Premiato il grande depuratore di Trento 3 (che però è ancora fermo) e la Pat ora annuncia: “Dovrebbe entrare in funzione entro l'anno”
Il riconoscimento, dice la Provincia, è stato assegnato alla presenza dell'assessore provinciale Simone Marchiori in occasione del City Scape Award 2024 a Milano. Peccato che l'opera, costata ben 116 milioni, non sia ancora entrata in funzione nonostante la previsione della stessa Pat, a gennaio 2023, fosse di concludere i lavori entro fine marzo dello scorso anno

TRENTO. Un progetto all'avanguardia, un fiore all'occhiello del territorio con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e al basso impatto paesaggistico, tanto da valere un premio in occasione del City Scape Award 2024 a Milano, consegnato ieri all'assessore Marchiori. Tutto bellissimo, peccato però che ad oggi il grande depuratore di Trento 3, costato ben 116 milioni di euro, non sia ancora entrato in funzione nonostante la previsione della stessa Pat, a gennaio 2023, fosse di concludere i lavori entro la fine di marzo dello scorso anno, per poi arrivare nel corso del 2023 alle procedure di collaudo e alla graduale entrata in funzione vera e propria con i collegamenti alla rete fognaria. Ora, proprio in occasione del premio ricevuto a Milano, dalla Pat arrivano nuove indicazioni per quello che a tutti gli effetti è stato per anni uno dei cantieri più grandi avviati in Trentino: l'impianto “dovrebbe entrare in funzione entro l'anno”.
“Il depuratore Trento 3 – scrive la Pat – presentato dai tecnici Gaetano e Benedetto Selleri dello studio Pan Associati Srl è stato premiato in occasione del City'Scape Award 2024 a Milano. Il progetto, infatti, ha ricevuto il secondo premio nel corso dell'ottava edizione del simposio patrocinato dalla rivista internazionale TOPSCAPE e organizzato nel capoluogo lombardo da Paysage - Promozione e Sviluppo per l’Architettura del Paesaggio e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, con la collaborazione dell'Ordine Dottori Agronomi e Forestali Milano, che si riconferma come evento formativo di riferimento nel settore dell’architettura del paesaggio. Il progetto di Trento 3 è stato premiato in riconoscimento delle best pratices capaci di promuovere nell'ambito dell'architettura del paesaggio un'efficace strategia progettuale che ha mirato ad adattare nuove realtà urbanizzate al paesaggio ambientale”.
Alla cerimonia, che si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri, ha come detto preso parte anche l'assessore provinciale alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell'autonomia Simone Marchiori: “Il depuratore di Trento 3 – ha detto – è un fiore all'occhiello della nostra Provincia. Una struttura imponente, quasi invisibile che si mimetizza nell'ambiente circostante e si sostiene anche grazie all'autoproduzione di energia. Un progetto all'avanguardia che va nella direzione della riqualificazione e del rispetto ambientale. Il premio ritirato oggi oltre alla bravura dei progettisti certifica anche come la nostra Provincia sappia e debba continuare a essere sempre all'avanguardia”.
Ripercorrendo l'impatto dell'opera, Piazza Dante ricorda poi come l'impianto sia stato pensato per tutto il bacino dell'Alta Vallagarina, interessando i comuni di Calliano, Besenello, Romagnano, Aldeno, Cimone e Garniga e la parte sud del capoluogo: “Si affiancherà al depuratore di Trento Nord – dice la Provincia – con la futura deviazione delle acque nere dell'Alta Valsugana. Dovrebbe entrare in funzione entro l'anno e servire oltre 120mila abitanti equivalenti, ai quali si potranno aggiungere circa 20mila abitanti equivalenti dopo la connessione dell'impianto con la dorsale di fognatura nera che attualmente gravita appunto sul depuratore di Trento Nord”.
“L’opera, di 250 metri di lunghezza per 50 di larghezza, prevede una portata di 2.000 metri cubi l’ora in regime normale fino ad un massimo di 6.000 metri cubi l’ora, rispecchiando fedelmente le caratteristiche tecniche pensate in fase di progettazione. L’impianto lavora tramite la suddivisione delle acque su due linee di trattamento con la presenza, in sequenza, del comparto di pre trattamento, sedimentazione primaria, denitrificazione, ossidazione-nitrificazione, sedimentazione secondaria, filtrazione finale e stabilizzazione anaerobica dei fanghi. Il depuratore sorge accanto al Monte Spizon in un’area di circa sei ettari, nel territorio del Comune di Besenello ed è caratterizzato da una particolare attenzione posta nello studio dell’inserimento paesaggistico, trattandosi di un’area facilmente visibile dalla viabilità principale di fondo valle (autostrada A22 e strada statale del Brennero) e dagli agglomerati disposti sull’altro versante. La soluzione scelta consiste nella mimetizzazione pressoché integrale dell’imponente struttura, essendo stata ricostruita in copertura la configurazione del preesistente conoide, utilizzato anche come vallo di protezione da eventuali cadute dalla parete soprastante”.
“L'intervento, dal costo totale di 116 milioni, è stato finanziato con 51 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti – conclude la Pat –. La struttura era stata visitata alla fine del mese di maggio scorso dallo stesso assessore provinciale al patrimonio Marchiori e dalla vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti Gelsomina Vigliotti, che ne aveva apprezzato la sostenibilità, l’attenzione alle soluzioni energetiche adottate e il basso impatto ambientale e paesaggistico”.


















