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Bolzano
03 luglio | 20:39

Tracciamento del dna dei cani, respinto il disegno di legge dei Verdi per l'abrogazione. La prima firmataria Foppa: "Errare è umano, perseverare è diabolico"

La legge provinciale stabilisce che tutti i cani che figurano nell'anagrafe canina debbano essere sottoposti a profilazione genetica

Tracciamento del dna dei cani, respinto il disegno di legge dei Verdi per l'abrogazione

BOLZANO. Torna a far discutere, in Consiglio provinciale a Bolzano, la legge provinciale che stabilisce che tutti i cani che figurano nell'anagrafe canina dell'Alto Adige debbano essere sottoposti a profilazione genetica, con un disegno di legge per la modifica della norma - presentato dai consiglieri dei Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler - che è stato bocciato dalla giunta.

 

Uno degli obiettivi della legge è poter stabilire tramite un tampone, in caso di morso di cane, l'identità dell'animale e inoltre permettere alle autorità competenti di identificare gli escrementi abbandonati degli animali, individuando e sanzionando i padroni maleducati.

 

Questa novità legislativa comporta però una serie di difficoltà: non tutti i cani che vivono in Alto Adige sono infatti registrati all’anagrafe canina e inoltre anche tante persone non residenti, come i turisti, portano i loro animali sul territorio provinciale.

 

È quindi molto difficile, o quasi impossibile, rintracciare queste persone e un’altra criticità riguarda i costi derivanti dagli esami del Dna, e da considerare è anche il fatto che non verrà messo a disposizione personale aggiuntivo per svolgere i compiti connessi a queste indagini.

 

Partendo da queste argomentazioni, è stato presentato dai tre consiglieri dei Verdi il dlp che prevede l’abrogazione della registrazione del profilo genetico dei cani, con Brigitte Foppa che ha inoltre criticato inoltre "l’abitudine di fare leggi con tempi transitori molto lunghi, che penalizzano chi si mette subito in regola".

 

A seguire un lungo dibattito, con Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) che ha dichiarato "che politica e democrazia sono vive quando la popolazione comprende le ragioni delle decisioni politiche, cosa che non avviene in questo caso", specificando in seguito che "è dubbia inoltre l’efficacia della misura perché la polizia municipale non ha le risorse per queste analisi, con i fondi necessari che potrebbero essere destinati per esempio per sensibilizzare i proprietari".

 

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha osservato invece come la proposta permettesse di apportare dei correttivi, a fronte del fatto che con la legge in vigore era impossibile raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

"Con tutti i problemi che ci sono si insiste con questa legge e ora c’è la possibilità di fare un passo indietro – ha dichiarato Leiter Reber – e ogni singolo componente della maggioranza, preso separatamente, ammette che sarebbe meglio abrogare questa legge: cogliete questa occasione, ammettendo di esservi sbagliati”.

 

La cofirmataria del dlp Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha poi spiegato di aver eseguito la profilazione genetica, ricordando che come amministratrice aveva dovuto ritirare un provvedimento sulla mobilità, evidenziando che questa coerenza le era stata riconosciuta e che ora "la giunta dovrebbe fare altrettanto a fronte di una legge che non era matura".

 

Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) nel suo intervento ha dichiarato di non comprendere perché non si dica: “Nessuno vuole questa norma, abroghiamola”, dal momento che "essa comporta tanto lavoro e alti costi per un risultato praticamente nullo".

 

Si è passati poi all'intervento di Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) che ha invitato l’assessore al turismo, agricoltura e foreste Luis Walcher a sostenere la legge, dichiarando che "chi non vota per essa non guarda al futuro".

 

Fronte Svp, Arnold Schuler ha ricordato invece che "se si modifica una legge questo ha ripercussioni anche su chi vi si è già attenuto, ovvero le 10 mila persone che hanno già eseguito la profilazione genetica dei propri cani", specificando che le misure di sensibilizzazione prodotte non hanno avuto gli effetti sperati e che la norma ha dei punti deboli ma ha un effetto deterrente.

 

Tra gli interventi finali quelli del consigliere Andreas Colli (JWA) che ha sottolineato come "l'obiettivo della norma poteva essere buono ma non è stato efficace" evidenziando in seguito che "la legge non è abbastanza chiara" e che è impossibile un’identificazione certa dei campioni, con il test che "non reggerebbe in caso di ricorso".

 

Infine Sandro Repetto (Partito Democratico) ha evidenziato il parere contrario del Consiglio dei Comuni, motivato anche dalla volontà di non danneggiare i 10 mila cittadini che hanno già eseguito il profilo genetico, specificando che "tuttavia proprio i Comuni dovrebbero essere consapevoli delle difficoltá di attuazione della legge", ricordando che "il test dal veterinario costa 70-80 euro e che gli stessi veterinari erano dubbiosi" e concludendo che "una valutazione è comunque necessaria anche a fronte del fatto che non è possibile fare un calcolo delle sanzioni".

 

Venendo alla votazione per il passaggio alla discussione articolata, il disegno di legge provinciale è stato respinto con 17 voti favorevoli e altrettanti contrari.

 

L'assessore al turismo, agricoltura e foreste Luis Walcher ha poi dichiarato che il dlp non poteva essere accolto, in quanto negli ultimi mesi si era proceduto a una modifica della norma dopo un confronto con numerosi veterinari, che saranno inserite con la legge omnibus.

 

"Anche i professionisti avevano sottolineato l’importanza delle identificazioni e numerose regioni sono interessate alla tematica, con nessuna di queste che ha trovato una proposta migliore" ha specificato Luis Walcher, che ha concluso affermando comunque che "si possono prevedere ulteriori correttivi, anche riguardo alle possibilità di effettuare il test".

 

Dura infine la riflessione della consigliera dei Verdi Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge che prevedeva lo stralcio della norma: "Gli antichi romani dicevano 'errare è umano, perseverare è diabolico'. Per questo non si dovrebbe fare quello che si sta facendo: se una cosa non funziona si potrebbe dire 'la ritiro', oppure la si potrebbe rendere ancora più complicata, e io credo che sia stata scelta quest'ultima via".

 

 

 

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