"L'intelligenza artificiale non può sostituire l'analisi umana, chi la usa deve dichiararlo". All'Università di Trento ecco le 'regole' su come usare l'Ia (scritte, anche, con l'Ia)
Su UniTrento Mag ecco il focus sulle “policy generali per l'utilizzo degli strumenti” di intelligenza artificiale, varate dal Senato accademico e pubblicate sul portale UniTrento

TRENTO. “Questo documento è stato elaborato in parte con l'ausilio di un'intelligenza artificiale generativa”. La nota arriva in chiusura delle sei pagine del documento approvato nelle scorse settimane dal Senato accademico dell'Università di Trento per l'utilizzo, nell'ambito della comunità universitaria, degli strumenti di intelligenza artificiale, diventando così allo stesso tempo testimonianza diretta di una delle regole più importanti contenute nel focus: quella relativa alla trasparenza. “L'Università – si legge infatti nel documento – in quanto luogo di produzione e diffusione del sapere, ha il dovere di garantire un uso consapevole e trasparente di questi strumenti, nel rispetto delle normative vigenti così come dei valori fondanti la vita accademica, scientifica e amministrativa”. Pur riconoscendo, insomma, il potenziale trasformativo degli strumenti di Ia generativa, la loro adozione per l'ateneo trentino si fonda “su una visione in cui la persona è centrale” e nella quale “la tecnologia è concepita come catalizzatore e strumento di potenziamento, non di sostituzione delle capacità umane”.
Proprio questo, il documento rivolto all'intera comunità universitaria “fornisce indicazioni generali da osservare per un utilizzo etico, equo, legittimo, consapevole, sicuro e responsabile” dell'Ia, articolandosi su otto punti principali.
Eticità e integrità
“L'utilizzo dei sistemi di Ia generativa deve avvenire in modo etico, responsabile, appropriato e conforme ai valori di integrità, trasparenza e onestà intellettuale a salvaguardia della reputazione di ateneo”. In altre parole: chi usa l'Ia deve valutare attentamente le possibili implicazioni etiche e giuridiche della sua scelta.
Approccio critico e accuratezza
“I contenuti generati dalla Ia generativa devono essere verificati e valutati criticamente, ricordando che gli strumenti possono generare risultati imprecisi o riflettere bias presenti nei dati o nel prompt, evitando la diffusione di informazioni errate o non supportate da evidenze scientifiche”. In generale infatti l'Ia va considerata “come uno strumento di supporto alla creatività, alla ricerca e alla didattica, senza sostituire il pensiero critico, l'analisi umana e il confronto scientifico”.
Responsabilità sui risultati
“L'utilizzatore di strumenti di Ia generativa è responsabile in prima persona per le implicazioni etiche, giuridiche derivanti dall'utilizzo dell'Ia generativa e dei risultati ottenuti attraverso essa”. In particolare infatti “l'Ia generativa non può essere impiegata senza supervisione umana nello svolgimento di attività che richiedono valutazioni etiche, decisionali o scientifiche critiche”.
Rispetto della proprietà intellettuale
“È necessario assicurarsi che i materiali prodotti dalla Ia generativa non violino i diritti d'autore o di proprietà intellettuale di terzi e che le fonti siano sempre citate correttamente. È necessario prestare particolare attenzione ad evitare l'uso non autorizzato di contenuti protetti da copyright o da altri diritti di proprietà intellettuale. L'utilizzatore ha la responsabilità di assicurarsi che i contenuti generati dall'Ia siano originali e non infrangano i diritti di terzi consapevole che la generazione di contenuti che limitano da vicino opere protette da copyright può costituire una violazione dei diritti d'autore, anche quando il contenuto finale appare sostanzialmente modificato o rielaborato dall'algoritmo”.
Trasparenza nell'utilizzo
“L'uso di strumenti di Ia generativa deve essere dichiarato esplicitamente nelle attività di ricerca, didattica e amministrazione”. In altre parole, come ha poi fatto lo stesso ateneo nel documento, dichiarare l'utilizzo dell'Ia nella creazione di contenuti: “E' essenziale per creare un clima di trasparenza e fiducia”.
Qualità dei dati e del contesto
“Dati accurati, completi e privi di pregiudizi sono essenziali per ottenere risultati affidabili e imparziali. Per questo l'utilizzatore deve assicurare che dati di addestramento e di contesto siano di qualità e che i prompt siano chiari e precisi”.
Garantire la protezione di dati riservati e dei dati personali
“L'utilizzo di strumenti di Ia generativa in ateneo deve avvenire nel rispetto dei principi, delle buone pratiche e delle norme vigenti in materia di tutela dei dati personali e di riservatezza delle persone e delle informazioni a loro riferite nonché di salvaguardia dei dati riservati, siano essi della ricerca o amministrativi”
Sostenibilità digitale
“L'utilizzo dei sistemi di Ia generativa deve tenere conto degli impatti ambientali e sociali, ottimizzando le risorse computazionali”
Il documento è stato accompagno, su UniTrento Mag, da un approfondimento sul tema realizzato con Fabrizio Granelli, delegato del rettore ai Servizi e alle tecnologie informatiche, e Nicola Zanella, dirigente della Direzione servizi digitali e bibliotecari, che hanno seguito l'iter di approvazione del documento. “L'intelligenza artificiale generativa – spiega Granelli – è uno strumento nuovo che offre delle potenzialità poco conosciute e che vanno gestite con buonsenso. Quello che stiamo affrontando è un problema tecnologico e trasversale. Per stare al passo, dobbiamo riflettere sull'impatto che l'intelligenza artificiale generativa ha sulle nostre attività di base, sulla formazione e sull’informazione che produciamo. Con questo primo documento, chiariamo la nostra posizione, che definirei ‘neutra’, con un’attenzione a mantenere la persona al centro delle nostre decisioni, anche in fatto di tecnologia. L’Ia generativa è utile, non va limitato l’utilizzo. Ma allo stesso tempo bisogna essere consapevoli dei suoi limiti. Un po’ come per la calcolatrice: all’inizio ne avevamo paura. Poi abbiamo imparato a usarla, ci siamo adattati e oggi è uno strumento molto utile”.
La questione in questo caso però si complica, aggiunge Zanella: “Diversamente dalla calcolatrice, la risposta della Ia generativa a una nostra domanda non sarà mai la stessa”. In altre parole, rispetto al semplice calcolo matematico, la risposta in questo caso “dovrà essere considerata un semilavorato, da rivedere e fare proprio”. L'utilizzo di questa tecnologia poi, ad ogni livello, non è in divenire: è già realtà. “In questo senso – spiega Zanella – abbiamo rilasciato le applicazioni Gemini e Notebook Lm, utilizzabili da tutta la comunità universitaria. Naturalmente più si sa come formulare al meglio i prompt, più si riesce ad avere risultati precisi e adatti ai nostri scopi. Ma il punto è che va cambiato il nostro approccio. È come mettere il turbo al nostro cervello: l’Ia generativa ci aiuta a riordinare le tante informazioni, a focalizzarci sui punti rilevanti, a trovare più velocemente eventuali anomalie su cui far lavorare il pensiero umano e la nostra genialità. È una sorta di acceleratore delle nostre capacità mentali. Ma l’ultimo miglio tocca sempre a noi”.












