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Il progetto ''Nutrire Trento'' cerca un logo, il bando di Università e Comune prevede un premio

Questo progetto intende rilanciare l’agricoltura urbana sostenibile, un patto tra produttori e cittadini che tocca tanti aspetti, quali filiera corta, vendita diretta, promozione di un’alimentazione genuina e sani stili di vita

Di Luca Andreazza - 19 agosto 2018 - 20:47

TRENTO. Prende sempre più forma il progetto "Nutrire Trento", una collaborazione tra Università e Comune avviata dai componenti del gruppo consiliare Pd-Psi in Commissione ambiente, cultura e turismo. 

 

Questa iniziativa, che ha preso le mosse, nel 2016 per concretizzarsi l'anno scorso nel protocollo d'intesa cerca di rafforzare la relazione di reciprocità tra l'ateneo, coordinato in questo progetto da Francesca Forno, e l'amministrazione per migliorare la qualità della vita della cittadinanza.

 

Questo progetto si propone di sviluppare un piano di rilancio dell’agricoltura urbana e periurbana sostenibile, che si traduca anche e soprattutto in un patto tra produttori e cittadini che tocca molteplici aspetti, quali filiera corta, vendita diretta, promozione di un’alimentazione genuina e sani stili di vita, tutela della salute di produttori e consumatori.

 

"Ma anche - spiega Michele Brugnara, consigliere comunale - la valorizzazione dei prodotti locali di qualità nella ristorazione scolastica e nella filiera del turismo, recupero di aree incolte come nuove opportunità occupazionali, sviluppo di un’agricoltura che abbia a cuore l’inclusione sociale, orti collettivi e fattorie didattiche, percorsi educativi nelle scuole per far conoscere i prodotti locali e il ruolo del contadino come produttore di ricchezza e custode del paesaggio".

 

Prima il protocollo ha visto la nomina e l'attivazione del Comitato di coordinamento, la creazione di Tavoli misti di lavoro per facilitare lo sviluppo di progetti comuni, l'attivazione di percorsi di confronto con rappresentanti politici e stakeholders territoriali e la mappatura delle collaborazioni in atto tra le due istituzioni.

 

Dopo questa prima fase di coordinamento, si è passati alla fase operativa per sviluppare la crescita urbanistica, ma anche gli aspetti sociali e economici, giuridici e sicurezza, Smart cities e mobilità, ambiente, comunicazione, studenti e partecipazione.

 

Ora tutto è pronto per il logo "Nutrire Trento" e la selezione di un collaboratore. Sono due i bandi pubblicati dall'Università. Il primo, che si è concluso nei giorni scorsi, vede la ricerca di una figura da inserire al Dipartimento di sociologia e ricerca sociale in grado di occuparsi del progetto, mentre il secondo, che scade il prossimo 28 settembre, intende premiare con 400 euro il miglior marchio per questa iniziativa (Qui info e bando).

 

L'iniziativa prende il via dopo Expo Milano e il tema portante di quella kermesse, cioè "Nutrire il pianeta". "Un'azione di educazione e informazione - aggiunge il consigliere comunale - su stili di vita e consumo sani e sostenibili. Questo progetto promuove studi e ricerche tra stili di vita e consumo nelle diverse fasce di età e sugli sprechi alimentare, ma anche uno sviluppo di progettualità nelle scuole".

 

Un progetto che può declinarsi anche nelle azioni di informazioni alla cittadinanza e che coinvolge diversi attori del territorio, quali negozi, i Gas, il Crea e tutte quelle realtà che ruotano intorno alla filiera corta.

 

"L'idea - prosegue Brugnara - è quella di fare una mappatura e analizzare le caratteristiche e la propensione all'innovazione, ma anche realizzare corsi di formazione per agricoltori a livello tecnico e commerciale".

 

Un altra intenzione è quella di razionalizzare la logistica. "Nutrire la città - evidenzia il consigliere - vuol dire anche riflettere su temi che riguardano l’accessibilità e la logistica del cibo. Da questo punto di vista molto interessante sembra lo sviluppo negli ultimi anni di forme di piccola distribuzione organizzata anche facilitate dall’utilizzo di piattaforme digitali".

 

In questo caso la progettualità potrebbe orientarsi verso azione di mappatura e analisi dei sistemi di Piccola distribuzione organizzata (Pdo) presenti nel territorio (online e offline) con l’obiettivo di indagare quanto queste piattaforme siano in grado di favorire l’adozione di stili alimentari più coerenti con l’idea di “dieta sostenibile”.

 

"Si tratta di una dieta - conclude Brugnara - che prevede il consumo di alimenti a bassa impronta ambientale, un modo per promuovere la biodiversità alimentare, compresi i cibi tradizionali e locali. A questo si aggiunge ovviamente uno studio delle soluzioni logistiche al fine di rendere i prodotti del territorio più accessibili, ma anche di ridurre i costi per i piccoli produttori che spesso hanno redditi troppo bassi a fronte delle tante spese".

 

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