Al via a Trento il Festival della Famiglia, la ministra Roccella: ''Importante riflettere in chiave non ideologica''. Ma le donne del Pd attaccano: ''Sempre e solo uomini sul palco''
Per il via della tre giorni di eventi dedicati a famiglie e bambini per riflettere sui cambiamenti, sui problemi e sulle prospettive legate a questo nucleo fondamentale della nostra società c'erano anche il sindaco Ianeselli, il vicepresidente della Pat Spinelli, il rettore dell'Università Deflorian. Domani alla Fondazione Caritro sarà inaugurata la cittadella della famiglia che sarà punto di informazione per i servizi dedicati alla famiglia in Provincia di Trento e sede di laboratori e attività

TRENTO. E' cominciata la tre giorni di incontri, attività, eventi e laboratori aperti a tutta la cittadinanza del Festival della Famiglia. Un'occasione per indagare cambiamenti, prospettive, problematiche di questa cellula fondante della nostra società che è quanto mai in evoluzione.
Al via, che si è tenuto al Muse, c'erano i rappresentanti dei partner della manifestazione e dei cittadini, a cui hanno partecipato la ministra alla famiglia, pari opportunità e natalità Eugenia Maria Roccella, intervenuta in diretta video, assieme al vicepresidente della Provincia Achille Spinelli, al rettore dell’Ateneo trentino Flavio Deflorian, al direttore del Muse Massimo Bernardi, al presidente di Tsm Francesco Barone, al sindaco di Trento Franco Ianeselli, al capo ufficio stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti che ha moderato il dibattito. Presenti in sala anche il presidente del consiglio provinciale Claudio Soini, numerosi consiglieri provinciali, oltre alla direttrice dell’Agenzia per la coesione sociale Miriana Detti.
Un panel che per le donne del Partito democratico sarebbe più ''un manel - scrivono - un palco di soli uomini. Tranne una la ministra (che per non sbagliarsi si fa chiamare ministro). Ma solo perché, diciamolo, non potevano proprio evitarla. Una presenza femminile “obbligatoria”, come la cintura di sicurezza in auto: la metti perché altrimenti prendi la multa, non perché ci credi''. Una protesta che si ripropone spesso e volentieri soprattutto quando tra i ''convocati'' ci sono il sindaco di Trento (un uomo, tra l'altro di centrosinistra, sostenuto anche dalle donne democratiche per la guida della città) e il rettore dell'Università (anch'egli eletto in sede di Ateneo e anch'egli uomo, per tutta la durata del suo mandato) per non parlare della Provincia che è guidata democraticamente dal presidente Fugatti e che una vicepresidente ce l'aveva, Francesca Gerosa, ma per questioni politiche è saltata a vantaggio di Achille Spinelli. Non si capisce poi perché la figura più importante tra quelle presenti al via dell'evento, la ministra, sarebbe ''una presenza femminile obbligata'', ma tant'è.
Le donne democratiche non ci stanno: ''Abbiamo un problema gigantesco e continuiamo a metterlo in mano agli stessi che lo hanno prodotto. La cosa buffa? Questi eventi dovrebbero servire a trovare soluzioni. E invece diventano il loro contrario: la conferma che certi mondi parlano sempre con la stessa voce, sempre dalla stessa prospettiva, sempre dagli stessi pulpiti maschili e rassicuranti. E allora va detto: il futuro è altrove. Fuori da queste stanze autoreferenziali. Fuori dai manel. Fuori dall’idea che il mondo si possa raccontare sempre con la stessa voce maschile e monocromatica. Il futuro - concludono - è dove si ascoltano esperienze diverse, competenze diverse, vite diverse. Le nostre''.
Sicuramente una posizione molto diversa da quella proposta dalla ministra Roccella che ha aperto la tre giorni di dibattiti e incontri spiegando che ''è importante tornare a parlare di famiglia, non a livello ideologico ma partendo dal bisogno di famiglia che c’è, un microcosmo fondamentale del nostro vivere quotidiano che è antidoto alle tante solitudini che creano disagi e dipendenze. La sfera familiare si lega profondamente alle diverse dimensioni in gioco, demografia, natalità, pari opportunità. Fin dal primo momento - ha aggiunto - come governo e ministero abbiamo cercato di offrire alle famiglie strumenti, occasioni e possibilità, intervenendo soprattutto a favore delle fasce più fragili della popolazione. I nuovi stili di vita, i bisogni delle donne e la libertà femminile devono essere accompagnati con provvedimenti adeguati. La questione demografica è centrale e deve essere affrontata a livello europeo. Se vogliamo produrre cambiamenti, concreti e a livello culturale, serve il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco''.
Il vicepresidente Achille Spinelli ha ringraziato tutti i partner e ha portato la visione della Giunta provinciale che ha investito sulla famiglia: “Un percorso rinnovato, per il quale ringrazio tutti gli attori coinvolti, Agenzia per la coesione sociale, Tsm, Muse, Università, Castello del Buonconsiglio. Il nostro territorio si prende una responsabilità forte, quella di interrogarsi su come valorizzare questo nucleo centrale fondamentale della società. Quando nasce un figlio, specialmente il primo figlio, nascono anche dei genitori, persone che si mettono a confronto con qualcosa di nuovo e inconoscibile. Questa grande esperienza dobbiamo cercare di accompagnarla con investimenti di aiuto. Per invertire l’inverno demografico occorre ragionare su tutti i livelli, come abbiamo provato a fare anche con le misure adottate nella manovra finanziaria. L’abbattimento del costo degli asili nido sulla base dell’ICEF, l’avvio delle attività estive nelle scuole elementari e medie, l’assegno di natalità per il terzo figlio vanno in questa direzione. Ci sono politiche nazionali ma il Trentino ha un orgoglio di lavorare in modo ancora più forte su questo tema e così continueremo a fare”.
Secondo il sindaco di Trento Franco Ianeselli “in Trentino c’è da anni un consenso forte sulle politiche a favore della famiglia, e il festival mostra la complessità del tema. Tra la famiglia che vorremmo e la realtà - che spesso ci parla di tanti nuclei unipersonali, magari formati da anziani soli – il festival aiuta ad accompagnare desideri e bisogni. Se vogliamo interrogarci sul fatto che ‘l’Italia sta scomparendo’, come dice qualcuno, non basteranno pochi anni di buone politiche familiari: l’invecchiamento e la transizione demografica richiedono di affrontare tutti i temi salienti, anche l’immigrazione e la fuga dei giovani all’estero. Con il Festival abbiamo una grande occasione per ragionare non solo sulle famiglie che vogliamo ma sulle situazioni reali in cui siamo cercando sviluppare politiche migliori per i tempi in cui siamo chiamati a vivere”.
E mentre oggi è cominciato il Festival domani domani si inaugura la Cittadella della Famiglia coordinata con l’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento e gestita dai Distretti famiglia protagonisti di questo spazio dedicato alle famiglie. La Cittadella è allestita nelle sale della Fondazione Caritro e sarà punto di informazione per i servizi dedicati alla famiglia in Provincia di Trento e per tutte le attività e progettualità dei Distretti famiglia. Nella Cittadella sarà possibile partecipare gratuitamente, nelle giornate di venerdì 21 e sabato 22 novembre, alle attività e ai laboratori organizzati dai Distretti famiglia e dedicati ai bambini.












