"La montagna non è un’entità minoritaria da proteggere, ma un cuore vitale per ripensare il futuro europeo". Da Trento un messaggio all'Unione europea per rilanciare i territori
Spopolamento, invecchiamento, abbandono delle attività agricole e mancanza di servizi essenziali, questi i temi affrontati dalle regioni europee riunite a Trento per definire un documento da votare a Tenerife e inviare all'Unione europea. Il presidente regionale del Trentino Alto Adige, Roberto Paccher: "Il rischio è di trasformare intere regioni in territori fragili"

TRENTO. Un'agenda dedicata alla montagna, un piano di rilancio economico, di coesione sociale e di riconoscimento giuridico delle aree interne in Europa per contrastare lo spopolamento che interessa tante, troppe, zone. Una dinamica non solo italiana ma sostanzialmente tutto il continente. Da qui l'idea di proporre a Bruxelles una risoluzione per chiedere un cambio di passo e attenzione ai territori. Si pensa all'esempio della legge della Montagna varata a Roma e adattata a un livello superiore, quello europeo.
"La montagna non è un’entità minoritaria da proteggere, ma un cuore vitale per ripensare il futuro europeo", si legge nel documento. "Esperienze come gli incentivi trentini per la riqualificazione abitativa, la destinazione del 30% dei fondi Unione europea alle aree interne in Toscana o il sostegno bavarese agli agricoltori alpini mostrano che le soluzioni più efficaci nascono dal basso".
A Trento per due giorni, giovedì 16 e venerdì 17 ottobre, si è riunita la Calre, la Conferenza delle assemblee legislative regionali europee. A guidare i lavori il presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, Roberto Paccher, per discutere di spopolamento della montagna e della fragilità economica delle aree montane e interne, che coprono l'80% del territorio dell'Unione europea e che ospitano il 57% della popolazione europea.
"L'intenzione è di delineare degli interventi specifici per le aree di montagna e interne per contrastare e frenare questo trend di spopolamento", commenta Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige. "Sono necessari finanziamenti e bandi specifici verso i territori: più risorse e competenze per poter continuare a vivere nelle vallate tra servizi e alta qualità di vita".
I delegati, in arrivo da diversi Paesi europei, dalla Baviera alla Cantabria, dall’Abruzzo a Bruxelles, dalle Canarie a Voralberg, hanno aperto la due giorni di lavoro con una visita al museo di Alcide De Gasperi in Tesino, richiamo ideale ai valori fondativi dell’Europa
I 15 rappresentanti istituzionali hanno discusso e approvato un documento comune elaborato dal Gruppo di lavoro Calre dal titolo "Problematiche della montagna e delle aree interne", per lanciare un appello all’Unione Europea per un intervento tempestivo e strutturato. In aula dopo i saluti del presidente della Regione e della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, i delegati europei hanno potuto ascoltare dalla professoressa Mariangela Franch, senior professor dipartimento economia dell’Università Trento, una lectio sulla sostenibilità del turismo e sugli interventi in agricoltura.
Il documento approvato a Trento dalla Calre prende le mosse da un dato che pesa. E non poco: nonostante queste aree contribuiscano al 46% del valore aggiunto lordo dell'Unione europea, il Pil pro capite resta fermo al 70% della media europea. Spopolamento, invecchiamento, abbandono delle attività agricole e mancanza di servizi essenziali trasformano intere regioni in territori fragili.
"La percezione è che in Europa non ci sia piena consapevolezza dei problemi e delle criticità in Europa", prosegue Paccher. "Ridurre i servizi può portare a un risparmio nel brevissimo periodo mentre in quello lungo è controproducente e ci sono costi maggiori per una comunità. Non vogliamo pensare a una montagna che muore, anzi deve essere rilanciata per mantenere le tradizioni e la cura del territorio. Sono necessarie risorse economiche per potenziare i servizi e mantenere un livello di efficienza adeguato per restare competitivi".
Il focus, quindi, è sull'attenzione alla montagna, aree in passato un po' dimenticate se non per intervenire sul turismo e sull'agricoltura in zone con una certa concentrazione di imprese e aziende. Le misure devono essere estese e strutturate. "Si deve tenere conto delle specificità. Il Trentino e l'Alto Adige possono essere un esempio e ci sono state politiche lungimiranti per contrastare trend. Tuttavia si può migliorare ancora e si deve fare in un quadro più generale".
La proposta elaborata nell'ambito di Calre si articola su tre linee di azione. La prima chiede un maggiore rilievo istituzionale, con l’approvazione di un’Agenda europea per i territori montani, rurali e periferici e l’inclusione delle aree interne tra quelle con "svantaggi strutturali permanenti", come previsto dall’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La seconda invece punta al rilancio economico, con un pilastro dedicato all’agricoltura di montagna nella Pac post-2027, il sostegno al turismo lento e alla manifattura innovativa. La terza riguarda la cooperazione transnazionale, rafforzando i programmi come Interreg Alpine Space e le strategie macroregionali (Eusalp, Eusair), a attraverso i progetti pilota per servizi sanitari, scolastici e digitali condivisi.
"Meglio investire prima, con servizi e presidio del territorio, che pagare dopo il prezzo dello spopolamento e dell’abbandono", aggiunge Paccher. "Da Trento parte un messaggio politico chiaro all’Europa: il futuro dell’Unione passa anche, e forse soprattutto, da quei territori che oggi rischiano di restare ai margini". Messo a punto il documento e approvato all'unanimità, la votazione è prevista a gennaio 2026 nel corso dell'assemblea plenaria a Tenerife.
Un appuntamento, questo del Calre, che segue di qualche giorno la Plenaria delle Regioni e Province autonome che ha trattato la legge elettorale dei territori autonomi, volontariato e - sempre sul fronte Europa, una modifica in Italia delle procedure elettive con la valutazione per ogni ente di poter avere un rappresentante a Bruxelles (Qui articolo). "Sono stati due appuntamenti importanti con Trento protagonista", conclude Paccher.












