato sulla sicurezza. "Una questione minimizzata dall'amministrazione uscente che scarica la colpa sempre sugli altri", dice Goio. "L'intenzione è quella di tenere le deleghe per la sicurezza perché è una responsabilità che si deve prendere un primo cittadino per dare risposte alla cittadinanza".

Le soluzioni? "Aumentare l'organico delle forze dell'ordine e le zone daspo, più telecamere sempre nel rispetto privacy e il presidio delle zone sensibili", spiega Goio. "Poi agire per il decoro urbano, anche nelle periferie". Un tema è la mobilità. "Ci vuole di più a spostarsi da Trento Nord a Sud che andare a Bolzano".
Per Fugatti "abbiamo avuto attenzione verso la città: la facoltà di medicina, il nuovo ospedale con l'iter che si è sbloccato, il rinnovamento del festival dell'economia". I richiedenti asilo e l'accoglienza diffusa? "Un tema ideologico e politico. Il messaggio che non dobbiamo far passare come in passato con il centrosinistra è che ci sia posto per tutti", continua il presidente della Provincia. "E comunque sono i sindaci a non voler l'accoglienza diffusa, compresi quelli di sinistra: ognuno si assuma le sue responsabilità".

Tocca poi al ministro e vice premier del governo Meloni. "Lavoriamo giorno e notte sulla sicurezza e sull'immigrazione. E' stato approvato un decreto che dà più poteri alle forze dell'ordine e investiamo più denaro, poi servono sindaci non ideologici e che usino, per esempio, in modo diverso la polizia locale".
La sicurezza è un tema caro. "I lavoratori stranieri sono i benvenuti se si comportano bene e lavorano. Basta spacciatori, delinquenti e clandestini in giro per Trento e per il Trentino", ancora Salvini. "Poi si può parlare che anche gli italiani e i trentini siano stati migranti nel mondo, ma non andavano a pretendere vitto, alloggi e bonus, ma portavano lavoro, rispetto e fatica. Le persone devono essere tranquilli nei quartieri e la polizia locale oltre alle multe può essere impiegata per il presidio".
La Lega non ritiene che "spacciare droga sia legittimo, nessuna legalizzazione. In Lombardia spacciano nei boschi e le forze dell'ordine devono andare a cercare lì". Qualcuno urla che qui c'è l'orso. "E' vero e non c'è questo problema", replica Salvini che perde un po' il filo. Un attacco all'Europa, che la vita di "una ragazza, di un ragazzo, di un contadino vale di più", e che ama tutti gli animali "ma se entrano in casa a far la spesa" ma meglio cambiare all'improvviso argomento prima di qualche scivolone e si passa alle infrastrutture: "Sono stati investiti miliardi, il bypass toglie traffico, inquinamento e code". Ormai siamo alla fine, non prima di qualche refrain tra il no al rearm, la leva militare per gli alpini e genitore 1-genitore 2. Poi cala il sipario, foto e selfie.












