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Long Covid, il lavoro del team di ricercatori a Vipiteno: “Colpisce nel 20% delle infezioni, più frequente nelle donne tra 40 e 60 anni"

Dopo due studi di rilevanza internazionale pubblicati su importanti riviste, il team multidisciplinare del reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale di Vipiteno sta ora portando avanti un trial sull'efficacia di un integratore alimentare con proprietà anti-neuroinfiammatorie su 60 volontari affetti da Long Covid. La dottoressa Viviana Versace: “I risultati sono attesi nei prossimi mesi”

Di Filippo Schwachtje - 27 gennaio 2022 - 19:15

VIPITENO. È uno dei primi team di ricerca che, fin dall'arrivo del Covid-19, ha iniziato ad approfondire le problematiche neurologiche determinate dal virus, lavorando ad una quindicina di chilometri dal passo del Brennero in Alto Adige: ora gli esperti del reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale di Vipiteno stanno portando avanti, dopo due pubblicazioni di rilevanza internazionale apparse su Journal of the Neurological Sciences e su Clinical Neurophysiology, un nuovo trial sull'efficacia di un integratore alimentare con proprietà anti-neuroinfiammatorie in 60 volontari affetti da Long Covid.“I risultati sono attesi nei prossimi mesi” spiega la dottoressa Viviana Versace, responsabile del Laboratorio di Neurofisiologia clinica e sperimentale e coordinatrice dei due studi divulgati nel 2021, contattata da il Dolomiti per approfondire lo stato dell'arte della ricerca sul Long Covid portata avanti a Vipiteno.

 

In sintesi, dall'attività del team multidisciplinare del reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale di Vipiteno (diretto da Luca Sebastianelli con la consulenza scientifica di Leopold Saltuari), è emerso come la sintomatologia legata al Long Covid e le alterazioni cerebrali tipiche si manifestino nei pazienti a prescindere dalla severità dell'infezione. L'incidenza, stimata dall'Organizzazione mondiale della sanità e che rispecchia secondo i ricercatori la situazione anche nella Provincia di Bolzano, è del 20% di tutte le infezioni da Sars-CoV2.

 

“I risultati dei primi lavori– spiega la dottoressa – hanno permesso di indentificare per la prima volta a livello internazionale, per mezzo di test neuropsicologici ed indagini neurofisiologiche che prevedono l'utilizzo della stimolazione magnetica transcranica, una specifica disfuzione di circuiti neurali dell'area motoria del lobo frontale del cervello in pazienti con fatica e nebbia cognitiva (due dei sintomi più frequenti ed invalidanti del Long Covid) a seguito di Covid-19 severo”. Come detto, successivamente sono state studiate anche persone che hanno sviluppato Long Covid a seguito di infezione lieve, con sintomi simil-influenzali, disturbi dell'olfatto, rilevando le medesime alterazioni cerebrali. “I risultati in questo caso – dice ancora Versace – saranno a breve pubblicati su una importante rivista di settore”.

 

Dottoressa Versace, come spiegare innanzitutto cos'è il Long Covid da un punto di vista medico-scientifico?

 

La definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità del Long Covid (o “Post-Acute COVID-19 Syndrome”, PACS) è di una condizione clinica che si manifesta a seguito di una infezione da SARS-CoV2 ed è caratterizzata da sintomi che possono insorgere nella fase acuta di infezione e persistere nel tempo o comparire dopo la guarigione completa dalla fase acuta. Tali sintomi sono, più frequentemente, senso di esagerata fatica fisica, annebbiamento mentale, disturbo del sonno, dolori muscolari, cefalea, mancanza di respiro. Per definizione i sintomi del Long-Covid devono persistere per almeno 2 mesi e non possono essere spiegati da una diagnosi alternativa. 

 

Con quale incidenza sono state osservate le problematiche relative al Long Covid nei pazienti? Qualche categoria è colpita in maniera più pesante? Ci sono differenze tra fasce d'età? 

 

L’incidenza stimata dall'Oms è del 20% di tutte le infezioni da SARS-CoV2. Una stima che rispecchia anche la realtà della nostra Provincia. La sindrome colpisce più frequentemente le donne, prevalentemente nella fascia di età dai 40 ai 60 anni.  

 

Il Long Covid si manifesta con più frequenza nei casi Covid-19 più gravi? 

 

La possibilità di sviluppare un Long-Covid non dipende dalla severità della infezione acuta, potendo riguardare pazienti gravi con polmonite e necessità di ospedalizzazione come pazienti che hanno avuto sintomi lievi, simili-influenzali.  

 

Come riconoscere la sintomatologia relativa al Long Covid? Ci sono delle stime sulla durata dei sintomi? Esistono delle terapie? 

 

Se una persona manifesta uno o più dei sintomi suddetti (abnorme senso di fatica, confusione mentale, disturbi del sonno ecc.) in maniera persistente a seguito di un Covid accertato è probabile che sia affetto da Long Covid. Una visita medica, volta principalmente a escludere cause alternative, confermerà la diagnosi. L’andamento dei sintomi Long Covid può essere fluttuante, con temporanei miglioramenti o peggioramenti, ma in generale è tendenzialmente migliorativo nell’arco di 6-12 mesi, fino a guarigione completa. Tuttavia, in una percentuale non trascurabile dei casi (20- 25 %) può diventare cronico, come ormai è dato osservare a due anni dall’inizio della pandemia. Non esistono delle terapie farmacologiche approvate, principalmente perché i meccanismi eziopatogenetici del Long Covid sono ancora lontani dall’essere chiariti. L’ipotesi più accreditata è di uno stato di prolungata infiammazione e, conseguentemente, disfunzione cerebrale accompagnata talora da problemi dei nervi periferici e dei muscoli. 

 

In questo momento in che direzione si sta muovendo la ricerca? 

 

Moltissimi gruppi di ricerca nel mondo stanno studiando pazienti Covid e post-Covid con analisi di tipo immunologico, bioumorale, virologico, neurologico e le prime evidenze scientifiche sulla natura di questa sindrome sono state pubblicate nel 2021, tra cui quelle risultanti dai nostri studi a Vipiteno.

 

La vaccinazione può essere un'arma in più nella lotta contro il Long Covid? 

 

La vaccinazione protegge dalla malattia Covid-19 e di conseguenza dalla possibilità di sviluppare sintomi persistenti. 
 

 

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