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| 17 lug 2025 | 16:41

L'Università di Trento prima in Italia tra i 'medi' atenei statali: la classifica Censis. A livello nazionale immatricolazioni +5,3%

Nell'edizione 2025/2026 la classifica Censis conferma il primo posto di UniTn tra le università 'medie' (fino a 20mila iscritti). Primo posto tra i 'piccoli' atenei non statali anche per la Libera università di Bolzano

di Redazione

TRENTO. L'Università di Trento si conferma al vertice in Italia tra gli atenei statali 'medi' (tra i 10 e i 20mila iscritti). A confermarlo è l'edizione 2025/2026 della classifica Censis, che da ormai 25 anni fornisce un'articolata analisi del sistema universitario nazionale basata sulle valutazioni degli atenei statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni.

 

Diverse le voci prese in considerazione per fornire i punteggi: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità.

 

Dopo Trento, con un punteggio complessivo di 93,7, nella classifica dei 'medi' atenei statali si trova come lo scorso anno l'Università di Udine, che condivide la posizione con l'Università Politecnica delle Marche con il punteggio di 92,2. Terzo gradino del podio invece per l'Università di Siena (89,7).

 

Retrocede al quarto posto l’Università di Sassari (88,8, -1 posizione). Il quinto e il sesto posto sono, invece, detenuti dall’Università di Trieste (88,7, +2 posizioni) e dall’Università CaFoscari di Venezia (88,0). Sale di cinque posizioni, occupando il settimo posto in classica, l’Università del Piemonte Orientale (87,8), mentre resta stabile all’ottavo posto l’Università di Brescia (87,3) inseguita dall’Università di Bergamo (86,2, nona, +2 posizioni) e di Urbino (84,0, decima, -1 posizione).

 

Dall’undicesima alla quindicesima posizione si trovano, nell’ordine: l’Università dell’Insubria (83,8, +2 posizioni), di Napoli Parthenope (83,7), del Salento (83,5, -3 posizioni), di Foggia (82,5, +1 posizione) e dell’Aquila (82,0, -1 posizione) Si posizionano, infine, al penultimo ed all’ultimo posto della classifica dei medi atenei statali l’Università Magna Graecia di Catanzaro (79,8) e l’Università di Napoli L’Orientale (79,2), new entry lo scorso anno tra i piccoli atenei statali.

 

Prima posizione anche per la Libera Università di Bolzano (95,2) tra gli atenei non statali 'piccoli' (fino a 5mila iscritti), seguita in seconda posizione dall'Università di Roma Europea (87) e, in terza, dall'Università Campus Biomedico di Roma (86,8).

 

Per quanto riguarda invece i 'mega' atenei statali (con oltre 40mila iscritti) le prime due posizioni sono occupate stabilmente anche quest'anno dall'Università di Padova, prima con un punteggio complessivo di 90,3, seguita dall'Università di Bologna (87,7). Sale in terza posizione l'Università di Pisa che con 84,7 punti totali scala 3 posizioni della classifica, superando la Sapienza di Roma che scende al quarto posto (84,2), ex aequo con l'Università statale di Milano, che rispetto allo scorso anno guadagna una posizione.

 

Sale al quinto posto l'Università di Firenze (lo scorso anno in ottava posizione) con il punteggio di 83,5, seguita dall'Università di Torino (83,0 + 1 posizione) e dall'Università di Palermo (82,3, -3 posizioni). Torna tra i mega atenei l'Università di Bari (75,7), che si colloca in penultima posizione, precedendo l'Università di Napoli Federico II (75,5) che chiude la classifica.

 

A livello generale, secondo i dati provvisori dell'Anagrafe nazionale degli studenti universitari, nell'anno accademico 2024/2025 si registra un sensibile incremento degli immatricolati, aumentati del 5,3% rispetto a marzo 2024. A livello territoriale la situazione è eterogenea: sono gli atenei delle regioni centrali a registrare l’aumento più alto di immatricolati (+14,0%), seguiti dagli atenei meridionali (+6,1%), mentre al Nord l’ampliamento della platea universitaria è sensibilmente più ridotto: +2,0% di nuovi iscritti negli atenei del Nord-Est e -0,9% negli atenei del Nord-Ovest. L’area disciplinare Giuridica, economica e sociale raggiunge il 35,4% delle immatricolazioni, grazie ai corsi di laurea in economia con il 43,1% delle nuove iscrizioni. Seconda per numero di immatricolazioni è l’area delle discipline Stem (28,6%, di cui il 42,6% nei corsi di ingegneria industriale e dell’informazione). In terza posizione si colloca l’area Sanitaria e Agro-Veterinaria con il 18,4% di immatricolati (di cui il 66,7% in ambito medico-sanitario e farmaceutico). In quarta ed ultima posizione l’area Artistica, letteraria ed educazione (il 17,6% degli immatricolati, di cui il 29,1% ha scelto corsi di laurea del gruppo educazione e formazione).

 

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