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“Reti idriche dei comuni, cosa fa la Provincia?”. L'interrogazione del Pd trentino: “Indire le gare d'appalto presuppone personale tecnico che non c'è”

I consiglieri Calzà e Manica (Pd) interrogano la Pat per chiedere risposte in materia di riqualificazione delle reti idriche del territorio: “Profondi problemi da risolvere sia per chi riceverà finanziamenti, sia per i 19 comuni che non rientrano nella graduatoria”

Pubblicato il - 12 giugno 2024 - 20:33

TRENTO. A seguito delle richieste di revisione del Pnrr alla commissione europea, era stata riconosciuta una proposta di stanziamento aggiuntiva per la linea di investimento del Pnrr m2c4 - i4.2 “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti” che nel marzo 2023 aveva visto l’approvazione della prima graduatoria di proposte. Inizia così l'interrogazione presentata oggi dalla Pat da parte dei consiglieri provinciali Calzà e Manica, del Partito Democratico

 

Questa nuova possibilità - proseguono - aveva permesso a 28 comuni trentini di inoltrare richiesta di finanziamento, circa 150 milioni di euro, per garantire la riqualificazione delle reti acquedottistiche beneficiando del 100% della copertura di spesa qualora le relative progettazioni esecutive, validazioni e appalti fossero stati banditi entro il 30 aprile 2024. La preoccupazioni degli amministratori era legata alla tempistica, per questo era stata sollecitata la collaborazione della Provincia per poter seguire il complesso iter dalla progettazione fino all’aggiudicazione dei lavori nel rispetto dei termini fissati.

 

Entro il 30 aprile, 23 comuni/gestori sono riusciti a presentare domanda per un importo complessivo di circa 130 milioni di euro. Il 6 maggio scorso è stato comunicato, con decreto direttoriale n.203 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che 18 progettualità (27 comuni e società pubbliche) sono state ammesse a finanziamento per 106 milioni di euro complessivi.

 

Una buona notizia che permetterà di migliorare le reti e i sistemi acquedottistici del territorio trentino e di migliorare sensibilmente la percentuale, oggi del 35%, della quota di perdite delle reti. Una notizia che però va letta con gli occhi della realtà.

 

Intanto 19 comuni che avevano fatto domanda per un totale di 73 milioni di euro non rientrano nella graduatoria, tra questi Pergine, Borgo Valsugana e Lavis. In più il finanziamento del Pnrr prevede che se non si realizzano le opere entro i termini fissati (collaudo delle opere entro marzo 2026) si perde tutto, anche quello già eseguito (tipo i costi per le progettazioni).

 

La preoccupazione maggiore è per l’indizione delle gare d’appalto che, soprattutto nelle piccole realtà, richiedono personale tecnico specializzato che non c’è. Se ne stanno rendendo conto anche alcuni consiglieri comunali che fanno riferimento alla maggioranza provinciale che si chiedono come riuscirà l’amministrazione comunale a gestire un progetto così complesso con un ufficio tecnico già in difficoltà e senza la possibilità di assumere nuovo personale.

 

Inoltre i comuni devono anticipare il costo delle progettazioni e dell’Iva e rivedere i bilanci rinunciando a qualche intervento programmato o indebitandosi. Alcuni consorzi bacini umbriferi montani hanno dato la disponibilità per anticipare i proventi del prossimo anno per le spese di progettazione ma rimane sempre scoperta una cifra importante per la quale vanno trovate le risorse.

 

Ci si chiede se la Provincia sarà in grado di intervenire con un aiuto concreto riguardo alla gestione delle gare d’appalto. L’agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac) avrà personale a sufficienza per occuparsi, oltre che degli appalti provinciali, delle procedure ammesse al finanziamento del Pnrr per il risanamento degli acquedotti?

 

E chi rivestirà la figura di responsabile unico del procedimento (Rup), un funzionario provinciale o qualche tecnico del comune che magari non esiste? A tutte queste perplessità va data una risposta urgente.

 

Tutto ciò premesso si interroga la giunta provinciale per sapere:

 

1. se l’Apac è stata incaricata di gestire le procedure delle gare d’appalto relative a progetti ammessi, come da decreto direttoriale n.203 del 6 maggio scorso, a finanziamento sulla linea di investimento del Pnrr m2c4 - i4.2 “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti”;

 

2. se è stato individuato un responsabile unico del procedimento a livello provinciale o ogni comune deve reperirlo all’interno del proprio personale;

 

3. come intende contribuire alle spese relative alla progettazione e anticipo Iva dei progetti ammessi per evitare che i comuni rinuncino al finanziamento concesso;

 

4. come intende dare risposta ai 19 comuni non rientranti nella graduatoria degli ammessi a finanziamento per mancanza dei requisiti ma che hanno esigenza di riqualificare la rete acquedottistica.

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