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Coronavirus, i sindacati: ''Estendere uso dei test salivari nelle scuole. A pochi giorni dall'avvio delle lezioni troppe incertezze: ci si limita alle indicazioni da Roma''

I sindacati chiedono a piazza Dante dati precisi sulla campagna vaccinale che interessa il personale scolastico: "E' il secondo anno che la scuola e l’università devono gestire l’impatto dell’emergenza sanitaria. Quest’anno abbiamo il vaccino e questo è sicuramente un importante strumento di contrasto alla diffusione del virus e per scongiurare il ritorno alla Dad"

Di Luca Andreazza - 10 settembre 2021 - 15:26

TRENTO. "Siamo alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico e accademico ma ci sono ancora molte incertezze sulla gestione dell'organizzazione legata al Green pass". A dirlo Cinzia Mazzacca, segretaria della Flc Cgil. "Ancora parole e solo parole", il commento di Pietro di Fiore e Marcella Tomasi, rispettivamente segretari della Uil Scuola e della Funzione pubblica, mentre Stefania Galli (Cisl scuola) aggiunge: "La Pat naviga a vista, senza preparare nulla ma attende esclusivamente indicazioni da Roma, ma il Trentino avrebbe l'opportunità di prevedere percorsi diversi".

 

Prima un confronto tra l'assessorato all'istruzione, il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura, Roberto Ceccato, la sovrintendente Viviana Sbardella e i dirigenti scolastici. Al centro della riunione il punto sulla ripartenza dell’anno scolastico che da lunedì vedrà tornare sui banchi gli studenti di primaria e secondaria, di primo e secondo grado.

 

"In vista del riavvio delle lezioni, la Provincia ha messo in campo una serie di interventi aggiuntivi per garantire che si tengano al 100% in presenza", si legge nella nota di piazza Dante: l’assessore all’istruzione ha ricordato gli investimenti per consentire di raggiungere questo obiettivo. A partire dalle circa 200 corse in più di mezzi pubblici e delle quasi 200 unità aggiuntive tra docenti e personale amministrativo e ausiliario resi necessari per fare fronte alle regole imposte dal Covid. La sovrintendente Sbardella ha voluto ricordare alcune progettualità che caratterizzeranno il nuovo anno scolastico, tra cui l’impegno sul tedesco, il Progetto Rondine, e la carriera docenti.

 

Successivamente c'è stato un vertice con le parti sociali, queste ultime uscite però insoddisfatte dall'incontro. In queste ore il governo ha varato un nuovo decreto: sarà obbligatorio anche per i genitori che entreranno negli istituti (Qui articolo). Su quest'ultimo punto, l’assessorato all’istruzione "ricorda che al momento non è ancora arrivato il testo ufficiale del nuovo decreto che sarà recepito nei prossimi giorni da una specifica ordinanza provinciale, che terrà conto dei tempi organizzativi necessari per dare corretta applicazione alle disposizioni di legge in via di predisposizione. Si precisa, tuttavia, che l'indicazione, al fine di garantire un corretto avvio dell'anno scolastico, è di tenere in considerazione quelle che sono le esigenze di accompagnamento delle famiglie degli alunni più piccoli. E questo sarà la linea di recepimento dell'ordinanza".

 

A ogni modo il primo giorno di scuola (in presenza) è lunedì 13 settembre per 69.560 studenti trentini. Tanti sono gli iscritti all’anno formativo 2021/2022 in Trentino, sia negli istituti a carattere statale e provinciale che in quelli paritari. Riguardo esclusivamente al primo ambito, sono 3.282 le classi totali divise tra scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado. A queste cifre si aggiungono i circa 7 mila docenti e i 2 mila amministrativi, tecnici e ausiliari in organico Ata.

 

Per quanto riguarda l’annata 2021/2022, sono 25.530 gli iscritti alla scuola primaria, 16.837 alla secondaria di secondo grado, 21.279 alle secondarie di secondo grado, 5.914 alla formazione professionale. Il totale degli iscritti vede un contenuto calo, pari allo 0,86% sull’anno scolastico precedente, in linea con l’andamento demografico. In crescita dell’1,8% le iscrizioni ai licei.

 

Sono 61.355 gli studenti con cittadinanza italiana, l’88,20% del totale, gli studenti con cittadinanza straniera 8.205 (11,80%), di cui 5.321 (64,85%) nati in Italia, 2.884 nati all’estero (35,15%). A livello finanziario, ammonta a più di 773 milioni il totale delle risorse investite nel 2021 dall’amministrazione provinciale nella scuola trentina. La crescita rispetto al 2020 è pari a 16 milioni e 700.000 euro. La voce “investimenti nel sistema educativo e formativo” è cresciuta di oltre 28 milioni.

 

"Per favorire l’accesso ai tamponi per tutto il personale della scuola e dell'Università, con l'obiettivo di garantire il rientro in sicurezza al lavoro, evitare attese e ritardi che potrebbero impattare negativamente anche sull’organizzazione del servizio, la Provincia dovrebbe attivare delle convenzioni con l’Azienda sanitaria e le farmacie. Sarebbe opportuno, inoltre, che piazza Dante rendesse disponibili i tamponi salivari sviluppati dal Cibio, attendibili e meno invasivi". Queste le richieste del sindacato di via Muredei che ha inoltre evidenziato la necessità di conoscere esattamente la percentuale di vaccinati in ogni ordine di scuola e all’università.

 

"Il tema della tutela della salute e della sicurezza è prioritario - dice Mazzacca - anche per scongiurare un ritorno alla didattica a distanza. Ci sembra però che l’assessorato non abbia ancora una strategia precisa. Abbiamo chiesto l’attivazione di convenzioni e canali preferenziali per i tamponi, non solo per il personale non vaccinato, ma per tutti. Ha insistito anche sull’uso dei test salivari, ma la Giunta continua a temporeggiare: non è chiaro ancora per quale ragione".

 

I test salivari in questa fase rientrano nel progetto "sentinella" (Qui articolo) ma si valuta un'estensione più capillare. "Il laboratorio è stato finanziato dalla Pat tramite Apss. Crediamo inoltre che ridurre il campo di applicazione dei tamponi salivari ai soli casi di emergenza, come ha annunciato il presidente Fugatti, sia insufficiente vista la grande quantità di tamponi che il laboratorio sarebbe in grado di analizzare e gli investimenti economici già sostenuti: è uno spreco inutile e dannoso per la salute, prima che per la nostra economia", prosegue Mazzacca. "È il secondo anno che la scuola e l’università devono gestire l’impatto dell’emergenza sanitaria. Quest’anno abbiamo il vaccino e questo è sicuramente un importante strumento di contrasto alla diffusione del virus. Resta però la delusione per quanto si poteva fare e si è deciso di non fare solo per scelte di investimento, dal numero di studenti per classe al trasporto pubblico, al potenziamento degli organici. Sicuramente non sarà un anno scolastico in discesa".

 

Un cambio di passo, la richiesta della Cisl. "Si aspettano indicazioni da Roma - dice Galli - per poi adeguarsi senza riflessioni e approfondimenti. Purtroppo l'incontro si è rivelato interlocutorio ma le date di avvio dell'anno scolastico si conoscono da tempo e ci si sarebbe potuti preparare con diversi piani d'azione. Troppa lentezza anche per l'utilizzo dei test salivari che potrebbero rappresentare un'opportunità importante per la sorveglianza sanitaria. Inoltre non si conoscono nemmeno i dati della copertura vaccinale: siamo in linea con i numeri nazionali, però non c'è una valutazione caso per caso. I no vax sono una minoranza e si sarebbe potuta prevedere una campagna informativa per convincere gli incerti e i ritardatari. Invece c'è una semplice applicazione delle regole dalla capitale. Il Trentino avrebbe invece le possibilità di intervenire in maniera diversa".

 

A tre giorni dal suono della prima campanella non ci sono soluzioni concrete da parte dalla Provincia anche per la Uil scuola. "L’assessore e il dirigente generale del Dipartimento hanno potuto offrire certezze, risposte puntuali alle diverse situazioni di difficoltà che si sono venute a creare. Chiarita la responsabilità grave del governo nazionale, resta la mancanza di risposte concrete in Trentino. Alcune di novità necessitano di modifiche contrattuali. Altre meritano la collaborazione e la decisione politica degli assessorati Sanità e Istruzione. Impegni e risposte che ancora oggi non abbiamo sul tavolo", conclude Di Fiore e Tomasi.

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