Trento avrà il suo Cpr ma non si sa dove e quando: "Non è un carcere o un lager ma la funzionalità è fondamentale". Annunciato il rafforzamento dei commissariati
Il sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, Nicola Molteni, a Trento per incontrare il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Rafforzamento delle forze dell'ordine e la costruzione di un Centro di permanenza per i rimpatri i temi in agenda: "I dati in città e in provincia riportano che l'incidenza dell'immigrazione, prevalentemente irregolare, sulla criminalità è del 50%, cioè c'è una denuncia per reato. Questo è il principale allarme sociale sul territorio"

TRENTO. Il Trentino avrà il suo Centro di permanenza per i rimpatri, la struttura è prevista a Trento ma, per ora, non ci sono ulteriori passi in avanti. C'è la volontà ma è ancora tutto in fase molto preliminare. La conferma arriva dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con Nicola Molteni, sottosegretario di Stato al Ministero degli interni del governo Meloni. Intanto c'è anche l'annuncio per il commissariato di Riva del Garda e di Rovereto.
Annunciato a settembre dell'anno scorso, si è tornati a parlare di Cpr in Provincia. Il progetto è quello di avere due Cpr tra Bolzano e Trento con un numero di 20/25 posti ciascuno per trasferire le persone che commettono dei reati e che sono in attesa di provvedimenti di espulsione.
"I dati in città e in provincia riportano che l'incidenza dell'immigrazione, prevalentemente irregolare, sulla criminalità è del 50%, cioè c'è una denuncia per reato. Si sale al 65/70% per furti di appartamento e spaccio", dice Molteni. "Questo è il principale allarme sociale sul territorio e c'è l'impegno strutturale di rafforzare la capacità di controllo del territorio per far fronte a questi fenomeni che poi hanno ripercussioni sulla percezione di sicurezza del cittadino".
Questi dati "portano a una considerazione sulla necessità del Cpr", aggiunge Molteni. "Non è un carcere e non è un lager ma un centro di detenzione amministrativa e di trattenimento in vista del rimpatrio. Ci sono 10 strutture in Italia per un potenziale di 1.400 posti. Queste strutture sono spesso vandalizzate, distrutte e bruciate, quindi ci sono circa 700 posti disponibili".
Il 50% dei rimpatri passa da queste strutture, sostiene il sottosegretario. "La funzionalità è fondamentale: si tratta di una struttura di sicurezza per immigrati irregolari, persone socialmente pericolosi o con sentenze di condanna per arresto".
Per ora la discussione è tra uffici tecnici per trovare una localizzazione e un accordo. "Da quel momento ci vogliono 6 mesi per l'operatività del Cpr", le parole di Fugatti. "La struttura sarà a Trento e ci saranno le interlocuzioni con il Comune. Dopo di che bisognerà decidere e ci sarà una scelta".
Nei mesi scorsi si era ipotizzata la zona di Spini di Gardolo prima e di Trento Sud poi. Ma ancora non ci sono scelte precise. Intanto si punta a rafforzare il controllo sul territorio.
"Con le assegnazioni di giugno e luglio si potenziano il commissariato a Riva del Garda a Rovereto, si lavora anche sugli organici della Questura per alzare la capacità di contrasto alla criminalità", conclude Molteni.












