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Coronavirus, impossibile per gli studenti di altre università usare le biblioteche di UniTn. L'appello: ''Vogliamo tornare a studiare alla Buc''

La pandemia ha portato a regole rigide per poter usufruire delle tre uniche biblioteche universitarie aperte a Trento e Rovereto. Per entrare servono le credenziali dell'Università di Trento. Meneghini: ''Incontreremo gli studenti per trovare una soluzione assieme''

Pubblicato il - 09 settembre 2020 - 18:51

TRENTO. Avere la possibilità di studiare in una biblioteca o aula studio universitaria. E' questa la richiesta che arriva dai diversi studenti trentini fuori sede costretti a ritornare a Trento a causa dell'emergenza Covid-19.

 

Abitualmente questi studenti, non iscritti al'ateneo trentino ma bensì a quello di altre città, potevano usufruire senza alcun problema delle aule studio e biblioteche d'ateneo quando tornavano a casa a Trento. La situazione, però è cambiata ora a causa della pandemia.

 

A maggio, infatti l'Università di Trento, a seguito anche della richiesta del Consiglio degli studenti, ha deciso di aprire tre biblioteche, quelle esterne ai dipartimenti: la Buc alle Albere, la biblioteca di Povo e quella di Rovereto. Ovviamente tutto questo con l'osservanza di regole molto ferree che vanno dalla sanificazione delle postazioni usate alla riduzione della capienza per far rispettare il distanziamento sociale.

 

Tra i provvedimenti adottati, però, vi è anche quello di una sorta di tracciamento di tutte le persone che entrano. Questo per ricostruire i contatti in caso si verificasse un contagio. Il tracciamento avviene tramite le credenziali di ateneo. Un metodo che di conseguenza ha portato all'esclusione di tutti gli studenti che provengono da altre università. 

 

Da qui l'appello che è arrivato da un gruppo di studenti sui social con l'annuncio anche di una petizione.

“Grazie alle continue richieste che abbiamo fatto come Consiglio degli Studenti siamo riusciti a far riaprire queste tre biblioteche ma gli accorgimenti sono molti e tra questi vi è questo tracciamento che impedisce a tutti gli studenti che non sono di Unitn di usufruire delle sale studio. Possono farlo solo gli universitari che studiano a Trento e i dipendenti di Ateneo” ci spiega il presidente del Consiglio degli studenti, Edoardo Meneghini.

 

Nell'ultima seduta del Senato accademico, avvenuta quest'oggi, sono state presentate dal mondo studentesco nuove richieste per cercare di ampliare l'apertura degli spazi studi a disposizione. “Non ci aspettiamo che tutto venga risolto da un giorno all'altro – spiega Meneghini – ma il prima possibile con l'inizio delle lezioni chiediamo vengano aumentati gli spazi studio ovviamente sempre nel rispetto delle regole”.

 

E per gli studenti che provengono da altri atenei e quindi non in possesso delle credenziali Unitn? L'apertura delle biblioteche comunali di Trento e Rovereto non hanno ovviamente risolto la soluzione. “Ci siamo già messi in contatto con un gruppo di giovani che hanno sollevato questo problema e che si trovano, a causa delle regole covid19, in una zona d'ombra – ha proseguito il presidente del Consiglio degli Studenti - e la situazione è ancora molto complessa all'Università con delle linee guida rigide da rispettare ma è nostra intenzione incontrarli per elaborare assieme una soluzione ed eventualmente presentare una richiesta formale e congiunta. Vogliamo risolvere il problema”.

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