“La sicurezza non deve essere antitesi di libertà: impariamo a vivere la comunità”. Ecco la dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza
“Sicurezze: vivere la comunità” sarà il tema e filo conduttore delle attività previste per la dodicesima Settimana dell’Accoglienza. Il presidente del Cnca Trentino-Alto Adige, Claudio Bassetti delinea assieme a collaboratori e sostenitori i punti chiave che verranno trattati durante le diverse giornate e insiste sulla necessità di riflettere sui alcuni temi spinosi: “Vorremmo proporre, come ogni anno, un modello diverso di società che dia spazio anche ai più deboli e fragili”

TRENTO. Durante la mattinata di lunedì 25 maggio, è stata presentata la dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza promossa dal Coordinamento Nazionale delle Comunità Accoglienti del Trentino – Alto Adige (Cnca Taa) che si terrà dal 25 settembre al 3 ottobre 2026. Il tema scelto è “Sicurezze: vivere la comunità”.
La costruzione del programma come ogni volta, parte dal basso, grazie alle organizzazioni che propongono i singoli eventi: “Sono diversi i contributi e i punti di riflessione che punta a fornire questa settimana. Si parlerà della dimensione del carcere, del senso di insicurezza nelle città, di mancata empatia e di relazione all’affettività. Vorremmo proporre, come ogni anno, un modello diverso di società che dia spazio anche ai più deboli e fragili - spiega il presidente di Cnca Claudio Bassetti -. La comunità deve avere la possibilità di esprimersi, di ragionare, di confrontarsi, di fare crescere il dibattito e di favorire gli incontri. La sicurezza non deve essere antitesi di libertà”.
Al giorno d’oggi si tende a semplificare il concetto di sicurezza continua poi Michelangelo Marchesi, presidente della Cooperativa Villa S. Ignazio: “Bisogna leggere le origini dei fenomeni sui quali ci si confronta: le povertà, le condizioni di alcune ambiti di salute, il lavoro povero, l’insicurezza sulla strada, l’insicurezza dei lavoratori. Riflettere su questi temi aiuta a trovare soluzioni e strategie, e punteremo a fare questo nel corso della settimana”
E, a proposito di soluzioni e strategie, anche in questa edizione saranno organizzate delle lezioni di italiano da parte dei volontari e volontarie della scuola Penny Wirton: “Conoscere la lingua è un importante elemento di costruzione, di diritto di cittadinanza e di cura contro le insicurezze. È un’opportunità per avvicinarsi al mondo del lavoro, della formazione, ma anche più semplicemente ai rapporti quotidiani” spiega Alessandra Sebastiani, insegnante volontaria della scuola.
Prende la parola poi Erika Picone, referente di Fare Comunità, un gruppo informale nato per mettere insieme idee trovandosi come residenti, esercenti e associazioni. “La sicurezza è un puzzle – spiega Picone -. Le tessere possono essere di presidio culturale e sociale. Creare una rete vuol dire accogliere tutti”. Per questo motivo sarà proposto un ciclo di incontri che inizierà a giugno e durerà fino alla fine di settembre: verranno proposte diverse iniziative per rivitalizzare i quartieri e le piazze.
“La declinazione che verrà fornita non sosterrà l’idea di sicurezza come fine per limitare la libertà individuali, inibire il dissenso, aumentare tipologie di reati e relative pene, creare ulteriori disuguaglianze fra cittadini, disarticolare le comunità e rendere persone più sole, ma sarà l’occasione per ragionare sulla sicurezza come mezzo e bene relazionale, al quale è meglio tendere per il bene della comunità. Lo scopo finale sarà dunque quello di aprire un’importante finestra di dialogo diversa e più efficace, su un tema che riguarda il benessere di tutte le persone, il rispetto dei loro diritti e delle libertà costituzionali”, conclude il presidente Claudio Bassetti.












