"Un'accessibilità migliore ai servizi e una presa in carico personalizzata", la sanità trentina pronta alle Paralimpiadi: Tesero raddoppia e entra in gioco Villa Rosa
Archiviate le Olimpiadi, l'organizzazione mette a punto i dettagli per le Paralimpiadi. In Trentino le gare di biathlon e sci di fondo. Anche la sanità lavora per rimodulare i servizi per i Giochi invernali. Il care manager Vito Racanelli: "L'impegno non cambia e questo evento è un'opportunità per migliorare il sistema in generale. E' anche un'organizzazione altamente formativa per gli studenti della facoltà di medicina"

TRENTO. Chiuse le Olimpiadi, il Trentino pensa alle Paralimpiadi. Ancora protagonista la val di Fiemme. In questo caso niente gare a Predazzo mentre Tesero raddoppia e ospita gli appuntamenti di sci nordico e biathlon. Non c'è tempo di tirare il fiato e la macchina organizzativa è pienamente operativa per raggiungere gli standard necessari per un appuntamento che non è assolutamente secondario. In questo anche la sanità in queste settimane pianificano e mettono a punto i dettagli.
Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici e paralimpici invernali, l’assistenza sanitaria è affidata infatti direttamente al Servizio sanitario pubblico (Qui articolo). Un modello che richiede di integrare pienamente i servizi con l'allargamento ai canali dedicati alla famiglia olimpica – atleti, staff e accreditati – con quelli rivolti a cittadini, turisti, volontari e spettatori. Tutto in raccordo con il Comitato olimpico internazionale e il Coni sul fronte delle autorità sportive, ma anche con i sistemi della sanità di Lombardia e di Veneto.
Le Olimpiadi si sono chiuse con grande soddisfazione anche per la sanità, i carichi di lavoro sono aumentati ma il sistema ha retto e l'obiettivo è ripetere le performance con le Paralimpiadi. "Gli standard tra i due eventi non differiscono e sono quasi gli stessi", le parole a il Dolomiti di Vito Racanelli, medical care manager in Trentino, il professore dell'Università di Trento è la figura individuata da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari chiamata a gestire la pianificazione sanitaria per i Giochi. "Abbiamo già avuto gli incontri con i responsabili delle delegazioni e con gli staff medici delle squadre per avere un quadro definito delle procedure".
La cornice resta quasi invariata rispetto alla puntata precedente (Qui articolo). Gli ospedali designati sono Cavalese e Trento, quest'ultimo per affrontare in particolare eventuali situazioni cliniche più complesse. Durante le gare, c'è sempre l'elicottero dislocato in piazzola in caso di necessità. "Ci sono inoltre i doppi percorsi differenziati per turisti/residenti e per la famiglia paralimpica", dice Racanelli. "Ci sono state alcune modifiche alle strutture per agevolare l'accessibilità e migliorare la fruizione degli spazi".
Confermato il Policlinico all'interno del Villaggio Olimpico della Scuola alpina della Guardia di finanza a Predazzo, struttura che resta strategica e attiva 24 ore su 24 per affrontare tutte le necessità. "Attivo inoltre il Dipartimento di prevenzione della Provincia per i monitoraggi e le analisi di acqua e alimenti, senza dimenticare la sorveglianza epidemiologica gestita dal laboratorio di microbiologia dell'ospedale di Trento", evidenzia Racanelli. "E' un lavoro di rete di tutta la comunità".
Una novità? A entrare in gioco l'ospedale specializzato in riabilitazione Villa Rosa di Pergine Valsugana. Struttura che accoglie prioritariamente, in fase post-acuta, persone con esiti di lesioni del sistema nervoso centrale, con politraumi e con esiti di interventi chirurgici ortopedici maggiori. Il servizio tratta inoltre, principalmente in regime ambulatoriale, pazienti con patologie ortopediche minori e reumatologiche. C'è stato un potenziamento e rafforzamento del polo.
"E' un punto di riferimento per le valutazioni ultraspecialistiche e per l'eventuale gestione clinica personalizzata di casi particolari", spiega il medical care manager in Trentino. "Un centro di eccellenza che è stato ulteriormente rafforzato e che dopo questo evento può avere ancora di più un ruolo di esempio a livello nazionale ma anche internazionale".
Ci sono poi le medical station con personale qualificato alle sedi di gara: medici esperti in pronto soccorso, anestesisti e infermieri specializzati. "Naturalmente tutta la rete del sistema ospedaliero provinciale è poi indirettamente interessata. Gli sforzi sono massimi per garantire la qualità più alta possibile", continua Racanelli. "Il numero dei professionisti, per esempio, attivi a vario titolo non si riduce per il passaggio dalle Olimpiadi alle Paralimpiadi. C'è un investimento forte sulla valorizzazione delle risorse umane per questo evento".
Insomma, non si abbassa la guardia e le Paralimpiadi possono lasciare un'eredità ancora più tangibile sul territorio in termini operativi. "Non solo le Olimpiadi ma anche questo evento è un'opportunità per affinare ulteriormente le procedure perché l'approccio è ancora più individuale e complesso. In questo modo si può avvicinare la cura al paziente e costruire un percorso su misura in generale per i cittadini. Inoltre si rafforza la capacità di risposta del sistema sanitario pubblico nell'attività ordinaria in generale".
Un appuntamento quindi altamente formativa. "Sono impegnati gli studenti specializzandi in medici di emergenza e urgenza, anestesia e rianimazione, radiologia e fisiatria. C'è poi il coinvolgimento delle professioni sanitarie, in particolare infermieristica. Le Paralimpiadi permettono di toccare tutti gli aspetti del mondo e dell'ambito sanitario, un impegno a 360 gradi che lascerà un'importante legacy di metodologie, strumentazioni e approccio alla cura. Si possono incamerare competenze, esperienze e conoscenze che rappresentano un investimento per il futuro", conclude Racanelli.












