"Stop alla tassa sui cani? Decisione sensata: avrebbe disincentivato l'adozione, il turismo pet-friendly e indotto i padroni a non registrare all'anagrafe i propri animali"
Dopo il passo indietro della provincia che ha ritirato definitivamente il disegno di legge sulla tassa sui cani 'residenti' e 'turisti', arriva il commento di Oipa. Il presidente Massimo Comparotto: "Una decisione sensata e al passo coi tempi: tassare i cani avrebbe significato trattarli come un bene di lusso, anziché come veri e propri membri della famiglia"

BOLZANO. "Stop alla tassa sui cani in provincia di Bolzano? Una decisione sensata e al passo coi tempi: avrebbe rischiato di disincentivare sia l'adozione sia un turismo pet-friendly oltre che a indurre i proprietari a non iscrivere il proprio cane all'anagrafe".
Questa la presa di posizione dell'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che attraverso le parole del presidente Massimo Comparotto accoglie con soddisfazione il passo indietro della Provincia di Bolzano che ha abbandonato l’idea di introdurre, a partire dal 2026, una tassa di soggiorno per i cani “turisti” e di reintrodurre la tassa annuale per quelli residenti (QUI ARTICOLO).
Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo meglio quanto accaduto. L'assessore provinciale altoatesino al turismo e all'agricoltura Luis Walcher ha deciso di ritirare definitivamente il disegno di legge che avrebbe portato all'introduzione di una tassa di 100 euro l'anno per i cani "residenti" in provincia di Bolzano. Walcher – esponente della Svp – aveva anche ipotizzato una tassa di soggiorno pari a 1,50 al giorno per gli amici a quattro zampe al seguito di turisti che scelgono l'Alto Adige per le proprie vacanze. Questo anche alla luce del fatto che all'interno della maggioranza non è stato possibile trovare un accordo, e anche dall'opposizione non si sono levate voci favorevoli. Un muro di protesta si era alzato in oltre anche dalle associazioni animaliste.
Insomma, un disegno di legge che non piaceva a nessuno. E a rimarcare questo è appunto anche Oipa. “Una notizia molto positiva per gli animali: quella tassa – spiega Massimo Comparotto - avrebbe rischiato di disincentivare sia l’adozione degli animali, sia un turismo realmente pet-friendly, ma anche indurre i proprietari a non registrare il cane in anagrafe come invece impone la normativa. Tassare i cani avrebbe significato trattarli come un bene di lusso, anziché come veri e propri membri della famiglia, rispettando il sentire di migliaia di cittadini”.
Ad essere sottolineato è poi come la gestione degli spazi pubblici dovrebbe partire “dall’alto” e comprendere anche attività di prevenzione, come campagne informative e controlli mirati.
"L’associazione – conclude la nota diffusa – si era subito dichiarata contraria a questa decisione, comunicando pubblicamente il proprio dissenso e auspicando un dietrofront della Provincia autonoma. L’Oipa plaude quindi a una decisione che rappresenta un gesto concreto di attenzione verso i cittadini e i loro compagni a quattro zampe".












