Università, controlli elettronici alle entrate dei dipartimenti e tamponi gratuiti. Le proposte di Udu: ''Serve sicurezza ma anche rispetto della privacy''
L'Unione degli Universitari: "Ribadiamo la nostra convinzione nell'utilizzo del Green Pass come strumento di controllo per l'accesso agli edifici universitari a tutela della comunità accademica tutta, ma crediamo anche che non possano essere ignorati i bisogni di migliaia di studenti e studentesse. Vogliamo che questi controlli siano effettuati a tappeto all'ingresso, attraverso dei totem”

TRENTO. Controlli a tappetto all'entrata delle facoltà con sistemi elettronici per garantire la privacy e gratuità dei tamponi per la popolazione studentesca. Sono queste alcune delle richieste che sono state presentata dell'Unione degli Universitari in vista del 13 settembre quando inizieranno le lezioni per gli oltre 17mila studenti e studentesse dell’Università di Trento.
Per gli studenti, dopo un anno e mezzo di pandemia e conseguente sperimentazione di nuove modalità didattiche, ora si stanno attraversando le ultime settimane prima dell’inizio delle lezioni con la stessa incertezza che ha caratterizzato l'ultimo anno accademico.
La volontà dell'Ateneo è quella di un ritorno in presenza al 100%, con un utilizzo degli spazi a capienza completa. “Esprimiamo una grande soddisfazione – spiegano gli studenti - nel ritornare in aula, e ribadiamo la nostra convinzione nell'utilizzo del Green Pass come strumento di controllo per l'accesso agli edifici universitari a tutela della comunità accademica tutta, ma crediamo anche che non possano essere ignorati i bisogni di migliaia di studenti e studentesse. Vogliamo che questi controlli siano effettuati a tappeto all'ingresso, attraverso dei totem”.
Il controllo elettronico garantisce, spiegano, “La privacy di studenti e studentesse e tutela gli studenti transgender da outing pubblici causati dalla possibile non rispondenza del nome sul green pass all'aspetto fisico della persona. Qualora ciò non fosse possibile, chiediamo almeno che nella formazione di chi eseguirà i controlli, venga inserita una preparazione specifica a eventi di questo genere per limitare l'intrusione nella privacy dei singoli”.
Citando le persone con fragilità, costrette ad esporsi ad un rischio concreto di contagio, l'Unione degli Universitari chiede “la gratuità dei tamponi per tutte e tutti noi sul territorio del Trentino, in modo da garantire un monitoraggio tempestivo del contagio nelle facoltà”.
Una questione, questa, che sembra però essere già scartata per due motivi: sapere di poter fare tamponi gratis disincentiverebbe i più giovani a immunizzarsi. Oltre a questo deriverebbe dal concetto di obbligatorietà dei tamponi per determinate categorie che ne esclude la gratuità. Sulla questione sono comunque in corso degli approfondimenti e proprio in questo giorni docenti, studenti e rettore si starebbero confrontando.
Considerate anche le difficoltà economiche che la crisi pandemica ha portato alle famiglie, con le conseguenze sociali che comportano vengono poi chieste modalità di accompagnamento alla didattica previste per chi non potrà frequentare, mantenendo un'offerta didattica il più vicino possibile agli standard della lezione in presenza. “La didattica a distanza è stata una soluzione emergenziale, ma gli strumenti appresi possono essere sfruttati al meglio anche in un ritorno alla (quasi) normalità” continuano gli studenti. “Crediamo – continuano - ove possibile, importante garantire lo streaming e/o la registrazione audio e video delle lezioni utile per tutelare le necessità di tutte e tutti".
Esiste poi un’ulteriore questione che non va sottovalutata: gli studenti e le studentesse internazionali potrebbero non essere vaccinati o perché nei loro Paesi d'origine la campagna vaccinale non li ha ancora inclusi o perché in Italia non hanno avuto tempo sufficiente per ricevere le due dosi. “Per loro – spiega Udu - accedere al vaccino sarà particolarmente complesso in quanto, oltre che prevedere una spesa economica per l'iscrizione al SSI, comporta anche dei tempi d'attesa che potrebbero comportare la lesione della possibilità di partecipare alle lezioni. Chiediamo quindi ulteriore cautela per questa categoria di studenti e studentesse”.













