I soldi del Fondo di confine per riqualificare lo stadio? "Intervento d'urgenza: ci può stare. Situazioni peggiori come la Rsa da 5 milioni mai aperta in 6 anni"
Negli scorsi giorni è stata disposta la riqualificazione dello stadio con un investimento di 900 mila euro attinti dal Fondo dei comuni confinanti. Il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli: "Questo uso delle risorse può non sembrare pertinente ma è comprensibile vista l'urgenza. Manteniamo dialoghi attivi per pianificare progetti con benefici per le comunità"

TRENTO. "E' un investimento che può non sembrare pertinente ma è un intervento d'urgenza e per questo ci può anche stare". Queste le parole di Daniele Depaoli, sindaco di Primiero San Martino di Castrozza. "Sicuramente il meccanismo di utilizzo delle risorse andrebbe migliorato perché il Trentino non può intervenire ma in questi ultimi anni i rapporti con i Comuni di confine sono buoni e ci sono dialoghi attivi per trovare il più possibile una condivisione".
Negli scorsi giorni c'è stato il via libera alla riqualificazione dello stadio Zugni Tauro di Feltre. Un intervento reso necessario dalla promozione in serie C della Dolomiti Bellunesi. Sul piatto 900 mila euro, ricavati dal Fondo comuni confinanti (Qui articolo). Il "tesoretto" da 80 milioni (equamente elargito da Trento e da Bolzano) a 48 Comuni di confine tra Belluno, Brescia, Vicenza e Sondrio con l'obiettivo di stimolare gli investimenti infrastrutturali e ridurre il gap tra i territori a Statuto speciale e ordinario.
A incamerare la cifra maggiore è il Bellunese con il 48,60% (più di 26 milioni), poi la Provincia di Brescia e quella di Vicenza con il 14,81% e il 14,60% rispettivamente (circa 8 milioni). A seguire Sondrio al 12,79% e 7 milioni e Verona al 9,2% e 5 milioni.
Talvolta sembra emergere un uso un po' distorto di queste risorse tanto che nella scorsa legislatura, in un discorso più ampio che toccava anche l'ipotesi di autonomia differenziata, l'assessore Mattia Gottardi aveva messa in discussione il Fondo. Le risorse sono gestite dai territori, il confronto con il Trentino Alto Adige non è obbligatorio o vincolante, così ogni tanto ci sono investimenti che lasciano perplessi i Comuni di confine ma trentini.
La nuova skiarea 'LeMelette' nel comprensorio sciistico di Asiago, per esempio, diventa una concorrenza sviluppata con soldi regionali. "Il Fondo dei Comuni confinanti è stata un'intuizione importante. Purtroppo è vero che non sempre gli interventi sembrano aderenti agli obiettivi per i quali sono stati inizialmente pensati e istituzionalizzati".
Non c'è un controllo "sull'utilizzo omogeneo di queste risorse e il meccanismo prevede delle quote fisse uguali per tutti i Comuni e una quota variabile", aggiunge Depaoli. "Magari qualche amministrazione, perché particolarmente piccola, non ha la forza di utilizzare le risorse mentre altre più grandi, come Feltre, avrebbe bisogno di una maggiore disponibilità. Il meccanismo probabilmente andrebbe modificato per renderlo più attuale e aderente alle esigenze, anche se bisogna vedere l'evoluzione dell'ipotesi di autonomia differenziata. In quest'ultimo caso forse il Fondo non avrebbe più senso".
Il Primiero si trova, giocoforza, in una dimensione sovraterritoriale. "Non devono esserci ingerenze ma cerchiamo di mantenere un dialogo attivo per confrontarci con i vicini e di collaborare per avere benefici per entrambe le comunità: per esempio gli investimenti e i miglioramenti all'ospedale di Feltre o di Lamon, così come la progettazione della ciclabile tra Trentino e Bellunese. C'è poi la realizzazione della galleria Pala Rossa sullo Schener (opera da 25 milioni tra Provincia e Veneto Strade con 8 milioni dal Fondo, determinanti per concludere l'infrastruttura). La pianificazione è fondamentale e questi investimenti sono virtuosi".
Insomma, non si storce troppo la bocca per lo stadio. "E' un intervento disposto d'urgenza. Dispiace di più per altre situazioni. Penso alla costruzione ex novo della Rsa a Sovramonte da 5 milioni: struttura mai entrata in funzione in 6 anni. Un uso così delle risorse non ha proprio senso", conclude Depaoli.












