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Sette volti nuovi nel direttivo Sat, Bassetti lascia la presidenza tra gli applausi e traccia il futuro: "Chi vuole il far west in montagna troverà solo opposizione"

Il prossimo appuntamento è per giovedì 26 aprile alle 21, quando si riunisce il primo consiglio di questo nuovo corso, che avrà il compito di eleggere i vertici della Sat, in particolare presidente, i due vice presidenti e il segretario

Pubblicato il - 24 aprile 2018 - 15:57

TRENTO. Sono sette i volti nuovi del consiglio direttivo della Sat. Carlo Ancona e Roberto Bertoldi, Anna FacchiniLuca Gadenz, Elena Guella, Enrico Ravanelli e Paolo Scoz.

 

Sono invece 19 in totale i consiglieri eletti, due in più del vecchio consiglio come previsto dopo la revisione del Regolamento e alle new entry si affiancano i confermati Elena Luigina Armani, Rosanna Chies​a​Claudio Colpo, Gianfranco Corradini, Maria Carla Failo, Stefano FontanaRiccardo Giuliani, Marco Gramola, Giuseppe PinterDomenico SighelGiorgio Tamanini e Johnny Zagonel.

 

 

Un dato significativo quello sulla riconferma di parecchi componenti del direttivo uscente, dodici i nomi dei rieletti rispetto ai quattordici ricandidati, mentre i revisori dei conti sono Cinzia Federizzi, Giovanni Ghezzer e Giorgio Toller.

 

La commissione scrutinante in questa fase preferisce non ufficializzare​ le preferenze ​totalizzate​ da ogni consigliere, questo con il preciso intento di non condizionare i lavori per l’elezione dei vertici e garantire così un clima sereno e collaborativo.

 

All'interno del nuovo gruppo dirigente si rafforza inoltre la rappresentanza ambientalista con la presenza di Elena Guella e Enrico Ravanelli, entrambi componenti della commissione Tutela Ambiente Montano, oltre alla presenza di Anna Facchini (Commissione cultura e biblioteca) che per anni ha fatto parte del Tam in qualità anche di presidente. 

 

Il prossimo appuntamento è per giovedì 26 aprile alle 21, quando si riunisce il primo consiglio di questo nuovo corso, che avrà il compito di eleggere i vertici della Sat, in particolare presidente, i due vice presidenti e il segretario.

 

Il nuovo numero uno avrà il difficile compito di sostituire Claudio Bassetti, salutato da un'ovazione, un presidente innovativo, ma soprattutto un uomo di aperture e relazioni tra competenze e carisma. Relazioni con enti, istituti di ricerca, istituti scolastici e associazioni, ma anche relazioni tra le persone, i soci, le sezioni, le Commissioni.

 

Il tema della misura e del limite deve rimanere bussola anche per il futuro - evidenzia il presidente uscente -. Limite e misura che manteniamo anche sui sentieri, eccellenza nell'arco alpino. Anche qui a fronte del lavoro di una commissione straordinaria registriamo costanti pressioni e spesso anche feroci attacchi, perché il boom delle bike trova interessi che si coalizzano per fare uso indiscriminato di internet".

 

"I divieti - aggiunge Bassetti - sono tra gli aspetti meno belli da vedere in montagna, ma la scelta del legislatore li ha previsti e gli accordi sui tavoli sono frutto di mediazioni lunghe e defatiganti. E gli accordi raggiunti tutte le parti li devono rispettare. Non sempre è così. E si alzano proteste contro Sat, considerata lobby della montagna".

 

Un monito di estrema attualità nel momento in cui  la primavera è già esplosa con temperature estive, ma in un  contesto  dove sono soprattutto i numeri a parlare: "Gestiamo - spiega il presidente - oltre 5.500 chilometri di sentieri, sono stati approvati divieti su 610 chilometri, per una percentuale media del 11% di sentieri vietati, con un totale di 375 divieti apposti. Le percentuali variano da ambito a ambito, possono andare da un massimo del 33% come al minimo di 3% in Val di Sole e sono relative alle caratteristiche dei sentieri. Noi abbiamo accettato la mediazione, chi vuole il far west sappia che troverà una forte opposizione. In questo chiediamo massima collaborazione all’ente pubblico. Nel mettere i cartelliNei controlliNella comunicazione. Nella educazione".

 

E rimanendo in tema di rispetto della montagna Bassetti torna sugli eventi in quota: "Quanto successo ultimamente in Brenta, con il grande dj set allo Spinale e i Bastard sulla Tosa, è emblematico - sottolinea Bassetti -. L'aspetto più preoccupante è la cultura che li ha prodotti e il coro favorevole che li ha accolti. Io credo che dieci anni fa, se sulla Tosa si fosse verificato un simile affronto una intera comunità sarebbe insorta. Ora tocca a una minoranza e tocca anche a Sat, passare per gente superata e incapace di stare al passo con i tempi. Sono episodi che hanno la fascinazione e la capacità di trovare emulazioni con diffusione sempre più ampia”.

 

In tema di rifugi l’aggiornamento riguarda soprattutto il rifugio Boè: "L’impegno più impattante finanziariamente degli ultimi anni- annuncia - sia per l’ente pubblico che per la SAT. U partita risolta con la modifica della normativa, per quanto riguarda l’entità del finanziamento pubblico, che supera i 3,5 milioni euro e per la sua concessione, fissata nell’arco di dieci annualità. I lavori inizieranno a fusione del manto nevoso e dureranno tre anni. L’impegno del gestore è garantire l’apertura in questo periodo, grazie alla intelligente scansione degli interventi".

 

Un altro rifugio al centro delle attenzioni dei soci è il Tonini, andato tragicamente in fiamme nel 2016, per il quale è arrivato il rimborso da parte dell’assicurazione di 720 mila euro. Ora è in fase di progettazione, ma il rimborso non basta a coprire la ricostruzione e le trattative con la Provincia e gli sponsor privati, sono in fermento per chiudere il cerchio e avviare la ricostruzione.

 

Chiudo questa esperienza – conclude Bassetti - che non esito a definire formidabile sul piano umano. E aggiungo anche che non sono disponibile a misurami in altri campi, come quelli politici. Lo faccio per rispetto a questa storia, lo faccio per rispetto a Sat: non ho fatto il presidente per costruirmi un futuro altrove. Il mio futuro è qui con voi, da socio semplice”.

 

In assemblea è stato approvato anche il conto economico 2017 di Sat e il preventivo 2018. Il bilancio 2017 chiude con un attivo di 678 mila legato al premio assicurativo del rifugio Tonini, diversamente l’attivo sarebbe stato comunque di 64 mila euro, sempre che il Cai, mantenga in essere i rimborsi che da anni riconosceva a Sat e che adesso tenta di mettere in discussione. 

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