Times Higher Education : l’università di Trento e la Libera Università di Bolzano tra le 400 migliori università al mondo
L'edizione 2026 prende in esame 2.1991 università di 115 paesi e colloca inserisce l’Università di Trento e la Libera Università di Bolzano tra le oltre 50 università italiane incluse nel ranking

TRENTO. La classifica Times Higher Education World University Rankings 2026, tra le più influenti al mondo, valuta la qualità complessiva degli atenei più orientati alla ricerca, e inserisce l’Università di Trento e la Libera Università di Bolzano tra le oltre 50 università italiane incluse nel ranking.
La classifica dell’edizione 2026, pubblicata ad ottobre di quest’anno, prende in esame 2.1991 università di 115 paesi, e a differenza di altre classifiche, non valuta i singoli corsi o dipartimenti, ma guarda l’università nel suo insieme.
Per farlo, mette insieme i numeri analizzando: la didattica come ambiente in cui si formano i nuovi ricercatori, la produzione scientifica tramite pubblicazioni e citazioni, reputazione accademica basata su sondaggi tra docenti e studiosi, l’impatto sull’industria e il mondo del lavoro e infine l’apertura internazionale con studenti, collaborazioni e docenti da tutto il mondo.
La prima tra gli atenei italiani è l’Università di Bologna al 130esimo posto, seguita dalla Scuola Normale Superiore di Pisa al 137esimo posto e La Sapienza di Roma al 170esimo.
L’Università di Trento si colloca nella fascia 301-350 per internazionalizzazione e collaborazione Ue che ottiene 33.7 punti per l’insegnamento, 35.1 punti per ambiente e ricerca, 78,9 punti per la qualità della ricerca, e 70.7 punti per l’industria. Segue Bolzano nella fascia 351-400 per internazionalizzazione e ricerca applicata in crescita con 33.3 punti per l’insegnamento, 23.1punti per ambiente e ricerca, 85,9 punti per la qualità della ricerca, 46.1 punti per l’industria e un elevato punteggio per l’attrattività internazionale con 78,9.
Oxford resta al primo posto per il decimo anno consecutivo, confermandosi il punto di riferimento mondiale per la qualità della ricerca e la solidità del sistema accademico britannico, seguito da Massachusetts al secondo posto, e Cambridge e l’Università di Princeton al terzo posto pari merito.
Da un lato, si osserva un incremento generale nella posizione in classifica: sempre più università italiane raggiungono le fasce medio-alte, indicando che la qualità della ricerca e dell'insegnamento è ormai diffusa e apprezzata. Dall’altro lato, permangono le sfide legate all’internazionalizzazione e ai finanziamenti strutturali, due elementi fondamentali per competere con le grandi università globali. Saranno gli anni a venire a stabilire se gli atenei italiani riusciranno a trasformare i segnali positivi del 2026 in una crescita solida e duratura.












