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In Trentino oltre 40 mila le dichiarazioni di volontà: ''Dati stabili, ma aumentano le persone che hanno ricevuto un organo''

All'Euregio Tour di quest’anno sono oltre 70 gli iscritti, 35 ciclisti trapiantati da 8 nazioni. L'Aido del Trentino: "Un atto di generosità, come quello di donare gli organi, può ridare qualità di vita alle persone che dopo un trapianto possono ritornare a una vita attiva"

Pubblicato il - 03 July 2018 - 16:19

TRENTO. "Appoggiamo questa iniziativa per sensibilizzare e divulgare la cultura della donazione degli organi – esordisce Paolo Bordon, direttore generale dell’Apss – una manifestazione che dimostra come sport e sani stili di vita siano importanti per la prevenzione delle patologie, anche dopo un trapianto".

 

Un evento per ricordare come un atto di generosità, come quello di donare gli organi, può ridare qualità di vita alle persone che dopo un trapianto possono ritornare a una vita attiva. "Un'occasione questa - aggiunge Bordon - per ringraziare i donatori, ma anche volontari e professionisti che si impegnano a promuovere la cultura della donazione: grazie a tutti si riescono a salvare molte vite umane".

 

La manifestazione è l'Euregio Tour, un'iniziativa che vede l'impegno degli atleti in prima linea per portare una testimonianza preziosissima di come il trapianto può cambiare la vita a molte persone.

 

"A nome dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule provinciale – afferma Mario Magnani, presidente Aido del Trentino – ringrazio organizzatori e partecipanti dell'Euregio Tour: grazie alla generosità di tutti coloro che decidono di donare, non c'è trapianto senza donazione. Questo il messaggio che Aido rivolge ai cittadini: invitiamo tutti a esprimere la disponibilità alla donazione e la volontà a iscriversi nel registro dei donatori".

 

All'Euregio Tour di quest’anno sono oltre 70 gli iscritti, 35 ciclisti trapiantati da 8 nazioni.

 

"Vogliamo dimostrare – evidenzia Michael Prenner, presidente del Translplant Sportclub Alto Adige – che i trapiantati sono il miglior esempio vivente del fatto che si può ritornare nuovamente a una vita piena e attiva. Questa nuova forza d’animo e questo entusiasmo dovrebbero essere fonte di speranza per tutti coloro che sono in attesa di ricevere un organo".

 

I dati in Trentino sono stabili, ma i trentini che hanno ricevuto un organo sono aumentati. "Nel 2017 sono stati 18 i donatori di organi - dice Lucia Pilati, coordinatrice provinciale donazioni organi - un numero rimasto invariato rispetto al 2016".

 

In questo quadro è rilevante segnalare che cinque soggetti non sono potuti diventare donatori, tre per patologie incompatibili e due per un’opposizione da parte della famiglia e che essendoci donatori sempre più anziani, in Italia e in Trentino, capita che qualcuno non risulti idoneo. 

 

"Accade anche - prosegue Pilati - che persone in età avanzata possano aiutare quelli in attesa di reni o fegato. Nel 2017 sono stati effettuati 18 prelievi di fegato, 7 di cuore, 4 di polmone, 36 di rene, 2 di pancreas e 3 isole pancreatiche".

 

Quattordici persone hanno ricevuto un rene rispetto ai 12 del 2016, quindi 18 (10 nel 2016) hanno avuto il trapianto di fegato, mentre 2, rispetto ai 4 del 2016, sono stati trapiantati con un cuore nuovo, uno ha ricevuto i polmoni e uno il pancreas. Come conseguenza sono diminuite le persone in attesa di trapianto che attualmente sono 5 in attesa di un fegato e uno di cuore.

 

La lista d’attesa per i reni è rimasta stabile, invece nessuno è in attesa di polmoni. Per quanto riguarda le donazioni di tessuti da vivente sono 103 divise tra i vari ospedali e riguardanti safene, osso, sangue placentare e membrana amniotica. Le donazioni di tessuto da cadavere, anch’esse provenienti dai vari ospedali della provincia sono state 70, per la maggior parte di cornee, ma ci sono state anche donazioni multitessuto.

 

"Qualche giorno fa - conclude Pilati - stavo considerando i dati delle dichiarazioni anticipate di volontà registrate: negli ultimi tre anni è stato fatto con gli uffici anagrafe dei comuni un grande lavoro, a volte mettendo in discussione anche la sensibilità umana e le paure. Questo però ha permesso di raccogliere in Trentino oltre 40 mila dichiarazioni di volontà".


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