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Trento
07 dicembre | 06:00

Per il Tas di Losanna gli atleti di Russia (e Bielorussia) possono partecipare alle Olimpiadi. Una potenza dello sci di fondo in Trentino? "Recepiamo la decisione politica"

La sentenza del Tribunale amministrativo di Losanna riapre le porte agli atleti della Russia e della Bielorussia, seppur "senza bandiera". I tempi sono stretti ma potrebbero arrivare anche in Trentino attraverso le wild card. Il referente per il Trentino nel Cda di Fondazione Milano Cortina, Tito Giovannini: "Prendiamo atto che ci potrebbero essere atleti da questi Paesi e che ci potrebbero essere ripartizioni diverse. L'organizzazione è dettagliata: ci sono i protocolli tanto per la parte sportiva quanto per quella degli alloggi"

TRENTO. Gli atleti della Russia e della Bielorussia possono partecipare alle Olimpiadi di Milano-Cortina (con Trentino e Alto Adige). Un via libera che interessa (tanto) anche la val di Fiemme in quanto si parla anche dello sci di fondo, sport molto diffuso e di punta per Mosca.

 

La decisione è arrivata in sede di tribunale amministrativo dello sport di Losanna che ha accolto i due appelli presentati dalla Russia e dalla Bielorussia contro l'esclusione dei loro atleti dalla gare di qualificazione.

 

I giudici hanno stabilito che la scelta della Fis di escludere totalmente questi atleti è in violazione dello statuto della Federazione internazionale stessa perché prende in considerazione la nazionalità degli atleti ma dovrebbe essere politicamente neutrale: la partecipazione deve essere sostanzialmente valutata individualmente in base ai criteri del Cio e non sulla provenienza.

 

Il Comitato olimpico internazionale ha così stabilito che gli atleti russi e bielorussi possono partecipare come atleti individuali e neutrali, cioè senza legami con gruppi sportivi dell'esercito e non devono appoggiare l'invasione dell'Ucraina. Una scelta recepita dalle singole Federazioni, che in alcuni casi hanno reso la norma più stringente con l'esclusione dei rappresentanti di questi Paesi dalle gare di qualificazione ai Giochi italiani. Ora nuovamente un cambio di rotta.

 

"E' una decisione politica e non entriamo nel merito della sentenza", le parole a il Dolomiti di Tito Giovannini, rappresentante del Trentino all'interno del Consiglio di amministrazione della Fondazione Milano Cortina. "In qualità di organizzatori recepiamo la scelta e ci adeguiamo di conseguenza per prevedere l'eventuale presenza di una delegazione della Russia e della Bielorussia".

 

La sentenza del tribunale permette ora agli atleti russi e bielorussi (ancora molto forti) che rispettano i requisiti per cercare una qualificazione, comunque complessa in quanto non partecipano a gare internazionali da molto tempo e soprattutto perché la stagione è già iniziata, quindi i margini sono ristretti.

 

Tra gli sport che interessano la val di Fiemme ci sono in particolare gli sci stretti, discipline nelle quali la Russia è decisamente forte: 11 su 33 medaglie vinte alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 (la nazionale russa non partecipò in modo ufficiale per via di uno scandalo doping) sono state raccolte in quelle gare. 

 

Dal punto di vista dei contingenti cambia poco o nulla, anche se ci potrebbe essere qualche sportivo in più, anche se senza bandiera. "Gli atleti che possono partecipare sono stabili in base agli accordi internazionali", evidenzia Giovannini. "Le quote vengono suddivise diversamente ma non c'è sostanzialmente una grande variazione nei numeri. Prendiamo atto che ci potrebbero essere atleti da questi Paesi e che ci potrebbero essere ripartizioni diverse. L'organizzazione è dettagliata: ci sono i protocolli tanto per la parte sportiva quanto per quella degli alloggi".

 

Se Cortina lavora a pienissimo ritmo e ci sono ancora tanti cantieri aperti in vista di febbraio e se Milano corre per ultimare alcune opere, il Trentino è piuttosto tranquillo. "Siamo pronti e siamo ai dettagli". Un tema che preoccupa è la mobilità per un alto afflusso e per la particolarità di un'Olimpiade diffusa.

 

"L'invito alle varie delegazioni olimpiche è di non utilizzare mezzi privati quanto il servizio di trasporto dell'organizzazione", aggiunge Giovannini. "Più in generale la viabilità verso la val di Fassa attraverso la val di Fiemme è aperta e ci aspettiamo un flusso da alta stagione con il consiglio nei momenti delle gare di deviare verso Carezza e Costalunga per una migliore distribuzione delle presenze. In Veneto alcune opere saranno terminate nel periodo successivo all'evento e per questo i cantieri vengono bloccati in modo però che non abbiano impatti sulla raggiungibilità delle venues".

 

Per la cerimonia di apertura a San Siro di Milano ci potrebbe essere il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, mentre il Trentino, che ospita discipline d'elezione dei Paesi nordici dell'Europa, potrebbe essere visitato da coronati e reali. Decisioni che verranno comunicate un po' all'ultimo, anche per ragioni di sicurezza. "Ci sono i protocolli per gestire un eventuale arrivo dei Capi di Stato e di rappresentanti di un governoI livelli sono molto elevati e garantiti ma possono essere ulteriormente aumentati se necessario", conclude Giovannini.

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