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Riparte Promemoria Auschwitz.Eu, il presidente di Deina: ''L'incertezza genera paura verso gli altri''

E' il quinto anno che il treno della memoria parte in direzione Auschwitz e questa edizione sono 180 ragazzi che partono dal Trentino, 170 dall'Alto Adige e 60 dal Tirolo. Francesco Filippi: "Il nostro obiettivo è di stimolare i ragazzi a prendere coscienza della memoria, ma soprattutto a sviluppare la cittadinanza attiva". Le iscrizioni scadono il 31 ottobre

Di Luca Andreazza - 24 ottobre 2018 - 18:01

TRENTO. Il progetto si chiama Promemoria Auschwitz.Eu, qualcosa di più di un semplice viaggio nei luoghi della memoria e dell'orrore nazista. Questa iniziativa di Deina, finanziata dalla Provincia di Trento e realizzata a livello regionale da Arciragazzi Bolzano, Arbeitsgemeinschaft der Jugenddienste e Arci del Trentino, è un progetto di educazione alla cittadinanza attraverso la promozione della partecipazione per accompagnare le giovani generazioni alla comprensione della complessità reale, ma anche per acquisire quello spirito critico necessario per un protagonismo nel presente.

 

"Auschwitz è il male assoluto - dice Francesco Filippi, presidente nazionale di Deina - il simbolo dell'impossibile reso possibile. Il nostro obiettivo è quello di stimolare i ragazzi a prendere coscienza della memoria, ma soprattutto a sviluppare la cittadinanza attiva. Le nuove generazioni devono riuscire a costruire gli strumenti per comprendere il presente e saper prendere le decisioni de futuro. La storia non si ripete, ma fa le rime".

Un'iniziativa che vuole costruire una società civile virtuosa e partecipata, capace di cogliere le sfide future. Soprattutto in questi tempi di spinte populiste che attraversano l'Europa. "E' necessario - prosegue il presidente - partire dall’educazione e dal coinvolgimento delle giovani generazioni, che prima di tutto sono cittadini europei. La storia insegna che a determinate azioni, corrispondono certi tipi di reazione. Oggi viviamo un'epoca incerta e quindi subentra la paura verso gli altri, ma anche verso se stessi a causa della non conoscenza".

 

Un ritorno di estrema destra, che seppur in forma marginale, riesce ad arrivare anche nelle istituzioni, come in consiglio comunale a Bolzano oppure a Verona.

 

"La nostalgia - evidenzia Filippi - contempla la non conoscenza, ma anche la volontà di dimenticare certi avvenimenti. Questa iniziativa intende indagare anche le radici di determinati eventi, come la costruzione del nemico, propaganda, politica e economica. Tasselli di un piano inclinato che può prendere velocità".

 

Si rimettono in moto le iscrizioni. E' il quinto anno che il viaggio della memoria parte in direzione di Auschwitz e questa edizione sono 180 ragazzi che partono dal Trentino, 170 dall'Alto Adige e 60 dal Tirolo. Le date in calendario sono quelle dal 31 gennaio al 6 febbraio e dall'8 al 14 febbraio. Le iscrizioni per il 2019 scadono il prossimo 31 ottobre (Qui info e iscrizioni). Un viaggio che in questo quinquennio è riuscito a coinvolgere oltre 1.600 giovani. E le richieste non mancano, ormai questo progetto è tra le iniziative di punta di Deina.

 

"E' necessario - aggiunge il numero uno dell'associazione - comprendere l'importanza del passato, ma non semplicemente attraverso il ricordo delle date, ma le azioni degli uomini e capire le spinte alla base di determinate eventi. Un altro aspetto legato al tema della memoria è quello della complessità: noi non forniamo etichette, ma domande: ogni ragazzo deve trovare le risposte e un proprio pensiero critico".

 

Vedere Auschwitz oggi e cogliere il significato, le implicazioni e le complessità non può, infatti, prescindere da una prospettiva oltre il limite della memoria nazionale: diventa fondamentale allargare lo sguardo a una dimensione universale.

 

"Guardare alla storia delle persecuzioni e degli stermini della seconda guerra mondiale - continua Filippi - significa costruire la consapevolezza i processi alla base di quegli avvenimenti sono parte di un passato comune, così come le conseguenze sociali, politiche e culturali. Oltre al punto di vista storico, riusciamo ad affrontare questa tematica anche per quanto riguarda gli aspetti sociologici e antropologici".

 

Gli strumenti educativi scelti prevedono una fase di formazione storica gestita attraverso laboratori che precedono e seguono il viaggio, la visita dei luoghi, l'esperienza di comunitàcollettività, ma anche il confronto tra pari.

 

La fase di formazione propedeutica è costituita da laboratori didattici che alternano momenti di lezione frontale a workshop interattivi (formazione attraverso la partecipazione). Nel corso degli incontri si affronta anche l’uso delle fonti storiche e memoriali e sono proposte esperienze di produzione creativa, individuali e collettive, che potranno essere declinate in diverse discipline (teatrale, fotografica e di scrittura creativa).

 

"Prima di studiare la storia sarà proposta una riflessione sui meccanismi di costruzione e narrazione della memoria collettiva - conclude Filippi - decostruire l'immaginario e gli stereotipi per costruire la conoscenza. La storia non può essere ridotta a date e aneddoti, ma si deve comprendere attraverso le vite. Questo è un modo per restare nel contemporaneo e vale per tutti gli avvenimenti, come la Rivoluzione francese o quella americana".

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