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Università di Trento al top in Europa per didattica e ambiente d'apprendimento

Buona la performance anche per la reputazione nel mondo del lavoro. Secondo Times Higher Education l'Università di Trento si colloca al trentaseiesimo posto della classifica generale, il migliore risultato tra gli atenei italiani 

Di Luca Andreazza - 12 July 2018 - 19:14

TRENTO. Sono Oxford, Cambridge e La Sorbona le migliori università secondo Times Higher Education. Ma in questa graduatoria brilla anche l'Università di Trento che si colloca al trentaseiesimo posto della classifica generale, la migliore performance tra gli atenei italiani. Una conferma per il polo trentino, che ogni anno chiude ai vertici nei principali ranking di settore (Qui info e classifica completa).

 

In questo caso l'ateneo raggiunge un ottimo risultato tra le migliori università nella reputazione del mondo del lavoro e la didattica. E se il gotha delle università a livello europeo piazza alle prime posizioni, quella trentina segue a ruota.

 

"Le classifiche vanno sempre prese con cautela e maneggiate con cura - commenta Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento -. Non nascondo, però, la soddisfazione per questo nuovo riconoscimento. Da Europe Teaching Rankings emerge, infatti, che siamo la prima università italiana su oltre 240 atenei europei".

 

Un risultato particolarmente positivo nell'indice didattica e ambiente dell'apprendimento, che rappresenta così un fiore all'occhiello per l'Università di Trento che precede tutti gli atenei italiani, soprattutto i 25 esaminati e valutati.

 

"Studenti e studentesse - prosegue il rettore - sono sempre molto esigenti e se si ottiene da loro un giudizio positivo significa che il nostro ateneo è davvero una comunità capace di offrire didattica e servizi di qualità".

 

Gli indicatori sono raggruppati in quattro aree: quanto l’istituzione coinvolge gli studenti (Engagement), l’adeguatezza delle risorse umane e strutturali dell’ateneo (Resources), quanto l’istituzione fornisce agli studenti un’offerta rispondente ai loro bisogni (Outcomes), se l’ambiente di insegnamento e apprendimento è inclusivo (Environment).

 

"Sono d'accordo con il rettore - dice Federico Crotti, presidente del consiglio degli studenti dell'Università di Trento -. I ranking vanno sempre presi con le pinze, ma comunque queste notizie sono una bella soddisfazione per la nostra Università. Ora non adagiamoci sugli allori, ma lavoriamo per rendere ancora migliori le nostre modalità didattiche".

 

Metà del punteggio complessivo degli atenei si basa sui risultati di una ricerca che nei mesi scorsi aveva coinvolto oltre 30 mila studenti in Europa con domande su vari aspetti della qualità della didattica, dell’ambiente di apprendimento e sulla capacità dell’università di saper rispondere alle esigenze della comunità studentesca nel fornire un’adeguata formazione e preparazione.

 

In particolare viene analizzato da un lato la capacità di sviluppare un pensiero critico, trasversale, ancorato alla realtà e in grado di rispondere a quanto chiede il mercato del lavoro e, dall’altro le opportunità che l’Ateneo mette in gioco per stimolare la conoscenza, l’interazione tra studenti e corpo accademico, ma anche lo studio disciplinare organizzato in piccoli gruppi tramite l'apprendimento collaborativo.

 

L’altra metà del punteggio è calcolata, invece, sulla base di alcuni indicatori quantitativi che misurano la qualità delle risorse a disposizione delle università in termini di didattica e produttività scientifica (numero di articoli pubblicati e di citazioni), regolarità degli studi (percentuale di studenti che conseguono il titolo nei tempi previsti) e inclusività (equa distribuzione di genere nelle componenti studentesca e accademica).

 

Buona anche la reputazione degli atenei nel mondo del lavoro, che chiude tra le migliori 250 dietro alle italiane quali Politecnico di Milano, unica realtà tricolore nella Top100, ma a ridosso di Bologna e Roma, Padova e Napoli

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