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Nuova vita per le malghe abbandonate e in disuso. La coop 'Fuoco' lancia il turismo sociale e sostenibile

Nelle Giudicarie esteriori si concretizza il progetto ambizioso di un gruppo di residenti molto legati al proprio territorio. Un progetto a cui è chiamata a partecipare l’intera comunità, e in futuro persino gli ospiti che potrebbero diventare soci

Pubblicato il - 16 agosto 2018 - 09:44

TRENTO. Le prime due strutture sono una malga nel Lomaso in località Misonet di proprietà della Asuc di Favrio e maso Limarò tra Comano Terme e Sarche, di proprietà dell’Istituto diocesano di sostentamento del clero. Ma l'intenzione è quella di non fermarsi e ampliare il progetto.

 

Vecchie malghe in disuso trasformate in strutture ricettive, masi di proprietà collettiva recuperati fatti rivivere sotto altra forma. Nelle Giudicarie esteriori, “patrimonio Unesco della biosfera”, si concretizza il progetto ambizioso di un gruppo di residenti molto legati al proprio territorio.

 

Nasce così “Fuoco”, la prima cooperativa di comunità del Trentino, con l’obiettivo di fare decollare un modello di ricettività rispettoso della natura, del territorio, a stretto contatto con la popolazione residente e le sue attività produttive.

 

L’iniziativa, finora unica in Trentino, nasce dall’entusiasmo e dall’amore per la propria terra di un gruppo di abitanti delle Giudicarie esteriori, che fino a pochi mesi fa si incontravano solo per organizzare un circuito di corse in montagna sulle cime più belle delle Giudicarie, il Comano Mountain Circuit.

 

Da lì è scoccata la scintilla che ha fatto nascere “Fuoco”, la prima cooperativa di comunità del Trentino. Una formula già sperimentata in altre parti d’Italia solitamente usata per far rinascere borghi e località abbandonate. In Trentino la cooperazione tradizionale presidia già efficacemente le zone periferiche, ma “Fuoco” si propone di fare qualcos’altro: utilizzare strutture non più in uso, come ex malghe e masi, tipicamente di proprietà collettiva come le Asuc, per farle rinascere e nello stesso tempo promuovere il territorio.

 

Un progetto a cui è chiamata a partecipare l’intera comunità, e in futuro persino gli ospiti che potrebbero diventare soci. “La cooperativa Fuoco – afferma il suo presidente Marco Buratti - nasce dalla volontà di portare le Valli Giudicarie al livello turistico che meritano, perché abbiamo una valle fantastica e incontaminata, dove si può vivere il contatto puro con la montagna e la natura".

 

"Fuoco perché è un simbolo di unione e passione, un fuoco che riscalda, illumina il cammino e accende le passioni. Vogliamo che la nostra cooperativa - conclude Buratti - diventi il focolare della comunità delle Giudicarie”.

Nei giorni scorsi la festa di inaugurazione a Misonet, sulla montagna sopra Favrio nel Lomaso: una malga in disuso che ora servirà pasti e prodotti della zona ad escursionisti curiosi ed interessati.

 

Nello stesso periodo è partita da poco la gestione di maso Limarò, una splendida casa rurale da poco ristrutturata, ma chiusa dopo una breve esperienza con una gestione precedente. Per ora è in funzione un servizio di bed & breakfast, in futuro si aprirà anche alla ristorazione.

 

Mobili fatti a mano da artigiani locali, prodotti e quant’altro rigorosamente a “metri zero” per rispettare le specificità del luogo. Della cooperativa fanno parte per ora nove soci, persone ed enti territoriali. Ma l’obiettivo è di allargarla a tutti i soggetti che vogliano partecipare.

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