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Nidi di Trento, nuovo anno senza mascherine? ''Sicuramente ci sarà un patto educativo tra genitori e scuole per ridurre i contagi anche di altre malattie''

Ancora non si sa nulla sulle regole relative al rientro nei nidi a settembre: la situazione attuale, tuttavia, fa ben sperare. In attesa della comunicazione ufficiale da parte della Provincia, si è provveduto a creare un patto educativo di corresponsabilità per informare al meglio personale e famiglie 

Di Sara De Pascale - 16 August 2022 - 06:01

TRENTO. Ancora non si conoscono con certezza le linee guida (in materia di pandemia) che verranno adottate nei nidi di Trento a partire da settembre, ma non manca molto perché queste vengano rese note: il rientro a scuola, è ormai alle porte.

 

“Il 5 agosto abbiamo ricevuto le direttive emanate a livello nazionale – spiega a Il Dolomiti, Elisabetta Bozzarelli, assessora con delega in materia di politiche giovanili, formazione, istruzione, cultura, biblioteche e turismo – ad oggi sembra che il rientro avverrà all’insegna di quelle buone abitudini imparate in questi due anni ma senza restrizioni particolari o mascherine: sembra, appunto, perché per dare notizie certe dobbiamo prima attendere la comunicazione ufficiale da parte della Provincia in accordo con l’Azienda sanitaria”.

 

Per quanto riguarda le regole che caratterizzeranno l'avvio del nuovo anno scolastico nei nidi del Comune di Trento quindi, al momento, non si sa ancora nulla, ma nel frattempo molto si è lavorato per mettere a punto un patto educativo di corresponsabilità "che faremo sottoscrivere anche alle famiglie", sottolinea Bozzarelli.

 

In particolare, questa iniziativa parte da una minuziosa osservazione di ciò che è accaduto nell'ultimo biennio: "Possiamo affermare che l'incidenza del Covid nei nidi della zona non è stata così alta -dichiara l'assessora - a mietere vittime sono stati piuttosto diversi tipi di virus (come respiratori o intestinali) che, in quei bambini nati in piena pandemia, si sono presentati con forme più aggressive: una normalità strana che ha portato ripercussioni sul sistema immunitario dei bimbi, rendendolo meno preparato", commenta. 

 

Da queste considerazioni è nato quindi un nuovo patto educativo di corresponsabilità, al cui interno sono inserite "prescrizioni elaborate e condivise con l'Azienda sanitaria, in modo tale che sia il personale che le famiglie sappiano in maniera più puntuale come comportarsi, ad esempio nel caso di tosse, congiuntiviti o temperature elevate, capendo quando è necessario tenere i propri bimbi a casa".

 

Un lavoro che se da una parte punta alla "creazione d'una maggiore consapevolezza, dall'altra vuole invece delineare delle regole di buona convivenza in quelle piccole comunità che sono i nidi - conclude Bozzarelli - organizzeremo delle assemblee a inizio anno con tutte le famiglie: questo non soltanto per raccontare programmi e progetti pedagogici ma anche per esporre quella che potremmo definire questione sanitaria". 

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