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"La rettrice, la presidente". Unitn approva il nuovo regolamento di genere: le linee guida per un linguaggio rispettoso introducono il “femminile sovraesteso”

Il rettore Deflorian: “Sarà l'unico genere che verrà usato invece di specificare i termini sia al femminile che al maschile, per dimostrare parità a partire dai nostri documenti ma anche per mantenere alta l'attenzione sulla questione di genere”

Di ACC - 29 marzo 2024 - 11:48

TRENTO. Il consiglio di amministrazione dell'Università di Trento ha approvato il regolamento generale di Ateneo che introduce il “femminile sovraesteso” per le cariche e i riferimenti di genere.

 

Un documento importante che mette in atto quanto previsto dallo Statuto di Ateneo – recentemente aggiornato – e che dà seguito all'adozione nel 2017 delle indicazioni sul linguaggio rispettoso delle differenze (di genere e, più ampiamente, culturali e identitarie), confermando l'impegno dell'Ateneo per la costruzione di un'università più inclusiva.

 

“La peculiarità di quest'ultima versione – informa una nota dell'università – viene ribadita proprio nell'incipit del documento, nel quale si specifica che “i termini femminili usati si riferiscono a tutte le persone” (titolo1, art.1, comma 5)”.

 

Una scelta che ha una valenza fortemente simbolica. “Nella stesura del nuovo regolamento abbiamo notato che accordarsi alle linee guida sul linguaggio rispettoso avrebbe appesantito molto tutto il documento – ha spiegato il rettore, Flavio Deflorian – In vari passaggi infatti si sarebbe dovuto specificare i termini sia al femminile, sia al maschile. Così, per rendere tutto più fluido e per facilitare la fase di confronto interno, i nostri uffici amministrativi hanno deciso di lavorare a una bozza declinata su un unico genere”.

 

La scelta è ricaduta su quello femminile, “per dimostrare parità a partire dal linguaggio dei nostri documenti – ha aggiunto – ma anche per mantenere alta l'attenzione degli organi di governo sulla questione”.

 

La presidente, la rettrice, la segretaria, le componenti del Nucleo di valutazione, la direttrice del Sistema bibliotecario di Ateneo, le professoresse, la candidata, la decana… “Leggere il documento mi ha colpito: come uomo mi sono sentito escluso – ha detto Deflorian – Questo mi ha fatto molto riflettere sulla sensazione che possono avere le donne quotidianamente quando non si vedono rappresentate nei documenti ufficiali. Così ho proposto di dare, almeno in questo importante documento, un segnale di discontinuità; una decisione che è stata accolta senza obiezioni”.

 

Il nuovo regolamento, dopo alcuni passaggi formali, sarà emanato, trasmesso alle strutture e pubblicato sul sito dell'università, dove sarà liberamente consultabile.

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