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| 30 lug 2022 | 06:01

Scuola, tra pandemia e assunzioni bloccate tante le incertezze da settembre. La Cgil: ''Vanno confermati gli organici Covid per garantire i protocolli di sicurezza''

Il quadro epidemiologico è peggiorato e ci sono grandi preoccupazioni per l'autunno, i sindacati si aspettano risorse per i protocolli Covid, ma anche per l'accoglienza degli studenti ucraini. Dalle assunzioni al rinnovo del contratto, tante le incertezze. La segretaria della Flc Cgil, Cinzia Mazzacca: "Un problema, che abbiamo fatto presente più volte, è che gli organici degli uffici provinciali sono fortemente sotto organico e diventa difficile accelerare sui provvedimenti"

TRENTO. "Ci aspettiamo che vengano inserite a bilancio le risorse per confermare gli organici Covid ma anche finanziamenti per poter garantire il massimo della qualità agli studenti ucraini in Trentino". A dirlo Cinzia Mazzacca, segretaria della Flc Cgil, nel fare un punto sul mondo della scuola a poco più di un mese dall'avvio delle lezioni. "E' necessario prevedere le attività di rinforzo, di recupero e sorveglianza per avere cura e attenzione nei confronti degli alunni". 

 

Il quadro epidemiologico è peggiorato con un contagio che appare in risalita in questo mese di luglio e si colloca a livelli primaverili. L'incidenza è molto alta sul territorio provinciale: 825,95 casi ogni 100 mila abitanti nella settimana 4-10 luglio, 1.032,34 nel periodo 11-17 luglio e 863,39 tra il 18 e il 24 luglio. Un andamento che si riflette anche sulle ospedalizzazioni, seppur sotto controllo e sotto le soglie d'allerta, i ricoveri sono saliti al 13% in area medica e al 2% in terapia intensiva. Con le quarte dosi praticamente ferme, c'è molta preoccupazione per l'autunno. 

 

E anche la scuola inizia a programmare il prossimo anno con le campanelle che suonano a settembre. "I dati registrati a giugno hanno superato quelli del 2021 e quindi serve molta attenzione - dice Mazzacca - la richiesta è quella di rifinanziare la misura dell'organico Covid. Non si tratta di numeri elevatissimi ma si parla di una sessantina di docenti e di una quarantina di collaboratori scolastici: persone che consentono una gestione migliore dei protocolli di sicurezza. Il rischio è quello di dover affrontare gli stessi problemi e quindi dobbiamo farci trovare pronti e avere soluzioni per tutti gli scenari possibili. Il limite delle classi dovrebbe essere confermato a 25 alunni che scende a 23 se c'è qualche Bes mentre si sale a 30 ragazzi negli Istituti professionali: serve una maggiore uniformità e una riflessione sull'acquisizione e sulla valorizzazione degli insegnanti di sostegno specializzati".

 

Per questo il sindacato di via Muredei chiede investimenti anche sugli edifici. "Ci sono alcuni edifici che presentano criticità importanti e per i quali è urgente intervenire o accelerare sui progetti di riqualificazione, per esempio al Liceo artistico oppure all'Istituto Pertini. Penso, però, anche ai sistemi di aerazione meccanica che aumenterebbero la sicurezza anche in chiave Covid. Molte di questi interventi - evidenzia la segretaria della Flc Cgil - attingono risorse attraverso l'attivazione del Pnrr ma la caduta del governo Draghi creare qualche incertezza in più". 

 

A inizio anno c'è stata poi l'aggressione militare della Russia in Ucraina. E il sistema di accoglienza si è messo in moto per far fronte anche a questa emergenza. C'è stato naturalmente anche uno sforzo da parte degli istituti. Nel corso di questi ultimi mesi alcuni alunni si sono collegati a distanza con il Paese d'origine, altri hanno frequentato le classi trentine e diversi studenti sono rientrati sul suolo ucraino. Oggi, sul fronte dell'inserimento e dell’integrazione scolastica, sono in totale 271 le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2022/2023 previste per gli studenti ucraini arrivati da marzo 2022 in Trentino (nello specifico, 152 iscritti alla primaria, 81 alle scuole medie, 31 alle superiori, 7 alla formazione professionale).

 

"Attualmente - dice la segretaria della Flc Cgil - ci sono solo alcune indicazioni generiche. Gli istituti e il personale si mette sempre a disposizione ma è chiaro che si tratta di un bisogno aggiuntivo. Servono risposte e risorse in termini di finanziamenti e di capitale umano per poter affrontare una situazione comunque complessa: ci sono situazioni particolari e delicate, oltre che la barriera linguistica da superare per poter integrare questi ragazzi e per poter interagire con profitto. L'accoglienza sul modello degli studenti ucraini deve essere messa in campo per tutti i bambini e i ragazzi in fuga da altre guerre e situazioni di emergenza umanitaria programmando, prevedendo e finanziando gli interventi necessari. La politica in generale dovrebbe saper prevedere tutte le possibilità, questo il suo compito. Speriamo di ricevere aggiornamenti a breve perché settembre è già vicino". 

 

Intanto è periodo di assunzioni per gli istituti. I concorsi ordinari (indetti a livello nazionale) per la scuola secondaria di primo e di secondo livello non risolvono i problemi ma consentono di dare qualche risposta al fabbisogno di insegnanti. Le procedure si sono bloccate per una quarantina di cattedre tra matematica alle superiori e italiano, storia e geografia alle medie. Ci sono stati alcuni ricorsi e alcuni quiz sono risultati sbagliati, così il ministero ha fermato tutto e il Trentino non ha potuto fare diversamente.

 

Ora c'è da recuperare e aggiornare i risultati degli scritti, recuperare eventuali esami orali e ricalcolare le graduatorie. "I tempi rischiano di diventare lunghi. E - prosegue Mazzacca - non si possono escludere ricorsi anche da quei docenti pronti a firmare il contratto a tempo indeterminato e diventato 'non idoneo' per un errore ministeriale". E la Pat si riorganizza di conseguenza mentre si predispone la graduatoria unificata per gli insegnanti di sostegno. "E' un provvedimento nazionale recepito da piazza Dante con una modifica e l'inserimento del criterio di almeno 3 anni di servizio: un intervento inutilmente peggiorativo dei requisiti di accesso perché porterà a stabilizzare meno personale specializzato. A ogni modo la promessa dell'assessorato è quella di essere pronti per metà agosto".

 

Poi via libera ai tempi determinati per centinaia di cattedre. "Si devono aggiungere il personale di segreteria e Ata. Un problema, che abbiamo fatto presente più volte, è che gli organici degli uffici provinciali sono fortemente sotto organico e più di tanto non possono accelerare. L'assessore Bisesti - spiega Mazzacca - dovrebbe farsi promotore in Giunta di queste difficoltà per poter intervenire in maniera strutturale ma si naviga a vista".

 

Un nodo è poi quello del contratto di settore e anche in questo caso la caduta del governo Draghi rischia di creare più di qualche incertezza. "La competenza è nazionale e dopo i due scioperi generali tra dicembre e marzo era stata avviata una trattativa che si è arenata con la crisi dell'esecutivo. A livello provinciale invece siamo attivi per il rinnovo dell'accordo che riguarda il personale Ata, gli assistenti educatori, l'infanzia e la formazione professionale".

 

Questa partita dovrebbe sbloccarsi a settembre. "Non avevamo firmato nulla in Apran - evidenzia Mazzacca - perché abbiamo smesso di credere nelle promesse della Provincia: le risorse sono state stanziate in assestamento di bilancio, riguardano il pubblico impiego in generale e ci aspettiamo un trattamento importante per la scuola. L'appuntamento del prossimo mese è importante: le aspettative riguardano un +5% del salario e poi la remunerazione degli arretrati e della progressione di carriera".

 

Nelle scorse ore è stato presentato un meccanismo per favorire un riconoscimento professionale agli insegnanti della scuola trentina: questo l’obiettivo a cui punta l’assessorato all’Istruzione. Nel merito della proposta di valorizzazione professionale dei docenti, la Cgil non oppone un netto 'No', ritiene però che ci siano delle criticità che vanno discusse e affrontate insieme al sindacato.

 

"Qualsiasi meccanismo di progressione di carriera dovrà comunque essere definito all’interno del contratto di lavoro e mantenere l'automatismo delle progressioni economiche per anzianità. Accanto all’aspetto normativo vanno stanziate anche le risorse per riconoscere dei nuovi profili professionali per prevedere sgravi orari e per gli incentivi economici. E’ chiaro che una modifica di questa portata non si può fare a costo zero".

 

Il sindacato ritiene positivo che il progetto abbia individuato criteri di riconoscimento collegati alla didattica, alla ricerca-azione, alla formazione, al tutoraggio dei docenti neo-assunti. Non condivide, però la scelta di incarichi permanenti che non consentirebbero una rotazione né l'accesso alle nuove funzioni a tutti i docenti che acquisiscono i requisiti.

 

C’è poi il nodo legato all’oggettività dei criteri di valutazione. “La scelta del concorso pubblico, con valutazione dei titoli professionali maturati nella vita lavorativa, dà sicuramente maggiori garanzie di imparzialità nella valutazione ma occorre definire attentamente le tipologie di prove e le modalità per la costituzione delle commissioni. Occorre inoltre, per assicurare l'universalità di accesso. Non siamo contrari a priori a meccanismi che favoriscano la formazione e il riconoscimento del percorso professionale e l’esperienza dei docenti. Ci appare però inopportuno affrontare questo tema adesso, quando dal 2018 tutto il personale della scuola attende il rinnovo del contratto. La priorità deve essere quella su tutto. Chi opera nella scuola, così come tutti gli altri lavoratori, è fiaccato dal carovita e dall’inflazione in continua crescita. Una situazione resa ancora più complessa per retribuzioni ferme ormai da troppo tempo. C’è una vera e propria emergenza salariale e prima devono essere rinnovati i contratti fermi dal 2018: l'assessore Bisesti deve concentrarsi su questi aspetti", conclude Mazzacca.

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