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Dalla sassaiola dei filo italiani contro il grifo ai passaggi di Mussolini, oltre un secolo di Trento racchiuso tra le pareti del Forst

Una città di lingua italiana, frontiera dell'Impero austroungarico. Una peculiarità, questa, capace di accompagnare Trento nei principali avvenimenti della storia, dal Concilio all'annessione in Italia dopo la Prima guerra mondiale, i passaggi di Benito Mussolini e ora i centri di ricerca internazionali

Di Luca Andreazza - 22 marzo 2018 - 20:49

TRENTO. Oltre un secolo di storia. Un crocevia delle principali vicende di Trento e protagonista testimone dei principali accadimenti cittadina. E' il ristorante birreria Forst, attivo dal 1906 tra piatti tipici della tradizione trentina e la birra altoatesina.  

 

"La città di Trento - spiega Nicola Malossini, titolare del locale e pezzo da novanta dell'economia trentina - è sempre stata meta di viaggiatori a partire dagli antichi romani fino alla discesa degli Asburgo, ma ha sempre mantenuto un’identità precisa visibile ancora oggi e basta fare pochi passi nel centro storico per rendersene conto".

 

Una città di lingua italiana, frontiera dell'Impero austroungarico. Una peculiarità questa capace di accompagnare Trento nei principali avvenimenti della storia, dal Concilio all'annessione in Italia dopo la Prima guerra mondiale, i passaggi di Benito Mussolini e ora i centri di ricerca internazionali.

 

Una parte di storia che si intreccia anche ai tavoli della Forst. "Questa è la birreria più antica di Trento - dice Malossini - da sempre un punto di riferimento della comunità, ma anche dei tanti turisti che si recano in Trentino".

 

Una storia lunga, nella quale non sono mancati i momenti di tensione in via Oss Mazzurana all'esterno dell’antico palazzo Pilati Donati, un edificio tutelato dalla Sovrintendenza ai beni architettonici. Tra le più eclatanti si ricorda la sassaiola contro il grifo (stemma dell'Impero permesso e autorizzato dal Comune) per 'lanciare' l'irredentismo in città oppure quando i boia incaricati di giustiziare Cesare Battisti si sono giocati il laccio e il compito tra sorsi di birra.

 

Non sono gli unici episodi del trascorrere del secolo: anche l'èlite politica non è rimasta indifferente all'atmosfera e il fascino della birreria, una consuetudine che si è poi protratta nel tempo: "Amministratori e politici - aggiunge l'esercente con oltre vent'anni di esperienza nella ristorazione cittadina - si sono seduti ai nostri tavoli, spesso per un momento di tranquillità, ma anche per trovare accordi e mediazioni".

 

A questo si aggiunge il flusso costante di intellettuali e artisti: "Qui abbiamo ospitato tra gli altri Fiorello, Christian De Sica, ma anche Raoul Bova e tante altre celebrità". Tutti alla ricerca della tipicità

 

La parola chiave di tutto questo è, infatti, 'caratteristico': "Questo concetto - conclude Malossini - si può esplicare benissimo con la cucina e l’atmosfera tipica del Trentino racchiusa in un solo luogo in pieno centro storico, il ristorante e birreria Forst tra ambienteodori e aromi di piatti genuini".

 

 

 

 

 

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