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Trento
01 marzo | 19:56

"Un'accessibilità migliore ai servizi e una presa in carico personalizzata", la sanità trentina pronta alle Paralimpiadi: Tesero raddoppia e entra in gioco Villa Rosa

Archiviate le Olimpiadi, l'organizzazione mette a punto i dettagli per le Paralimpiadi. In Trentino le gare di biathlon e sci di fondo. Anche la sanità lavora per rimodulare i servizi per i Giochi invernali. Il care manager Vito Racanelli: "L'impegno non cambia e questo evento è un'opportunità per migliorare il sistema in generale. E' anche un'organizzazione altamente formativa per gli studenti della facoltà di medicina" 

"Un'accessibilità migliore ai servizi e una presa in carico personalizzata"

TRENTO. Chiuse le Olimpiadi, il Trentino pensa alle Paralimpiadi. Ancora protagonista la val di Fiemme. In questo caso niente gare a Predazzo mentre Tesero raddoppia e ospita gli appuntamenti di sci nordico e biathlon. Non c'è tempo di tirare il fiato e la macchina organizzativa è pienamente operativa per raggiungere gli standard necessari per un appuntamento che non è assolutamente secondario. In questo anche la sanità in queste settimane pianificano e mettono a punto i dettagli.

 

Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici e paralimpici invernali, l’assistenza sanitaria è affidata infatti direttamente al Servizio sanitario pubblico (Qui articolo). Un modello che richiede di integrare pienamente i servizi con l'allargamento ai canali dedicati alla famiglia olimpica – atleti, staff e accreditati – con quelli rivolti a cittadini, turisti, volontari e spettatori. Tutto in raccordo con il Comitato olimpico internazionale e il Coni sul fronte delle autorità sportive, ma anche con i sistemi della sanità di Lombardia e di Veneto.

 

Le Olimpiadi si sono chiuse con grande soddisfazione anche per la sanità, i carichi di lavoro sono aumentati ma il sistema ha retto e l'obiettivo è ripetere le performance con le Paralimpiadi. "Gli standard tra i due eventi non differiscono e sono quasi gli stessi", le parole a il Dolomiti di Vito Racanelli, medical care manager in Trentinoil professore dell'Università di Trento è la figura individuata da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari chiamata a gestire la pianificazione sanitaria per i Giochi. "Abbiamo già avuto gli incontri con i responsabili delle delegazioni e con gli staff medici delle squadre per avere un quadro definito delle procedure".

 

La cornice resta quasi invariata rispetto alla puntata precedente (Qui articolo). Gli ospedali designati sono Cavalese e Trento, quest'ultimo per affrontare in particolare eventuali situazioni cliniche più complesse. Durante le gare, c'è sempre l'elicottero dislocato in piazzola in caso di necessità. "Ci sono inoltre i doppi percorsi differenziati per turisti/residenti e per la famiglia paralimpica", dice Racanelli. "Ci sono state alcune modifiche alle strutture per agevolare l'accessibilità e migliorare la fruizione degli spazi". 

Confermato il Policlinico all'interno del Villaggio Olimpico della Scuola alpina della Guardia di finanza a Predazzo, struttura che resta strategica e attiva 24 ore su 24 per affrontare tutte le necessità. "Attivo inoltre il Dipartimento di prevenzione della Provincia per i monitoraggi e le analisi di acqua e alimenti, senza dimenticare la sorveglianza epidemiologica gestita dal laboratorio di microbiologia dell'ospedale di Trento", evidenzia Racanelli. "E' un lavoro di rete di tutta la comunità". 

 

Una novità? A entrare in gioco l'ospedale specializzato in riabilitazione Villa Rosa di Pergine Valsugana. Struttura che accoglie prioritariamente, in fase post-acuta, persone con esiti di lesioni del sistema nervoso centrale, con politraumi e con esiti di interventi chirurgici ortopedici maggiori. Il servizio tratta inoltre, principalmente in regime ambulatoriale, pazienti con patologie ortopediche minori e reumatologiche. C'è stato un potenziamento e rafforzamento del polo.

 

"E' un punto di riferimento per le valutazioni ultraspecialistiche e per l'eventuale gestione clinica personalizzata di casi particolari", spiega il medical care manager in Trentino. "Un centro di eccellenza che è stato ulteriormente rafforzato e che dopo questo evento può avere ancora di più un ruolo di esempio a livello nazionale ma anche internazionale".

 

Ci sono poi le medical station con personale qualificato alle sedi di gara: medici esperti in pronto soccorso, anestesisti e infermieri specializzati. "Naturalmente tutta la rete del sistema ospedaliero provinciale è poi indirettamente interessata. Gli sforzi sono massimi per garantire la qualità più alta possibile", continua Racanelli. "Il numero dei professionisti, per esempio, attivi a vario titolo non si riduce per il passaggio dalle Olimpiadi alle Paralimpiadi. C'è un investimento forte sulla valorizzazione delle risorse umane per questo evento".

 

Insomma, non si abbassa la guardia e le Paralimpiadi possono lasciare un'eredità ancora più tangibile sul territorio in termini operativi. "Non solo le Olimpiadi ma anche questo evento è un'opportunità per affinare ulteriormente le procedure perché l'approccio è ancora più individuale e complesso. In questo modo si può avvicinare la cura al paziente e costruire un percorso su misura in generale per i cittadini. Inoltre si rafforza la capacità di risposta del sistema sanitario pubblico nell'attività ordinaria in generale". 

 

Un appuntamento quindi altamente formativa. "Sono impegnati gli studenti specializzandi in medici di emergenza e urgenza, anestesia e rianimazione, radiologia e fisiatria. C'è poi il coinvolgimento delle professioni sanitarie, in particolare infermieristica. Le Paralimpiadi permettono di toccare tutti gli aspetti del mondo e dell'ambito sanitario, un impegno a 360 gradi che lascerà un'importante legacy di metodologie, strumentazioni e approccio alla cura. Si possono incamerare competenze, esperienze e conoscenze che rappresentano un investimento per il futuro", conclude Racanelli.

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