Dai Faber alle aperture a luglio, la scuola è senza risposte: "Manovra inefficace: pioggia di soldi per il terzo settore che occuperà le scuole in estate ma noi senza portafoglio"
In Provincia si discute della manovra finanziaria, delusi i sindacati che restano "perplessi e preoccupati". La segretaria generale della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "Non ci sono risorse, bene l'aumento retributivo e il concorso ordinario per assumere personale Bes ma è troppo poco per un comparto che aspetta soluzioni"

TRENTO. La scuola resta senza risposte. Le preoccupazioni e le tante perplessità rimangono ancora sul tavolo. Le partite sono ancora apertissime: sistema 0-6, valorizzazione dei docenti, carenze del personale a più livelli, aperture estive e Faber (“Facilitatore del benessere emotivo e relazionale”). I sindacati sono quantomeno delusi dalla lettura della manovra finanziaria in discussione in piazza Dante e dagli approfondimenti in Prima commissione. Per questo le parti sociali intendono presentare - in tempi stretti - una piattaforma puntuale da inviare all'assessora Francesca Gerosa e al presidente della Provincia Maurizio Fugatti.
"Una manovra inefficace". C'è un aumento retributivo, un concorso per rafforzare il supporto agli studenti Bes e qualche milione sulla conciliazione famiglia-lavoro in prospettiva apertura degli edifici a luglio, tuttavia sono più manovre tecniche che di contenuto per i sindacati. Troppe ancora le incertezze per un settore che attende provvedimenti più incisivi. Ancora troppo pochi i contenuti sulle questioni più dirimenti: il sistema 0-6 non piace come è pensato ora, il ddl carriere ancora sostanzialmente da costruire, la terza via trentina sulle carenze formative è lacunosa e dei Faber non ci sono riscontri. La discussione per il rinnovo del contratto troppo lento, se non fermo.
"Apprezziamo l’impegno dell’amministrazione provinciale di anticipare un aumento retributivo del 6% a partire dal 1 gennaio per il rinnovo economico del triennio 2025/2027 - dice Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola - ma chiediamo di trovare risorse aggiuntive con l'obiettivo di poter intervenire ulteriormente sulle retribuzioni del personale della scuola per riacquistare la capacità di spesa in un contesto provinciale in cui il costo della vita resta elevato, soprattutto per quanto riguarda l’abitazione e relative spese connesse".
Le parti sociali ravvisano però "l’urgenza di riprendere le trattative sul rinnovo dei contratti di lavoro del personale della scuola, oggi fermo alla regolamentazione delle assemblee sindacali e dello sciopero, dal momento che la scuola è 'confusa' con il servizio conciliativo e quindi si chiede al personale la massima disponibilità alla copertura del servizio, limitando oltremodo la partecipazione alle mobilitazioni e agli approfondimenti", aggiunge la Cisl Scuola. "Dobbiamo oltrepassare questa situazione di stallo per affrontare i nodi contrattuali".
Quali? "Organizzazione del lavoro, tutele e conciliazione lavoro-famiglia, con un’attenzione particolare alla genitorialità, caregiver e personale part-time".
Un tema che si ricollega agli organici. "Il massimo dell’efficienza da parte del servizio educativo e scolastico può essere raggiunto a condizione che, all’avvio della scuola, l’assegnazione degli organici del personale sia adeguata alle complessità e ai carichi di lavoro e sia completa", evidenzia Bolognani. "Chiediamo di aumentare il personale Ata affinché tutti i plessi siano adeguatamente presidiati. Occorre dare la possibilità alle scuole di nominare i docenti fin dal primo giorno dell’anno scolastico, misura indispensabile a garantire la qualità dell’intervento educativo/didattico. Chiediamo un piano di stabilizzazione efficace per dare continuità didattica nelle scuole".
La Provincia ha deliberato il bando ordinario per l'assunzione di personale docente di sostegno della scuola primaria e secondaria delle istituzioni scolastiche in Trentino.
"Per il 2026 - così Gerosa - abbiamo programmato molti concorsi che sapranno dare risposte alle esigenze delle nostre scuole. In aggiunta a quelli già deliberati nelle scorse settimane e a quelli già in corso, abbiamo ritenuto necessario ricorrere allo strumento del concorso ordinario per reclutare i docenti di sostegno di cui il nostro sistema ha estremo bisogno, consapevoli di quanto questa figura sia strategica e fondamentale ai fini dell’inclusione. Nonostante i numerosi concorsi banditi negli ultimi anni abbiamo rilevato infatti ancora un forte fabbisogno in termini di assunzioni per tale figura. Contiamo che affiancare ai concorsi riservati quelli ordinari ci permetta di dare una risposta concreta ai fabbisogni".
Una situazione dettata da diversi fattori: l’aumento, nelle istituzioni scolastiche trentine, della percentuale degli studenti bisogni educativi speciali; le cessazioni del personale docente di sostegno; i trasferimenti dello stesso personale su posto curricolare al termine del periodo di vincolo previsto dalle norme vigenti; la revisione dei criteri per il calcolo dell’organico degli insegnanti di sostegno. Ecco quindi il concorso.
"Un bando annunciato e atteso, questo è positivo ma non sufficiente", dice Bolognani. "Occorre, infatti, attenzione ai diritti degli studenti con Bes e degli studenti in difficoltà e rilanciare un modello di scuola inclusiva a partire da un piano di formazione diffusa sulla didattica inclusiva e dalla stabilizzazione e implementazione degli organici di sostegno e degli assistenti educatori. I docenti si misurano con un’elevata complessità di gestione delle classi: bisogna garantire la riduzione del numero di studenti per classe, non più di 20, anche meno in presenza di studenti con disabilità o con difficoltà di apprendimento, oppure favorire le codocenze in modo da sdoppiare le classi, risultate numerose o con nuove certificazioni in itinere, perché ogni studente ha diritto a svilupparsi intellettualmente, affettivamente, socialmente al meglio delle sue possibilità. In analogia, per la scuola dell’infanzia, si chiede una particolare attenzione alla costituzione di sezioni con un numero di bambini ridotto, anche qui non più di 20, o meno in presenza di soggetti certificati legge 104 e di situazioni di fragilità".
La Provincia intende estendere le aperture a luglio degli istituti. Un tema caldo. "Conciliare gli impegni familiari con l’attività lavorativa è un’opportunità che, in una società evoluta, dovrebbe interessare tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche appartenenti al personale scolastico. Non è una novità per la scuola, in estate, ospitare attività ricreative organizzate dal terzo settore, inoltre esiste già da anni il Piano Estate che interessa gli Istituti scolastici che spontaneamente aderiscono, attraverso deliberazioni degli organismi scolastici: Collegio docenti e Consiglio dell’Istituzione scolastica".
Tutto questo rientra in una programmazione annuale che tiene conto anche degli organici di chi in estate continua a lavorare nella scuola, cioè il personale Ata che in questo periodo si turna nella fruizione delle ferie e si dedica alla manutenzione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, nonché a procedure amministrative previste in questo periodo.
"Chiediamo di conoscere i dettagli del nuovo piano estate che interesserà la scuola trentina e il terzo settore, se e quanto questa misura conciliativa impatterà sul personale presente negli istituti scolastici a luglio", continua la segretaria generale della Cisl Scuola. "Chiediamo che sia data alla scuola dell’infanzia la stessa opportunità: basta scuola con le insegnanti tutti a giocare con il terzo settore".
C'è poi la questione Faber, cioè un docente “Facilitatore del benessere emotivo e relazionale”, figura accolta con scetticismo non tanto per il ruolo - anzi, l'ipotesi di un sopporto in un contesto sempre più complesso è considerato strategico - quanto per l'applicazione e l'attuazione. La formazione è stata demandata a Iprase che procede da indicazioni. In questo periodo sono iniziati i corsi per le scuole medie e in primavera partono quelli per la primaria mentre da settembre scorso sono operativi negli istituti superiori.
"Non ci sono feedback e non siamo stati informati dei primi risultati di questa sperimentazione", le parole di Bolognani. "La Provincia non prevede risorse dirette perché considera quanto attribuito a Iprase un investimento in questa misura. Un provvedimento che resta più di facciata che realmente incisivo perché ci sono poche figure e non c'è ancora una normativa dal punto di vista contrattuale. Questa tipologia di docente deve essere a nostro avviso inquadrata e serve la condivisione dei risultati di un monitoraggio".
Preoccupa anche il sistema integrato 0-6. "A oggi c'è il proliferare di sperimentazioni sul territorio provinciale senza avere contezza dei dati sul monitoraggio che, pare, venga effettuato. Ci sono indicazioni, non condivise con il sindacato e non condivisibili, che ricadono sull’organizzazione del personale. Chiediamo di iniziare un percorso di confronto sull’organizzazione del lavoro e sulla salvaguardia dell’identità professionale del personale potenzialmente coinvolto", conclude Bolognani.












