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Un museo dedicato alla ex ferrovia Ora-Predazzo, e forse un ristorante dentro una carrozza

Sono arrivati a Ora i primi convogli partiti dalla Liguria appartenenti all'ex ferrovia Ora-Predazzo. E il sogno di una mobilità dolce tra la Bassa Atesina e le Dolomiti è sempre più forte

 

Di Mustafa Muca - Liceo Rosmini Trento - 12 maggio 2018 - 20:11

ORA. Le tre carrozze della Vigezzina arrivate il 9 maggio scorso alla stazione di Ora potrebbero diventare dei vagoni ristoranti da posizionare vicino alla ciclabile che si sviluppa tra Ora e la Valle di Fiemme. "Il progetto che si desidera concretizzare non punta a creare una memoria statica della vecchia ferrovia - sottolinea Transdolomites - ma un progetto museale vivo, dinamico, che generi ricadute sui territori coinvolti in questo percorso".

 

Sono infatti giunti a destinazione i primi due trasporti speciali partiti da Casella (Genova), esattamente il carro merci che fu della Ora-Predazzo e un vagone passeggeri della ferrovia Domodossola-Locarno. Seguirà poi l'arrivo di altre due carrozze viaggiatori, sempre della ferrovia Domodossola-Locarno (Vigezzina).

 

Si tratta di materiale rotabile non più in funzione da anni e collocato sulla linea ferroviaria Genova-Casella che evitando così la demolizione sarà inserito nel progetto museale della Transdolomites. Intanto un gruppo di lavoro, che si dedica al progetto museale, restaurerà le quattro rotabili, per poi donarle ai 4 comuni che le ospiteranno sul proprio territorio, ovvero Ora, Montagna, Castello-Molina e Predazzo.

 

"Per il suo genere si tratta di un progetto del tutto nuovo per la regione Trentino-Alto Adige - spiega Transdolomites - perché oltre a proporsi nei fabbricati storici ferroviari mira a diventare un evento diffuso su tutto il percorso, coinvolgendo progressivamente la Val di Fassa e la Val di Cembra per fare rete con le vie ciclabili". 

 

"Lo consideriamo un vero investimento. Al di là delle Alpi musei all'aperto come quello sognato per la Ora-Predazzo - spiegano - a fronte di 1 Euro investito ne generano 20 in ritorno sul territorio creando in parallelo occupazione. Aspetto quest'ultimo che vorremmo si verifichi anche da noi confidando nella possibilità di coinvolgere la forza lavoro locale nei percorsi di restauro oltre agli interventi lungo il percorso". 

 

"I trasporti del 9 maggio segnano un passo importante nel conteso della nostra iniziativa. Passiamo dalle fase delle intenzioni a quella della concretizzazione", afferma Transdolomites. Per fare questo sarà importanti "i contributi collaborativi in ore uomo a fianco dei contributi finanziari pubblici e la figura degli sponsor privati ai quali sin da oggi rivolgiamo il nostro invito ad essere della partita".

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