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Bolzano
25 settembre | 09:53

Tassa sui cani, un coro unanime di proteste: "Basta spremere i cittadini con tasse inutili"

Gli animalisti: "Norma illegittima, oltre che punitiva e irragionevole”

BOLZANO. Cento euro a cane e 1,50 euro per i cani turisti. Però niente più esame del DNA obbligatorio. Insomma, cercare di identificare i proprietari dei cani che abbandonano la cacca in giro, non interessa più.  Ma una tassa sui cani, quella si. Quella interessa molto. L'idea è dell'assessore provinciale al Turismo Luis Walcher che ha annunciato l'arrivo di un disegno di legge che archivia il fallimentare esperimento di introdizione dell’esame genetico obbligatorio, e che contestualmente reintroduce la tassa sui cani abolita nel 2008.  E già che si è in ballo si balla e quindi viene introdotta anche la tassa di soggiorno per i cani.  Il coro di “No” è unanime, compatto, molto molto rumoroso e si solleva dal mondo civile, delle associazioni animaliste, e anche della politica.

 

La Lega, si mette di traverso al partner di giunta SVP, ed esprime la contrarietà alla tassa. “Una nuova tassa sarebbe ingiusta e dannosa perché rischia di favorire gli abbandoni e di gravare su famiglie già in difficoltà e su tanti anziani, per i quali il cane rappresenta spesso un compagno di vita indispensabile”.

 

Anche il consigliere provinciale Angelo Gennaccaro (La Civica) interviene in merito alla proposta di introdurre una tassa sugli animali d'affezione, già sottoposta al parere del Consiglio dei Comuni.
 

"Attendiamo di conoscere nel dettaglio il testo, ma in linea generale chiederemo correttivi a questa proposta - afferma Gennaccaro -. Per come è stata anticipata, introdurre una tassa fissa sui cani colpirebbe in modo indistinto tutte le fasce della popolazione, comprese quelle più fragili e il ceto medio, senza produrre alcun beneficio per la vivibilità delle nostre città. E' essenziale tutelare i cittadini che, pur non disponendo di rilevanti fonti di reddito, decidono di prendersi cura di un animale domestico, spesso unico compagno di vita per le persone più sole. Per pochi incivili non possono rimetterci tutti".

 

"Spremere continuamente soldi ai residenti in una città che ha già costi altissimi (e per molti ormai insostenibili) chiedendo 100 euro ai possessori di cani; attirarsi anche l’antipatia dei turisti per i quali aggiungerebbe una nuova, ulteriore tassa di soggiorno è davvero una follia - dichiara invece il consigliere provinciale del Partito Democratico Sandro Repetto -. Si minacciano poi le solite multe stellari (in questo caso da 400 a 600 euro), peraltro dopo il sostanziale fallimento dell’esperienza del dna. L’incredibile proposta dell’assessore provinciale Walcher - che avrebbe come naturale effetto l’aumento degli abbandoni di cani - incarna proprio con precisione l’Alto Adige che non vogliamo: ossia una terra solo per ricchi, esosa e punitiva verso chi non riesce a mettersi al passo. A questo nuovo balzello diciamo un forte e sonoro NO!" conclude Repetto.

 

Durissima la presa di posizione di LNDC Animal Protection. "Riteniamo che l’adozione di una misura fiscale di questo tipo rappresenti una politica miope, penalizzante per le famiglie e potenzialmente pericolosa per gli animali stessi. Reintrodurre tasse dirette sugli animali domestici significa, di fatto, trasformare il possesso di un cane in un peso economico, disincentivando la responsabilità. È un modello che rischia di favorire l’abbandono anziché la cura, e che colpisce chi sceglie con consapevolezza di avere un animale in casa" dichiara Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection.

 

“In Italia la cosiddetta “tassa sui cani” è stata abrogata, infatti, nel 1991. L’articolo 7 della legge 14 agosto 1991, n. 281 ha cancellato le vecchie norme che la prevedevano (contenute in un Regio Decreto del 1931) e ha eliminato “ogni disposizione incompatibile”. Quindi, di fatto, non è più possibile introdurre tasse sul semplice possesso di un cane per cui un disegno di legge provinciale come quello proposto a Bolzano non può andare contro una legge statale che ha già deciso in materia e nella quale entrano in gioco anche principi costituzionali: per esempio l’articolo 117 della Costituzione stabilisce che il sistema tributario è competenza esclusiva dello Stato, e l’articolo 119 parla sì di autonomia finanziaria di Regioni e Province, ma sempre nel rispetto delle regole nazionali. Anche la Corte Costituzionale, inoltre, ha già bocciato in passato leggi regionali sugli animali quando erano in contrasto con quelle statali”, prosegue LNDC. “Riteniamo che le risorse necessarie per pulizia stradale e aree dedicate ai cani debbano essere reperite attraverso politiche di bilancio, sensibilizzazione e rafforzamento dei controlli, non colpendo i cittadini che già sostengono responsabilmente la presenza di un animale”, conclude l'associazione.

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