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UniTn si schiera contro i convegni di soli uomini. Stilate le linee guida per la parità di genere. Il rettore: "Come luogo di cultura, dobbiamo dare l'esempio"

L'Università di Trento ha deciso di stilare delle linee guida per la parità di genere e il rispetto delle diversità durante gli eventi accademici. Tra i punti raccomandati vi sono l'attenzione alla scelta dei relatori dei convegni e l'attivazione di servizi di baby-sitting in caso di importanti iniziative

Pubblicato il - 10 giugno 2020 - 17:20

TRENTO. Nuove regole per tavoli di lavoro e convegni dell'Università, più attente alla parità di genere. Ad averlo deciso e comunicato è l'Ateneo di Trento, che tramite il rettore Paolo Collini plaude all'iniziativa messa in campo da UniTn con cui si definiscono raccomandazioni indirizzate a tutto il corpo accademico impegnato nell'organizzazione di seminari, congressi, tavole rotonde e momenti di divulgazione.

 

D'ora innanzi, dunque, ognuno di questi momenti accademici non potrà fare a meno di tenere in considerazione delle indicazioni non vincolanti ma di indirizzo per limitare il più possibile l'asimmetria di genere e promuovere con buone pratiche l'inclusione e la parità fra donna e uomo. UniTn, così, si schiera contro i cosiddetti “male panel”, cioè quei convegni o tavoli di lavoro in cui presenziano solo uomini o in cui le donne sono presenti solo con ruoli ancillari.

 

Le università sono tra i motori principali della cultura perché generano conoscenza e creano occasioni di confronto – ha commentato il rettore Paolo Collini - per questo devono impegnarsi per favorire l’inclusione, a partire dall’equilibrio di genere. Come Università di Trento stiamo lavorando da tempo su questo fronte e abbiamo maturato una sensibilità importante su questo tema su più versanti. Nello specifico, escludere le donne semplicemente perché non si pensa immediatamente a loro nel comporre un panel o un comitato scientifico non deve più essere un alibi. Abbiamo il dovere di fare qualcosa per innestare un cambiamento. La varietà di punti di vista, anche in chiave di genere, anima il confronto ed è componente essenziale nel progresso del pensiero. L’auspicio è che anche questa iniziativa, come è avvenuto per nostre precedenti azioni di sensibilizzazione, possa ispirare azioni analoghe in altri atenei e istituzioni”.

 

Tra le linee guida che l'Università ha deciso di introdurre per garantire maggiore rappresentatività alle donne e dare alle loro competenza, esperienza e preparazione maggiore visibilità, la prima riguarda la definizione in “modo equilibrato rispetto al genere” della lista di interventi di maggiore o minore rilievo ai convegni, ai seminari e alle tavole rotonde. Una questione che deve cercare di stimolare anche la sensibilità dei partecipanti rispetto agli squilibri presenti in alcuni ambiti disciplinari.

 

La lista, redatta da delegati e delegate per l'Equità e la Diversità dell'Ateneo e che verrà trasmessa nei prossimi giorni a tutta la comunità accademica, prosegue con l'invito ad “adottare un approccio complessivo di attenzione all'inclusione delle differenze a partire da quella di genere nella programmazione e gestione degli eventi, promuovendo una composizione equilibrata del comitato organizzatore e scientifico”.

 

Promuovere un ambiente inclusivo che favorisca l'equilibrio di genere, dando visibilità nelle attività didattiche e di ricerca e assicurando a tutti e a tutte la parità nelle opportunità di networking e di promozione della propria ricerca, nonché di acquisizione di prestigio sociale ed economico” rappresenta il terzo punto, mentre al quarto si raccomanda di “adottare e mettere in evidenza buone prassi di coinvolgimento del genere sottorappresentato e di includere altre differenze in tutti gli eventi e azioni d'Ateneo”, con attenzione particolare ad un “linguaggio inclusivo e rispettoso”.

 

Per sostenere le donne nella conciliazione di tempi di vita e lavorativi, si raccomanda di “scegliere tempistiche per quanto possibile inclusive e di verificare la possibilità di attivare iniziative di baby-sitting, ove necessario, in occasione degli eventi di maggior rilievo”. Come ultimo punto, infine, l'Università di Trento esorta, “con riferimento all'assegnazione di contributi finanziari per gli eventi scientifici”, di prevedere come condizione necessaria al supporto dei medesimi anche la presenza di obiettivi di pari opportunità, sia in termini di equilibrio di genere e di adeguate misure di conciliazione, che di inclusione delle differenze; in particolare, richiedere apposita motivazione scritta da parte degli organizzatori nei casi non sia possibile coinvolgere nell’evento o nell’attività per cui si chiede il finanziamento un numero congruo di persone di entrambi i generi”.

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