''Per avere un europarlamentare in Trentino serve il 100% dell'elettorato in Veneto il 12% e la Sardegna da 5 mandati non ne esprime. Cambiamo la legge con eletti per territorio''
Tre i punti all'ordine del giorno del coordinamento delle Regioni e delle Province autonome: l'iter per la revisione della legge elettorale, anche a livello europeo, e terzo settore. Via libera all'unanimità al documento. Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher: "E' stato ribadito il principio che le autonomie hanno competenza primaria e specifica in materia di legge elettorale. Non spetta a noi entrare nel merito delle scelte che regioni e province faranno nell’utilizzo di questo strumento"

TRENTO. Elezioni al parlamento europeo, volontariato e legge elettorale regionale. Questi i temi affrontati dal coordinamento delle Regioni e delle Province autonome a Trento. Via libera all'unanimità al documento presentato in Trentino Alto Adige.
Nelle scorse ore c'è stata la presa di posizione di Fratelli d'Italia, subito preoccupata in materia "terzo mandato" (Qui articolo), ma la tempesta - per ora - si è risolta in un bicchier d'acqua. Il tema è stato trattato ma in termini più generale e con base di partenza la sentenza della Corte costituzionale della Campania. In attesa della pronuncia di palazzo della Consulta c'è stata la presa d'atto che la materia è sostanzialmente regionale per Trentino Alto Adige.
"Il coordinamento, con voto unanime, ha riconosciuto la titolarità delle Autonomie speciali a disciplinare in modo autonomo la materia elettorale regionale, in coerenza con i propri statuti e con le specificità istituzionali e territoriali", commenta Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige e consigliere provinciale in quota Lega. "L’approvazione unanime ha quindi rafforzato il senso di identità, di specificità e di unità e nella tutela dell’autonomia statutaria in materia elettorale".
L’approvazione "unanime ha quindi rafforzato il senso di identità, di specificità e di unità e nella tutela dell’autonomia statutaria in materia elettorale. Nessuna polemica e non si è entrati nel merito delle scelte dei territori, ma si parla di un diritto delle Regioni e Province a statuto speciale che hanno competenza".
C'è poi l’avvio dell’iter per la revisione della legge elettorale per le elezioni europee: si vuole prevedere che ogni Regione elegga un parlamentare europeo.
"Sono cinque mandati che la Sardegna non esprime un europarlamentare", aggiunge Paccher. "Un altro esempio può essere il rapporto tra Veneto con circa 4 milioni di abitanti e il Trentino con 500 mila residenti. A Venezia con il 12% delle preferenze un rappresentante può essere eletto mentre a Trento servirebbe il 100% per competere. Questo meccanismo risale al 1979 e intanto è cambiato tutto, l'Europa non è un'entità lontana che incide poco ma è essenziale nella vita di tutti i giorni e quindi dobbiamo cambiare la visione europea perché i territori devono essere ascoltati".
Sostanzialmente si pensa di replicare quanto avviene per le elezioni nazionali per comporre il Senato in versione Bruxelles. "Le Province autonome devono valere come Regioni, si può lavorare per eleggere 22 rappresentanti in un collegio uninominale e gli altri con un sistema proporzionale e qualche correttivo", evidenzia Paccher. "Il tema è stato accolto all'unanimità dagli enti autonomi e già il mese prossimo è previsto un passaggio anche con le Regioni ordinarie".
Si punta a essere pronti già per la prossima competizione europea. "Non c'è ideologia ma condivisione, si tratta infatti di un contributo che si inserisce in dibattito che è già aperto", continua Paccher. "C'è interesse da parte di tutti in questo senso. Dopo la condivisione delle Regioni, le risoluzioni nei vari Consigli si può arrivare già entro la fine dell'anno a un testo e quindi a un'iniziativa parlamentare. L'iter può essere veloce e positivo per un via libera entro il 2027, siamo fiduciosi".
Il terzo ordine del giorno impegna le Regioni e i Consigli regionali a trovare azioni e sinergie per fornire servizi di supporto (tecnico, formativo e informativo) a tutti gli enti del volontariato, "visto che la riforma nazionale del Terzo Settore non ha raggiunto l'obiettivo di inclusività, lasciando la maggioranza delle piccole organizzazioni (vitali per tradizioni e identità locali) prive di agevolazioni e gravate da formalità burocratiche".
Esistono margini di azione a livello regionale, soprattutto per le Regioni a Statuto speciale (come Trento e Bolzano, che hanno già legiferato), per colmare queste lacune. "Mettiamo a disposizione le esperienze e le iniziative del Trentino e dell'Alto Adige". In sintesi un vertice positivo.
"La Plenaria si è caratterizzata per il numero dei presidenti presenti, per la prima volta a Trento, e per la qualità dei temi trattati. Questo appuntamento è per me motivo di soddisfazione e di orgoglio. Tra l’altro è stato ribadito il principio che le autonomie hanno competenza primaria e specifica in materia di legge elettorale. Non spetta a noi entrare nel merito delle scelte che regioni e province faranno nell’utilizzo di questo strumento, ma si vuole ribadire il concetto che si possono comunque fare anche scelte difformi rispetto alle regioni ordinarie", conclude Paccher.












